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In uscita il film su Giulia Cecchettin
È stato presentato venerdì 23 ottobre, nell’ambito della 21ª Festa del cinema di Roma nella sezione “Alice nella Città”, la prima mondiale di “Se domani non torno”, il lungometraggio diretto da Paola Randi, con sceneggiatura scritta insieme a Lisa Nur Sultan, tratto dal libro “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia” di Gino Cecchettin con Marco Franzoso (Rizzoli). Alla prima, era presente anche Valeria Mantovan, assessora regionale alla Cultura. Il film è stato realizzato anche con il contributo della Regione del Veneto e il sostegno della Veneto Film Commission.
Quando in un film si affronta un fatto di cronaca recente è molto facile lasciarsi prendere la mano e scivolare nei pericolosi burroni del qualunquismo, giustizialismo e dello sfruttamento delle emozioni più intime e private.
“Se domani non torno” di Paola Randi, regista sensibile con un recente film sull’adolescenza (La storia del Frank e della Nina), riesce invece a prendere il volo e, partendo dalla terribile storia di Giulia Cecchettin, propone una interessante e non banale riflessione sull’assenza e sul patriarcato. Non banale, perché far riflettere sull’assenza è un compito impegnativo e “Se domani non torno” lo fa con grazia, partendo dalle piccole cose quotidiane, puntando sulla doppia assenza della mamma, scomparsa qualche anno prima, e di Giulia.
Ora sono rimasti in tre in famiglia, la gioia non manca, la buona volontà neppure, ma la nebbia e una tristezza grigia sono in agguato, sia fuori nei panorami invernali della pianura padana, che in casa, proprio nei momenti che dovrebbero essere i più belli e sereni.
Ma è la riflessione sulla violenza di chi si crede più forte, o comunque ritiene di avere il diritto di comandare, il punto di forza di questo film. Perché non viene affrontata con proclami o stereotipi, ma con fatti concreti, piccoli, quasi insignificanti, che si insinuano, però, come un tarlo nella vita quotidiana e la corrodono piano piano, rendendola un inferno.
La scelta di non puntare i riflettori sull’autore del delitto, ma sui piccoli “delitti quotidiani” fatti di appena percepite violenze e prevaricazioni (o di ignare scivolate mediatiche) riporta la questione alla responsabilità e alla coscienza di ciascuno.
L’interpretazione di Filippo Timi, che veste i panni di Gino Cecchettin, è misurata e potente, capace di mostrare l’angoscia di chi si sente solo, ma che comprende anche che la sconfitta più grande sarebbe quella di passare subito alla guerra.
La risposta di “Se domani non torno” è, invece, quella di una necessaria presa di coscienza personale che può diventare corale solo dopo che ciascuno si è guardato attorno e, possibilmente, in fondo al proprio cuore. E benedette sono le persone più inaspettate che, anche con una sola fulminante battuta, ce lo ricordano. (don Elio Girotto, direttore cinema Busan, presidente Acec Triveneta)
“Se domani non torno”, dal 5 novembre al cinema Busan di Mogliano Veneto e nelle altre sale cinematografiche



