Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Butan gas, trent’anni dopo Paese non dimentica
Se un simile incidente fosse avvenuto oggi, probabilmente si sarebbe pensato allo scoppio di un potente ordigno; invece, si trattava dell’esplosione di una autocisterna di gas, la mattina del 15 marzo 1996. Sono passati trent’anni da quel tragico evento accaduto di buon mattino a Paese, in via sen. Pellegrini, nell’area della Butan gas, in cui persero la vita due giovani dipendenti, due cittadini di Paese, Claudio Mardegan e Gottardo Parisotto, che con eroico senso del dovere, invece di scappare come avrebbe suggerito l’istinto, rimasero a fronteggiare la perdita di gas, limitandone i danni, ma rimanendo uccisi. Non ci furono altri decessi, tuttavia, ci furono dei feriti anche molto gravi tra i vigili del fuoco prontamente accorsi. E poteva andare molto peggio, data l’inadeguatezza dei sistemi di sicurezza, per la mancata consapevolezza che un deposito simile non avrebbe dovuto trovarsi in mezzo a un centro abitato. Basti pensare che una grande lastra di metallo dell’autocisterna, con l’esplosione, finì sul cortile di un’abitazione a 800 metri di distanza, miracolosamente senza conseguenze, a parte pochi danni al garage.
A trent’anni di distanza, la ferita resta indelebile, nella comunità di Paese, trasmessa di generazione in generazione. All’epoca, era sindaco Vigilio Pavan e Katia Uberti, l’attuale prima cittadina, ricopriva il ruolo di consigliera comunale. Perciò si è voluto ancora una volta fare memoria, affinché in fatto di sicurezza l’attenzione non venga mai meno.
Domenica scorsa, l’Amministrazione comunale, guidata dalla sindaca, ha reso omaggio alle tombe dei due eroici padri di famiglia. Quindi, la messa nella parrocchiale, presieduta dal vicario, don Stefano Grespan, alla presenza dei famigliari degli scomparsi, in una chiesa gremita di fedeli. Oltre alla Giunta comunale, era presente anche una nutrita rappresentanza dei Vigili del fuoco di Treviso e della Protezione civile locale.
All’omelia, il celebrante ha spiegato il passo evangelico della domenica, sottolineando che eventi simili devono essere letti secondo l’insegnamento di Gesù, che invita a essere fonte di luce, ad avere la vista lunga, a vedere con il cuore, impegnandosi concretamente per gli altri e favorendo il dialogo tra le istituzioni. Questo approccio fu seguito trent’anni fa: i cittadini non si limitarono a osservare e a protestare, né delegarono tutto alla politica, ma formarono un comitato per garantire la sicurezza del paese e scongiurare il ripetersi di tali situazioni. Di conseguenza, il sito della Butan gas fu dismesso e alcune aziende rischiose vennero trasferite altrove.
Fu una tragedia, certamente, ma anche un’occasione per una proiezione umana positiva, soprattutto in fatto di sicurezza, che fece scuola a livello nazionale, anche nei Vigili del fuoco, con l’auspicio che i giovani crescano con questa cultura.



