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Veneto: approvata proposta di legge sull'autonomia. Zaia scrive al sottosegretario Bressa

A Gianclaudio Bressa, la richiesta di un primo incontro “per poter concordare – scrive il presidente - modalità e tempistiche del percorso che la Regione è da oggi pronta ad intraprendere”.

All’indomani dell’approvazione della proposta di legge statale per l’autonomia del Veneto, il presidente della Regione Luca Zaia ha inviato al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per gli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, la richiesta di un primo incontro “per poter concordare – scrive il presidente - modalità e tempistiche del percorso che la Regione è da oggi pronta ad intraprendere”.

Intervenendo in Consiglio Regionale del Veneto nel momento del voto finale sulla proposta di legge statale per il riconoscimento di ulteriori forme di autonomia al Veneto, il presidente della Regione Luca Zaia, unica voce della maggioranza ad esprimere la dichiarazione di voto, ha ringraziato il Consiglio per l’ampio mandato ricevuto e ha ribadito di voler intavolare da subito la trattativa istituzionale con il governo in carica.

“I consiglieri mi hanno dato ampia libertà di mandato, approvando uno specifico ordine del giorno. Tra le votazioni odierne, forse questa è la più importante di tutte. Certo, non basterà un governo per portare a casa il risultato.  Ma il Veneto di oggi non è più quello di ieri. E’ merito del referendum del  22 ottobre scorso, nel quale i veneti hanno espresso un grande senso di partecipazione: non si raggiunge il 60 per cento di partecipazione alle urne sotto un diluvio universale, se non c’è una vera convinzione.”

In merito alla richiesta di trattenere in Veneto i nove decimi del gettito fiscale del Veneto, il governatore del Veneto ha detto di rifiutarsi di pensare che anche un solo cittadino veneto consideri eccessiva questa richiesta. “Nessun veneto si scandalizza per questa richiesta, caso mai i veneti si scandalizzano per i 33 mld di sprechi nel bilancio dello Stato. Lo stesso presidente del Consiglio Gentiloni ci ha detto che chiedere l’autonomia non è una eresia, ma una richiesta di efficienza. Noi conosciamo bene i nostri conti, nella legge e nei nostri studi abbiamo esploso e contabilizzato ogni competenza. Quelli che non conosciamo in realtà sono i veri conti dello Stato, e in questo mi confortano anche i pareri autorevolissimi dei membri della nostra delegazione trattante che del bilancio italiano e della fiscalità conoscono ogni meandro”.

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