Il recente viaggio apostolico di papa Leone in Francia ha suscitato commenti entusiastici, a tratti persino...
Bella o brutta che sia, la scuola va difesa a oltranza
Raccontano vecchi sacerdoti e missionari di come, quando nei loro Paesi avvenivano sommosse e rivolte, che portavano a razzie o atti di distruzione, gli abitanti del luogo, i lavoratori di quelle opere si chiudessero dentro per difenderle anche con la forza. Le difendevano prima delle loro abitazioni, che magari proprio perché povere e umili nessun altro avrebbe saccheggiato, perché dentro quelle opere vi era magari la loro fabbrica e quindi il proprio posto di lavoro, la loro scuola, e quindi il proprio futuro. Le manifestazioni delle scorse settimane, promosse da movimenti di studenti e da associazioni varie, hanno prodotto invece, sia in Italia che in altri Paesi, atti di devastazione anche in istituti scolastici, con protagonisti spesso giovanissimi. Ho esperienza per distinguere chi manifesta, anche in maniera dura, con obiettivi coerenti, e le sue ragioni, da chi invece devasta. Né spendo una parola di comprensione per chi è protagonista di certi gesti: educare sempre certo, ma contemporaneamente bisognerebbe avere forza e leggi adeguate. Vorrei solo riflettere su come spesso riteniamo che i nostri pensieri e idee si riferiscano solo a concetti astratti, a volte solo ideologici. Eppure, quando ciascuno di noi pensa alla scuola, pensa soprattutto alla sua scuola. La sua esperienza non è astratta, non è ideologica, ma passa attraverso persone, insegnanti, aule, campi da gioco, palestre, saloni per assemblea e feste. Il nostro ricordo quando si accende non è astratto, e la memoria, anche quando non ricorda, si alimenta di sensazioni, emozioni ed esperienze vissute. La scuola nella nostra vita diventa perciò qualcosa di fisico, sia quando ci andiamo sia quando la raccontiamo. Se ho male a un ginocchio potrò essere arrabbiato perché gli esami e le terapie costano, le visite sono a tempi lunghi e su questo trasformerò la rabbia in battaglie civili e politiche, ma mai mi sognerò di prendere quel ginocchio a mazzate. Bella o brutta che sia, la scuola è come il nostro corpo, la nostra casa, un luogo da difendere a oltranza.



