Scuola e violenza
Sul piano educativo ci si trova, spesso, disarmati perché se la violenza minorile sta...
A cinquant’anni dal sisma che il 6 maggio 1976 sconvolse il Friuli, San Zenone degli Ezzelini rinnova un legame nato nel dolore e trasformato in amicizia duratura con San Tomaso di Majano. Le celebrazioni non si sono limitate alla memoria, ma si sono tradotte in gesti concreti, capaci di parlare alle nuove generazioni.
Nel parco San Tomaso di Majano, nel cuore del paese, quattro giovani tassi sono stati messi a dimora attorno alla targa commemorativa. Un intervento semplice, ma fortemente simbolico, inserito nella Festa della terra 2026 “Semi di futuro - Un giorno per la terra e per la vita”. A piantarli sono state le classi terze delle scuole primarie dei tre plessi comunali, protagoniste di una mattinata fatta di letture, canti e riflessioni sull’ambiente e sulla responsabilità collettiva.
Quel cippo in pietra, oggi circondato da nuovi alberi, racconta una storia che affonda le radici nel 1976. All’indomani del terremoto, da San Zenone partì un gruppo di volontari guidati dall’allora sindaco, il maestro Antonio Piotto. Giunto a Majano, Piotto si trovò di fronte a uno scenario di distruzione e disperazione. Incontrò Adriano Piuzzi, impegnato nell’organizzazione dei soccorsi. Da quell’incontro nacque una collaborazione immediata: molti sanzenonesi si misero al lavoro tra le macerie, offrendo aiuto concreto alla popolazione colpita.
Fu un ponte di solidarietà spontaneo, costruito senza protocolli ma destinato a durare nel tempo. Un legame che nel 2000 si è trasformato in gemellaggio ufficiale tra le due comunità e che oggi continua a vivere nelle iniziative condivise, nella memoria dei testimoni e nell’impegno educativo verso i più giovani.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco, Fabio Marin, la dirigente scolastica, Paola Zanon, e numerosi rappresentanti del mondo associativo. “Piantare un albero con i bambini in un parco che porta il nome di San Tomaso di Majano - ha sottolineato Marin - significa tenere viva una memoria fatta di generosità e responsabilità”.
Le celebrazioni sono proseguite il 5 maggio con “Musica oltre i confini”, concerto delle orchestre scolastiche provenienti da Fossacesia, Spoltore e San Zenone, ancora una volta nel segno dell’incontro tra comunità. A cinquant’anni da quel tragico evento la solidarietà continua a generare futuro.