Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Da Noale a Crespano del Grappa un’esperienza comunitaria e inclusiva
Un’esperienza sportiva sul fiume Brenta, con una discesa attraverso le sue rapide, grazie alla collaborazione di un Centro rafting; una passeggiata pomeridiana alla riserva naturale Vincheto di Celarda, nei pressi di Feltre, scoprendo piante e animali; una visita guidata ad alcuni luoghi storici degli Ezzelini, che sono risultati più umani di quanto abbiamo appreso nei libri, inevitabilmente scritti da chi li ha sconfitti; un divertente studio del cielo e delle stelle grazie a un rinnovato planetario e ottimi telescopi. Potrebbe sembrare il programma di una vacanza culturale che mette insieme natura, sport e storia.
Invece si tratta di quanto è stato vissuto a Crespano del Grappa, nel consueto annuale campo con famiglie e persone con disabilità giovani e adulte, svoltosi quest’anno dal 3 al 7 agosto alla casa Don Chiavacci, animato dall’associazione “La nostra famiglia”, sezione di Noale. Numerosi partecipanti (una trentina) ripetono l’esperienza da anni; alcuni i nuovi. Tra loro l’importante gruppo della Casetta, un luogo tutto dedicato, attraverso laboratori e vita insieme, al raggiungimento della maggiore autonomia delle persone con disabilità che la frequentano. Inoltre, alcuni ospiti del Centro si sono uniti a vari momenti dei bei giorni, accompagnati dal sole.
Le lodi mattutine hanno aperto le giornate: da alcuni anni la preghiera della Chiesa ha sostituito la proposta che si cercava di organizzare, pensando fosse più adeguata. In realtà, il sentire e il respiro ecclesiale, centrato sulla preghiera biblica, ci interpreta nel migliore dei modi. Momento centralissimo è stata poi la Celebrazione eucaristica, per tutti il primo e l’ultimo giorno, libera nelle altre giornate.
Alle lodi seguiva la proposta tematica del campo: Magnifica humanitas, la recente enciclica di Leone XIV. Un testo non semplice, ma che, nella selezione dei brani adottata, ha coinvolto tutti i partecipanti: si può dire che la sensazione era che “il Papa ci conosce e ci protegge”. Infatti, Leone XIV propone un discernimento sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, ponendo al centro la dignità dell’essere umano, e di ogni persona; dignità umana come criterio fondamentale per orientare il progresso tecnico e valutarne le ricadute sociali, culturali e morali. Di fronte ai rischi della nostra cultura dello scarto, segnata dalla potenza, dal dominio e dalla guerra, l’enciclica propone l’orizzonte di una civiltà dell’amore fondata sulla giustizia, sul dialogo e sulla responsabilità condivisa. Anche un gruppo di giovani volontari di una parrocchia della nostra diocesi, con i quali si condivideva la sala da pranzo, si sono interessati alla proposta, chiedendo un momento di conoscenza reciproca (hanno portato la loro esperienza famiglie, persone con disabilità, volontari e operatori presenti).
Insomma, giorni di vita comunitaria, valorizzando i doni di ciascuno, giorni impegnati e piacevoli, dove il divertimento non è andato a scapito dell’impegno e della crescita di tutti i partecipanti.



