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Otto scuole e quasi 1.400 ragazzi e ragazze impegnati per il Mali.
Una corsa miracolosa

24/07/2023

Giunta alla sua ottava edizione, quest’anno la “Corsa dei miracoli” promossa da Caritas Tarvisina ha visto “scendere in campo” 1.379 bambini e bambine, ragazzi e ragazze di otto scuole della diocesi di Treviso. Non si tratta di una vera competizione, ma di una corsa di solidarietà nella quale ciascuno, nella misura in cui può, concorre alla realizzazione di un... miracolo.

Si gareggia, insomma, in nome della solidarietà e dei diritti.

Le regole sono semplici: dopo un approfondimento in classe su tre obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, gli studenti si sono alzati dai banchi di scuola per correre a sostegno dei loro coetanei del Mali, nella settimana dal 15 al 20 maggio. Per ogni giro di circuito effettuato, i giovani corridori hanno raccolto una piccola somma corrisposta da parte di uno “sponsor” (amico, genitore, zio, zia, nonno, nonna...). Questo segno concreto di solidarietà, corrispondente a circa a 7.700 euro, sarà inviato agli studenti e alle studentesse della scuola agropastorale nel villaggio di Toukoto, nella regione di Kayes in Mali, all’interno del progetto “Coltiviamo la speranza”, per permettere l’acquisto e l’installazione di pannelli solari per garantire accesso costante alla corrente elettrica.

Quest’anno per la Caritas diocesana l’iniziativa ha avuto un significato speciale perché, nei giorni della corsa, c’è stata la presenza di una delegazione di rappresentanti della scuola agropastorale in Mali, che hanno incontrato e chiacchierato con studenti ed insegnanti delle scuole aderenti, rispondendo alle molte domande e curiosità. Come ci racconta una docente, “la presenza dei rappresentanti della scuola agropastorale è stata sicuramente un valore aggiunto alla corsa, confermando il fatto che la solidarietà abbatte ogni distanza rendendoci tutti fratelli e donandoci una gioia e una pace nel cuore indescrivibili. Tutto ciò a conferma del fatto che, alla fine, la distanza è solo una questione fisica, mai umana [...]. In questo contesto i muri provocati dalla disuguaglianza, dalla discriminazione e dalla fragilità vengono spontaneamente abbattuti e la diversità diventa elemento di crescita, di forza e strumento per fare del bene. Questa è una cosa davvero straordinaria, questo è il vero miracolo!”.

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