La polemica l’ha innescata Flavio Briatore, il noto imprenditore che, quanto a offrire ghiotte occasioni...
Tribunale a Bassano del Grappa, la realtà economica lo richiede
Una strada modifica le distanze, ma, inevitabilmente, cambia anche le persone, le loro relazioni e gli scambi di idee e di cose.
La nuova realtà creata dalla Superstrada Pedemontana Veneta tarda a essere compresa dalla politica e dagli analisti economici e sociali. Oggi, sotto il Grappa, il Montello, il Cansiglio e l’Altopiano di Asiago, fondamentale è l’asse est-ovest; semplificando, Milano-Trieste o Vicenza-Pordenone. Sono in crescita le realtà economiche di quello che in Europa viene definito Corridoio 5.
Quella che una volta poteva essere considerata una battaglia provinciale o di campanile, come la realizzazione della Cittadella della Giustizia a Bassano del Grappa e l’istituzione del Tribunale della Pedemontana, oggi rappresenta il rafforzamento di un polo socio-economico, quello della Pedemontana, e una sua collocazione nell’area mitteleuropea. I dati dell’export delle aziende della zona vanno tutti in questa direzione.
Così era inevitabile e attesa una forte presa di posizione dei sindaci dell’area a favore del nuovo tribunale, la cui sede fisica esiste già, per la quale sono stati spesi quasi venti milioni di euro ed è stato coinvolto un architetto di fama internazionale come Boris Podrecca.
Una promessa rimasta sulla carta e il Manifesto dei sindaci
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alla vigilia delle elezioni regionali aveva promesso di inviare personale e risorse per questo tribunale. Poi sono passate le regionali e sul progetto è calato il silenzio. Parla la Regione Veneto, ma solo con la consigliera regionale Morena Martini, mentre a Roma sono in pieno svolgimento le audizioni parlamentari in Commissione giustizia della Camera per il nuovo tribunale.
La pazienza dei sindaci di un’area di oltre mezzo milione di abitanti è però al limite. Da qui la presentazione del Manifesto dei Sindaci della Pedemontana e dell’Altopiano dei Sette Comuni per una giustizia più vicina ai cittadini, pacato nei toni ma fermo nei contenuti, sottoscritto da 42 primi cittadini. Bassano del Grappa è in prima fila, ci sono anche i Comuni della Pedemontana trevigiana, da Possagno a Pieve del Grappa, da Fonte a San Zenone degli Ezzelini, fino a Castelcucco, Cavaso del Tomba, Monfumo.
Non si tratta di campanilismo
Nel documento i sindaci respingono la lettura campanilistica della vicenda. Il nuovo tribunale, sostengono, non nasce per sottrarre risorse a Vicenza, Treviso o Padova, ma per rendere più efficiente l’intero sistema giudiziario veneto, alleggerendo il carico di lavoro dei tre tribunali e chiedendo allo Stato un rafforzamento complessivo di organici e risorse.
I numeri richiamati nel Manifesto sono significativi: il bacino del futuro Tribunale della Pedemontana comprende 72 Comuni delle province di Vicenza, Treviso e Padova e supera i 550 mila abitanti, quasi il doppio dello standard ministeriale minimo di 300 mila.
È uno dei sistemi economici più dinamici del Paese, con migliaia di imprese, una forte propensione all’export e alcuni dei principali distretti manifatturieri italiani. La Cittadella della Giustizia, già realizzata, misura 11 mila metri quadrati e il suo mancato utilizzo, osservano i sindaci, rappresenterebbe un ulteriore spreco di denaro pubblico.
Per questo chiedono di superare le contrapposizioni territoriali e di aprire un confronto fondato sui dati, nell’interesse dell’intero Veneto.



