Scuola e violenza
Sul piano educativo ci si trova, spesso, disarmati perché se la violenza minorile sta...
L’Istituto superiore di Scienze religiose “Giovanni Paolo I” ha programmato un viaggio studio e pellegrinaggio in Tunisia dal 24 aprile al 1° maggio sulle orme di san Cipriano, delle martiri e dei martiri dei primi secoli e soprattutto di sant’Agostino. Il percorso si è dimostrato fin dall’inizio impegnativo, in primo luogo, per la sua lunghezza, quasi due mila chilometri, che hanno permesso di esplorare da nord a sud tutta la varietà del territorio tunisino: dalla costa al deserto, dalle grandi distese agricole (specialmente ulivo e frumento) alle foreste montane. Altrettanto impegnativa e ricca è stata la proposta culturale, grazie all’ottima guida locale, Madhi, e spirituale, grazie alle riflessioni bibliche di don Michele e agli approfondimenti patristici in pillole a partire dai discorsi agostiniani di don Davide Fiocco. Il giorno dell’arrivo si è caratterizzato per la visita alla ricchissima raccolta di mosaici romani del museo del Bardo e subito dopo per l’incontro con l’arcivescovo di Tunisi, mons. Nicolas Pierre Jean Lhernould che con estrema semplicità e precisione ha ripercorso la complessa storia della chiesa tunisina, che ora conta poco più di 30 mila cattolici su una popolazione di circa 12 milioni di abitanti, distribuiti in quasi 164 mila kmq, dieci parrocchie e cinque chiese officiate. Mons. Nicolas ha concluso sottolineando che qui la testimonianza dei cristiani, in netta minoranza, è significativa perché gravita attorno a tre parole: la contemplazione (la preghiera), la cultura (l’istruzione) e la carità.
Il giorno seguente si è visitata la fenicia Cartagine, con ricordo nel grande anfiteatro della passione di Perpetua e Felicita, prima di proseguire per l’acropoli punica di Byrsa e quindi per la quarta città santa dell’Islam, Kairouan. La grande moschea e la moschea del barbiere hanno permesso un primo importante approccio a questa religione.
Domenica 26, dopo la messa nella chiesa di san Felice, accolti da père Robert, e la visita della Medina di Sousse, i 47 pellegrini hanno raggiunto El Jem con l’anfiteatro più grande d’Africa e uno straordinario museo all’aperto; successivamente hanno fatto una sosta presso l’antico villaggio berbero di Matmata con le sue tipiche case scavate nella roccia.
Il mattino del quarto giorno è stato dedicato ad un’uscita nel deserto del Sahara, caratterizzata da una tempesta di sabbia che ha colpito i viaggiatori, suscitando in loro particolari riflessioni sulla vita umana e spirituale. Subito dopo si è attraversato il grande lago salato, mentre nel pomeriggio sono state visitate le tre piccole oasi di Chebika, Mides e Tamerza.
Il 28 aprile si è esplorata la grande oasi di Tozeur con le sue caratteristiche case e il suo grande palmeto, mentre nel pomeriggio ci si è addentrati nell’esteso parco archeologico di Sbeitla con alcuni luoghi di culto cristiani, quali i resti della chiesa dei santi Gervasio e Protasio e gli originali battisteri. Il giorno seguente è stato caratterizzato per una immersione nel mondo romano e dei primi cristiani nella numidica Maktaris e soprattutto a Bulla Regia, dove sant’Agostino ha pronunciato il suo discorso sul comportamento morale dei cristiani.
L’ultimo giorno, dopo la messa celebrata in una scuola materna gestita ad Ain Draham da suore francescane, affiancate da un sacerdote fidei donum francese, c’è stata una sosta nel villaggio andaluso di Testours, prima di raggiungere un altro sito archeologico, Dougga, dove ci sono anche i resti della chiesa attribuita a santa Vittoria, per poi concludere con l’originale villaggio bianco celeste di Sidi bou Said.
La ricchezza di questo viaggio- pellegrinaggio è stata poliedrica: un’esperienza di chiesa in cui erano presenti tutte le età e tutte le vocazioni, diverse professionalità e provenienze che si sono perfettamente amalgamate, anche in gesti di fraternità; una verifica e un arricchimento della propria fede; il dialogo-confronto con le chiese sorelle d’Africa e con l’Islam; la conoscenza diretta della storia di culture differenti presenti nello tesso territorio.