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Elezioni, Nord e Sud mai così distanti

“Un voto così territorializzato non si è mai visto - dice il politologo Paolo Feltrin -. I 5 Stelle conquistano tutto il Sud, dove la promessa del reddito di cittadinanza ha fatto breccia. Il Nord, invece, rimane al centrodestra. Qui la richiesta è di dare i soldi a chi lavora, pensiamo alla proposta della flat tax. Per questo vedo difficile un’alleanza tra questi due blocchi”.

09/03/2018

Sentirlo dire proprio quando la Lega cerca di diventare (per certi aspetti riuscendoci) partito nazionale, e proprio ora che nessuno parla più di secessione, fa un certo effetto... “Eppure è proprio così - scandisce il professor Paolo Feltrin -, politologo e docente di Scienze Politiche all’Università di Trieste -. Per la prima volta, dall’unità d’Italia, il voto esprime un conflitto radicale tra il Nord e il Sud del Paese”.
Ci spieghi meglio, professore.
Un voto così territorializzato non si è mai visto. La linea è grosso modo quella del Rubicone. A parte alcune enclave del Pd, c’è un confine netto tra due blocchi l’uno contro l’altro armati. I 5 Stelle arrivano fino alle Marche e conquistano tutto il Sud, con percentuali vicine al 50 per cento. Lì c’è una polveriera evidente e la promessa del reddito di cittadinanza ha fatto breccia. Il Nord, invece, rimane fortemente al centrodestra. Qui la richiesta è di dare i soldi a chi lavora, pensiamo alla proposta della flat tax. In questa tenaglia il Pd è rimasto schiacciato, così come tutti i partiti che avevano una visione di unità nazionale, di un programma unico per tutto il Paese, pensiamo a Liberi e Uguali, alla stessa Forza Italia, che in più paga un ricambio generazionale sempre annunciato e mai avvenuto; è rimasta un partito come “imbalsamato”.
Non mi dirà che il Pd perde solo per questo. Non ci mettiamo anche gli errori di Renzi?
Certo, questi hanno amplificato la sconfitta. Quando tu perdi un referendum come quello del 2016, e lo perdi nettamente, 60 a 40, l’unica cosa che puoi fare è ritirarti almeno per un po’... Fanfani dopo il referendum sul divorzio è sparito per sei anni... Non puoi far finta di niente, dire “va bene, ho capito, ma andiamo avanti”. Renzi ha commesso un grave errore di superbia.
Lei parla di voto territoriale, ma stavolta la Lega si è accreditata come soggetto nazionale, non crede?
In realtà al Sud lo sfondamento è stato limitato, piuttosto c’è stata una colata di voti fino, appunto, al Rubicone o poco più in là, all’Emilia, alle Marche.
In Veneto gli eletti della Lega sono tantissimi, le percentuali però sono alte ma non altissime, non da record storico...
Sì, in Veneto sono stati replicati i risultati di altre elezioni, il centrodestra ha ribadito la sua egemomia. Ma Forza Italia è stata ulteriormente svuotata dalla Lega. E i 5 Stelle sono stati fermati, perdendo 300mila voti rispetto a cinque anni fa.
Provi a fare l’indovino, professore. Ora che succede?
Intanto bisogna far decantare un po’ la situazione, le asprezze e le ferite. Lo si è visto anche in altri Paesi europei dove si è stati costretti a fare delle coalizioni. Le campagne elettorali sono una simulazione di una battaglia all’ultimo sangue. Vedremo cosa accadrà con l’insediamento delle Camere e con l’elezione dei presidenti.
E’ ipotizzabile un Governo tra Lega e 5 Stelle?
Io lo vedo difficile, proprio per il motivo che dicevo prima: queste due forze rappresentano interessi territoriali diversi e incompatibili. Pensiamo solo al programma di un ipotetico Governo: con il debito pubblico che abbiamo, mica puoi al tempo stesso ridurre le tasse e dare il reddito di cittadinanza! Io penso che ci vorrà del tempo, qualche incarico esplorativo...
E poi?
Se dovessi fare una scommessa direi che prima o poi si arriverà a dare l’incarico a un leghista, se Salvini o qualcun altro dipenderà dalle circostanze... Lì si vedrà se Salvini è uno statista e se riuscirà a far partire un Governo con l’astensione del Pd. Una sorta di 2013 rovesciato.
In queste ore però si parla molto di un Governo 5 Stelle-Pd. Proprio impossibile?
Capisco che se ne parli, se non altro perché due quinti dei voti ricevuti dai 5 Stelle sono stati sottratti al Pd... Però mi sembra francamente una cosa astratta, improbabile. Ma non si può escludere.
E se si tornasse a votare?
Questa mi sembra un’ipotesi quasi irrealistica. L’attuale legge elettorale rischia di ripetere quasi all’infinito gli stessi risultati. E poi, sapiamo che ben difficilmente un Parlamento appena insediato si auto-scioglie.

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