Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Per un meccanismo perverso Asolo deve tornare soldi allo Stato
Un’anomalia che non si riesce a correggere e per la quale Asolo, assieme a 298 comuni italiani nella stessa situazione, vuole risolvere attraverso una “class action” e ristabilire l’uguaglianza tra le municipalità.
Un meccanismo complicato e perverso penalizza Asolo nel versamento del Fondo di Solidarietà a cui sono tenuti tutti i Comuni d’Italia. In proporzione Asolo paga di più di Padova, Treviso o Montebelluna ed alla fine ha una saldo negativo sul Fondo come accade nel Veneto solo ad Asiago, Peschiera del Garda e Sappada. Un’anomalia che non si riesce a correggere e per la quale Asolo, assieme a 298 comuni italiani nella stessa situazione, vuole risolvere attraverso una “class action” e ristabilire l’uguaglianza tra le municipalità. Asolo nel 2014 in conseguenza ai vari tagli avrà a disposizione 3 milioni di euro in meno, benché i cittadini versino allo stato centrale ben 22 milioni di euro attraverso l’irpef. Ora dovrà anche restituire 347mila euro per questo Fondo di Solidarietà. Nel 2003 i trasferimenti statali corrispondevano a 137 euro pro capite, ridotti nel 2007 a 94,37, mentre dal 2012 è il Comune che restituisce soldi allo Stato. Asolo, ricorda l’Amministrazione, come molti comuni del Veneto, per 35 anni ha ricevuto molti meno trasferimenti degli altri comuni in ragione della sua “spesa storica”, più bassa degli altri comuni e che fino al 2000 è stata l’unico criterio per la determinazione dei trasferimenti. Il divario, rispetto ad altre amministrazioni comunali di pari fascia demografica, non è stato mai risolto, anzi i tagli delle ultime finanziarie, abbattendosi su trasferimenti già bassi, hanno comportato un vero e proprio crollo dei trasferimenti.



