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Profughi in tendopoli a Resana: ipotesi che fa discutere

Per ora l’unica notizia certa è la decisione presa dal commissario prefettizio di Resana di concedere in comodato d’uso alla Prefettura un’area di via Ca’ Zane. la gente è preoccupata perché vede una decisione così impattante per la vita della comunità calata dall’alto senza condivisione e senza informazione.

Per ora l’unica notizia certa è la decisione presa dal commissario prefettizio di Resana di concedere in comodato d’uso alla Prefettura un’area di via Ca’ Zane per “l’installazione di alcune tende, complete di impianto di illuminazione, riscaldamento e brandine per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria derivante dall’arrivo dei profughi ai quali dovrà essere assicurato un ricovero di emergenza oltre alla fornitura di pasti, assistenza sanitaria, pulizia ed alcune attività volte all’integrazione, in attesa di individuare strutture più idonee all’accoglienza”. Quanti? A partire da quando? Per quanto tempo? Gestiti da chi? Domande tutte senza risposta che, inevitabilmente, stanno generando a Resana confusione, preoccupazione, proclami di barricate, anche per le modalità con cui si è diffusa la notizia.
La giunta guidata da Loris Mazzorato è caduta il 29 luglio; il commissario prefettizio Gaetano Tufariello è stato nominato il primo agosto; una settimana dopo la Prefettura ha richiesto al comune la concessione dell’area “ex centro di prima accoglienza per cittadini extracomunitari” di via Ca’ Zane; l’11 agosto la domanda è stata accolta con delibera; e solo la scorsa settimana la notizia è uscita sui giornali. Per ora tutto il resto afferisce alla sfera delle ipotesi, delle soffiate, delle dietrologie: dal rifiuto delle cooperative del territorio a gestire una situazione che si preannuncia, già sulla carta, di complessa gestione ai numeri delle persone coinvolte e alla durata stessa di questa soluzione “provvisoria”.
Resana è giustamente preoccupata perché vede una decisione così impattante per la vita della comunità calata dall’alto senza condivisione e senza informazione, ora alla mercè di una campagna elettorale in fase di avvio. La Lega, anche attraverso la voce del governatore Zaia, ha espresso tutta la sua contrarietà a questa operazione definendola un “blitz, una furbata organizzata con astuzia sfruttando il commissariamento prefettizio (…), il segnale dell’improvvisazione più assoluta. La tendopoli è una umiliazione”. Anche il Pd ha manifestato forti perplessità, ribadendo che si tratta di una soluzione non accettabile e sottolineando che non si può promuovere accoglienza seminando paura, imponendo decisioni senza che queste siano condivise con il territorio.

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