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Mottinello Nuovo: cento anni di presenza camilliana
Cento anni, un secolo esatto, e una giornata che la comunità non dimenticherà facilmente. Domenica 25 ottobre la parrocchia di San Giovanni Battista ha festeggiato il centenario della presenza camilliana a Mottinello Nuovo. La celebrazione è stata presieduta dal superiore generale della congregazione, padre Pedro Tramontin - che di san Camillo de Lellis è il 61° Successore - insieme al suo vicario generale, padre Gianfranco Lunardon, e al parroco padre Umberto Andreetto.
Era il 1926 quando i Camilliani arrivarono a Mottinello e acquistarono quella che sarebbe diventata la loro casa: villa Comello. In quella casa, generazioni di giovani hanno imparato ad amare il carisma camilliano, ricevendo la formazione teologica e l’ordinazione sacerdotale: nel complesso oltre 170 sacerdoti.
Il passaggio decisivo è del 1929, quando il vescovo di Treviso, il beato Andrea Giacinto Longhin, affidò ai Camilliani la rettoria della chiesa di San Giovanni Battista. Il primo rettore fu, per 22 anni, padre Emilio Cristofoletti, le cui spoglie riposano nella chiesa parrocchiale; i rettori che si succedettero intensificarono sempre più l’attività pastorale, e le opere lo testimoniano: nel 1950 fu aperta la scuola materna, che ancora oggi, dopo più di settant’anni, svolge il suo servizio educativo; nel 1954 venne costruito il patronato; nel 1958 il campanile.
Il 13 gennaio 1962 mons. Antonio Mistrorigo eresse Mottinello Nuovo in parrocchia, confermandone l’affidamento ai Camilliani. Da allora la comunità è stata guidata da cinque parroci camilliani: padre Guido Davanzo (1962-1964), padre Giacomo Bellotto (1964-1980), padre Angelo Bordignon (1981-2005), padre Giuseppe Alberton (2005-2013), padre Umberto Andreetto, da novembre 2013.
Un ricordo è stato riservato anche ai molti Camilliani nati a Mottinello e partiti da qui verso le varie parti del mondo: l’ultimo rimasto è padre Ermenegildo Calderaro, che tuttora vive in Thailandia.
Le parole, però, non hanno potuto essere soltanto di festa. Tutta la comunità sa e sente il peso di una notizia: dall’anno prossimo i Camilliani cesseranno la loro presenza a Mottinello. Nel saluto al superiore generale, all’inizio della celebrazione, da parte di un rappresentante del Consiglio pastorale, non si è nascosto il dispiacere. Sulla decisione, è stato riconosciuto, hanno inciso i numeri. “Non ci sentiamo abbandonati, e non vogliamo esserlo. Ma che sia chiaro: da Mottinello i Camilliani portano via un pezzo della nostra storia, e noi sentiremo la loro assenza come si sente la mancanza di qualcuno di casa”, è stato sottolineato.
La giornata ha lasciato a Mottinello anche un segno destinato a restare. Nel corso della celebrazione, il Padre generale ha inaugurato la lapide ricordo dei cento anni di presenza camilliana, collocata a fianco dell’antica statua lignea di San Camillo De Lellis, venerata nella chiesa parrocchiale sin dal 27 gennaio 1929.



