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“Quando il destino. Due vite nel dramma del Vajont”

07/10/2026

“Il 9 ottobre del 1963 alle 22.39 una frana di quasi 300 milioni di metri cubi di roccia precipitò dal monte Toc nel bacino idroelettrico del Vajont. L’impatto sollevò un’onda di cinquanta milioni di metri cubi che in parte scavalcò la diga e, correndo alla velocità di 100 km/h portò alla morte e distruzione nell’intera vallata” (da “La tragedia del Vajont” di Marco Armiero).

A 63 anni dal disastro della diga del Vajont, che in pochi istanti spazzò e distrusse paesi e popolazioni provocando la morte e il ferimento di migliaia di persone, l’Amministrazione Comunale ricorda la tragedia che ha colpito da vicino anche i nostri concittadini con il reading teatrale “Quando il destino. Due vite nel dramma del Vajont”, in programma sabato 10 ottobre alle ore 20.45 nell’auditorium della Biblioteca Comunale. Una rappresentazione di Enneenne Teatro, dove le storie personali diventano pretesto e si mescolano alla storia dei fiumi, della diga, dei paesi, delle case e di chi le abitò.

“Il Vajont è una pagina di storia ed una ferita che ha toccato da vicino anche la nostra comunità – sottolinea il sindaco, Adalberto Bordin –. Anche quest’anno abbiamo il dovere di ricordare le vittime e le famiglie che hanno perso tutto in pochi istanti. Ma abbiamo anche il dovere di ricordare perché è successo: una tragedia che poteva essere evitata. Tenere viva questa memoria, soprattutto con i più giovani, è un modo per difendere il valore della prevenzione, della responsabilità e del rispetto del territorio”.

Ricordare quanto accaduto, fare un nodo al fazzoletto, diventa imperativo considerato che vicenda del Vajont è stata caratterizzata da una catena di passaggi che si ripeteranno con regolarità nelle stragi e catastrofi in divenire. Nel 2008 l’Unesco l’ha inclusa tra le cinque storie esemplari che possono guidarci verso un futuro sostenibile, nel 2023 l’Unesco ha incluso l’archivio processuale del Vajont nel suo programma Memoria del Mondo.

L’occasione della serata di commemorazione del Vajont permette di ricordare anche la giornalista Tina Merlin che quella strage l’aveva prevista e anticipata nei suoi articoli, canalizzando la voce degli abitanti di quelle terre. La Merlin viene nominata spesso come quella del Vajont, perché nel seguire quella tragica vicenda dimostrò la sua tenacia e sua tempra come giornalista d’inchiesta, ma è doveroso ricordare che nella sua carriera si è interessata di molti altri temi di interesse civile, in particolare quelli legati all’emancipazione femminile e al ruolo della donna nella società.

A Tina Merlin è dedicato Letteratura dell’Impegno, a cura della biblioteca di Montebelluna, uno dei percorsi bibliografici tematici della maratona di lettura Il Veneto Legge 2026, un richiamo alla letteratura impegnata e coraggiosa in occasione dei 100 anni dalla nascita della giornalista.

“Il teatro e la lettura sono strumenti preziosi per custodire la memoria – commenta l’assessora alla Cultura, Maria Bortoletto –. Attraverso le storie di due vite, il reading ci restituisce il dramma del Vajont in una dimensione umana, vicina, che i numeri da soli non riescono a raccontare. Nel centenario della nascita, abbiamo voluto ricordare anche Tina Merlin: una giornalista che ebbe il coraggio di dare voce alle comunità della valle quando nessuno voleva ascoltarle, e che si è battuta per tutta la vita sui temi civili e sull’emancipazione femminile. In biblioteca abbiamo preparato una selezione di letture per chi desidera approfondire la sua figura e la storia del Vajont».

Sulla vicenda del Vajont e sulla figura di Tina Merlin in questi giorni in biblioteca è a disposizione di lettrici e lettori una selezione bibliografica con proposte di lettura pronte per il prestito.

Ingresso gratuito e prenotazione consigliata su Eventbrite.

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