Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Zaia al Senato: "Autonomia diventi sfida comune"
"Ora il progetto sta andando avanti e sosteniamo la nostra richiesta di un’autonomia assolutamente solidale, che non è una secessione, come qualcuno vuol far credere, non vuole essere contro nessuno, ma è una vera assunzione di responsabilità", ha detto il presidente del Veneto.
“Non sono qui perché il Veneto ha la fissa dell’autonomia. Sono qui per portare avanti un progetto che abbiamo studiato, sostenuto e su cui ci siamo impegnati avendo come unico faro la Costituzione. Anche il referendum consultivo che ha portato alle urne il 57% del corpo elettorale con 2 milioni 328 mila cittadini, il 98% dei quali ha risposto affermativamente, è avvenuto dopo la sentenza della Corte Costituzionale, contro l’impugnazione dell’allora Governo Renzi. Ora il progetto sta andando avanti e sosteniamo la nostra richiesta di un’autonomia assolutamente solidale, che non è una secessione, come qualcuno vuol far credere, non vuole essere contro nessuno, ma è una vera assunzione di responsabilità, per usare la definizione data dal Presidente emerito della Repubblica Napolitano”.
Lo ha detto martedì scorso, a Roma, il presidente della Regione del Veneto, davanti alla Commissione Affari costituzionali del Senato, riguardo al ddl sull’autonomia differenziata.
Ha proseguito il presidente: “Non abbiamo alcuna intenzione, ma neanche alcun interesse, di vedere comunità che peggiorano la loro situazione, il nostro progetto vuole un Paese in cui tutti possano crescere. Si continua a ripetere che ci sono aree del Paese a due velocità e non è colpa dell’autonomia perché ancora non è stata applicata”. Perciò, “l’autonomia diventa una sfida comune, perché è la vera rivoluzione che può dare risposte ai cittadini, soprattutto ai giovani, di cui si parla sempre poco”.



