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Selva del Montello, idee per un luogo da vivere

Sintesi delle proposte sulla futura destinazione dell’ex Borsoi. In generale l’idea è che il recupero dell’area possa ridare vitalità al centro del paese, anche grazie a un intervento pubblico-privato

19/05/2023

E’ stata definita un progetto di progetti la sintesi delle proposte raccolte nelle scorse settimane per individuare la futura destinazione dell'area “ex Borsoi” (o “Rostolis” o “Delico”, a seconda dei periodi storici), che si trova nel pieno centro abitato di Selva del Montello, incastrata tra la chiesa parrocchiale, la scuola per l’infanzia, lo stabilimento di una latteria e una zona residenziale. La sua forma, 30 metri di larghezza per 280 di lunghezza, la sua collocazione e il suo disuso come sede di uno stabilimento produttivo la rendono da decenni oggetto di dibattito, senza che ancora si sia arrivati a una soluzione. Ci sta provando il Comune di Volpago, che l’ha acquisita dai privati nel dicembre 2020, dopo aver imposto la bonifica dall’eternit ancora presente e aver successivamente provveduto a demolire la parte degli edifici più vicina alla strada, con una spesa di circa un milione.

Tra aprile e maggio è stato proposto ai cittadini un percorso di progettazione partecipata, sulla scorta di quanto fatto per il deposito militare sul Montello. “Questa volta - spiega il prof. Moreno Bacchichet di Laboratorio di Paesaggi - non c’è stata grande partecipazione. Forse abbiamo sbagliato la promozione, forse c’era diffidenza, ma abbiamo apprezzato la presenza delle associazioni per discutere del futuro di Selva”. L’idea che ci fosse un legame affettivo con questo luogo è stata smentita dalle risposte raccolte nei questionari. “Questo insediamento è stato vissuto come calato dall'alto, anche se era stato voluto dal parroco negli anni ‘50. La memoria effettivamente non è più tanto sentita e quindi si potrebbe anche demolire e ricostruire. Il costo della ristrutturazione sarebbe in ogni caso analogo”. Si stima complessivamente una cifra tra i 7 e gli 8 milioni di euro, che gli estensori dello studio di fattibilità hanno suddiviso in vari stralci, legati a singole superfici o destinazioni. “La maggioranza dei partecipanti pensa sia meglio recuperare, a scopo comunitario e di aggregazione. Si immagina uno spazio polifunzionale e modulare anche per la sagra, con palestra, sala per musica, esposizioni, coworking, lettura, teatro, cinema. La vista sul Montello verso nord è ritenuto un valore aggiunto, assieme alla presenza di verde pubblico e giardino attrezzato. Al centro del progetto c’è il recupero energetico, con pannelli che potrebbero produrre circa 0,5 megawatt”.

In generale l’idea è che il recupero dell’area possa ridare vitalità al centro del paese, anche grazie a un intervento pubblico-privato.
“Il nostro obiettivo - ha aggiunto il sindaco Paolo Guizzo - è la demolizione entro fine mese di altri blocchi non recuperabili dell'area frontale per dare ancora più respiro. Procederemo poi alla sistemazione del parcheggio e dell’area verde antistante con un collegamento pedonale tra l'asilo e la chiesa. Si andrà per passi, iniziando dalla sistemazione del tetto per evitare infiltrazioni e ulteriori ammaloramenti. Sono felice che l'impianto generale sia vicino all'idea che stiamo discutendo”. Il primo cittadino, che non ha voluto vedere l’esito della progettazione prima che fosse presentata il 5 maggio, aveva in effetti già più di due anni fa parlato nei medesimi termini dei possibili usi dell’area. “Ci adopereremo come abbiamo sempre fatto per intercettare tutti i bandi possibili per avere i finanziamenti necessari”. La speranza di tutti è che anche da quest’area venga tolto l’appellativo “ex” e diventi finalmente un luogo vissuto e partecipato, una piazza nel senso più ampio del termine, con una propria identità adatta alle necessità.

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