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Un lavoro per ricominciare

Due "open day" per la cooperativa Erga, a Dosson, nata dal Ceis e cresciuta in modo straordinario in quasi vent’anni. Occasione per raccontare il valore del lavoro per il percorso di recupero di persone in difficoltà, grazie alla rete nel territorio e alla fiducia di imprese che hanno scommesso su questa avventura

Ci sono le mani, il volto, il sorriso timido di Stefano mentre racconta la propria storia ai giornalisti, il piglio più sicuro del veterano Tiziano, e l’impegno quotidiano di tutti gli altri lavoratori dietro ad ogni pezzo che esce dal capannone di Erga, a Casier. Un capannone come tanti, con un bel tetto verde, in una piccola zona industriale circondata da campi, dove la campanella suona per la pausa pranzo a mezzogiorno, come in ogni fabbrica, ma dove il lavoro rappresenta qualcosa di particolare per ciascuna delle persone impegnate a costruire, comporre, assemblare, controllare, spedire. Qui il lavoro, infatti, è parte di un percorso che ha portato Stefano, Tiziano e i loro colleghi a prendere in mano la propria vita, dopo una storia di dipendenza da sostanze, dopo un’esperienza in carcere o comunque in una situazione di fragilità. “Prima lavoravo per pagarmi le schifezze - racconta Stefano, 27 anni - ora lavoro per pagare l’affitto e le bollette, per gestire la mia nuova vita, e da socio ora sono io a dare l’esempio ai nuovi arrivati”.
La cooperativa sociale Erga è sorta nel 1998 per l’inserimento lavorativo delle persone che vivevano il percorso riabilitativo al Ceis di Treviso. Una realtà piccola, all’inizio, nata in una stanza “quattro per quattro” e ora diventata una realtà certificata che ogni anno sottoscrive una cinquantina di progetti formativi individualizzati, in una struttura di 2.000 metri quadrati, che riceve commesse da molte aziende importanti, che ha rapporti con cinque Ulss e una decina di Comuni, che fa parte del Consorzio Intesa e di Federsolidarietà, che collabora in rete con Caritas, Provincia, Acli e molte altre realtà.
Ma pur essendo cresciuta così tanto, i giovani, gli uomini e le donne che vi lavorano sono ancora al centro dei progetti e delle attività, secondo la filosofia del Ceis e dei suoi fondatori: non è un caso che Daniele Corbetta, presidente del gruppo Ceis, abbia ricordato don Antonio Viale, morto lo scorso aprile, che ha dato vita al Ceis di Treviso, iniziando un’esperienza di solidarietà e impegno verso i più deboli, quando per le tossicodipendenze non c’erano servizi pubblici strutturati e le comunità terapeutiche quasi non esistevano. Fondato nel 1984, il Ceis si è sviluppato come un centro di eccellenza nella cura e riabilitazione di persone con problemi di tossicodipendenza e alcool. Nel tempo ha allargato il proprio intervento anche all’area della salute mentale. Oggi con il suo gruppo di cooperative il Ceis conta più di 80 soci dipendenti e accoglie più di 300 persone in difficoltà.
Dalla cura alla riabilitazione e reinserimento nella società, questo l’obiettivo finale dei progetti, perché Stefano, Tiziano, Daniela e gli altri possono non solo ricostruire la propria vita in un percorso di autonomia, ma contribuire col loro lavoro e con le loro risorse e abilità al benessere della società tutta, come ha sottolineato Luca Sartorato, presidente di Erga. Un lavoro all’inizio “protetto”, ma con regole precise, tempi, scadenze, e uno stipendio dignitoso è un “allenamento” fondamentale per la vita “fuori”.
A presentare la realtà di Erga lo scorso 13 settembre c’erano anche i titolari di due delle aziende che forniscono lavoro alla cooperativa, Marco Boaron della Graficart e Giorgio Bramezza della Salco, che scommettendo su Erga le hanno permesso di crescere, ma hanno ricevuto a loro volta qualità nella produzione e un’attenzione ulteriore alla gestione etica dell’impresa, sia rispetto al mercato che nei rapporti con i propri dipendenti e con le realtà esterne, come hanno ricordato i due imprenditori. Anche i soci scommettono sul futuro della cooperativa: oltre il 90% di loro ha sottoscritto un aumento volontario della quota capitale da 200 a 2.500 euro ciascuno.
Erga è da tre anni a Casier, ma l’inaugurazione vera e propria avverrà durante due “open day”, denominati “Erga v’incontra”, il 30 settembre e il 1° ottobre. Al venerdì le porte saranno aperte agli assistenti sociali e agli “addetti ai lavori”, al sabato alle aziende del territorio. Un’occasione per conoscere i prodotti e l’impresa sociale, certo, ma soprattutto le persone e le loro storie, davvero “pezzi unici”.

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