martedì, 14 aprile 2026
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Assistenti familiari: in Veneto arriva una proposta di legge a tutela del loro lavoro

La Regione Veneto stanzierà cinque milioni di euro l'anno per il sostegno e la qualificazione degli assistenti familiari. Lo prevede la proposta di legge regionale, che introduce misure per favorire l'assistenza domiciliare e per limitare il ricorso al lavoro sommerso

La Regione Veneto stanzierà cinque milioni di euro l'anno, nel 2016, 2017 e 2018, per il sostegno e la qualificazione degli assistenti familiari. Lo prevede la proposta di legge regionale presentata oggi dai consiglieri di Lega Nord e lista Zaia Presidente, che introduce una serie di misure per favorire l'assistenza domiciliare di anziani e persone non autosufficienti, e per limitare il ricorso al lavoro sommerso. Le difficoltà economiche spingono le famiglie ad avvalersi di assistenti privi di alcuna certificazione, pagandoli in nero per risparmiare i contributi previdenziali. Dei circa 100.000 assistenti familiari che lavorano in Veneto, infatti, solo 68.000 sono regolari, il che espone le famiglie a rischi, non ultimo quello di vedersi contestare l'irregolarità proprio da parte dell'assistente e di venire, quindi, trascinati in un procedimento giudiziario con tutte le spese che questo comporta. La proposta di legge della maggioranza mira a risolvere il problema, rimborsando i contributi previdenziali e alleggerendo la pressione fiscale (si parla di circa 300 euro al mese a famiglia), in modo da rendere meno conveniente il ricorso al sommerso. Ma non solo, sarà infatti la Regione a determinare i requisiti necessari a conseguire la qualifica di assistente familiare e ad organizzare i corsi di formazione necessari a ottenere la certificazione. I Comuni istituiranno, invece, dei front office per l'assistenza familiare, che diventeranno il punto di riferimento per i cittadini, fornendo orientamento e consulenza. Ma la novità maggiore introdotta dalla proposta di legge è, probabilmente, la creazione di un "registro regionale degli assistenti", consultabile via web e in una serie di luoghi come ad esempio le farmacie. Non sarà una semplice lista degli assistenti qualificati, ma conterà tutti i curricula, con le competenze e le precedenti esperienze di tutti gli iscritti. Questo faciliterà la scelta dell'assistente più adatto, specie nei casi di persone con patologie croniche o invalidanti. Il pacchetto di novità avrà poi un altro effetto positivo, sostiene la maggioranza, ossia quello di limitare il ricorso al ricovero ospedaliero quando non necessario. Assistenti familiari preparati, infatti, consentono la continuità delle cure e dell'assistenza a domicilio. Questo è particolarmente importante in un Veneto dalla popolazione sempre più anziana. La scelta di curare il parente malato a casa o di assumere una badante invece di spedire il parente non autosufficiente in casa di riposo sembra essere una caratteristica dei cittadini italiani, e ancor più dei veneti. E' una scelta che sta bene alla Regione, che vede nella de ospedalizzazione e nell'assistenza domiciliare il futuro della sanità veneta. La proposta diventerà legge entro l'anno, si augura la maggioranza. Anche perché  in caso contrario, il primo dei tre anni per cui è previsto lo stanziamento di 5 milioni di euro, passerà senza che nulla sia stato concluso.

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