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Custodire il benessere: al Centro della famiglia un convegno con le amministrazioni locali

“Il fragile domani. La famiglia alla prova della contemporaneità” è il titolo del convegno dello scorso 18 aprile organizzato dal Centro della famiglia di Treviso e il Forum veneto delle associazioni familiari. Presenti 50 tra amministratori locali, consiglieri regionali, rappresentanti dell’associazionismo sociale ed economico del territorio e famiglie

“Il fragile domani. La famiglia alla prova della contemporaneità” è il titolo del convegno di sabato 18 aprile, organizzato da Centro della famiglia e Forum veneto delle associazioni familiari.

La sala di via San Nicolò, a Treviso, era gremita della presenza di quasi 50 amministratori locali, consiglieri regionali, rappresentanti dell’associazionismo sociale ed economico del territorio, famiglie, ma vedeva anche la presenza di Stefano Canti, segretario di Stato per la Giustizia con delega alla Famiglia della Repubblica di San Marino e di ben tre enti di ricerca finanziati dal Governo per sviluppare studi sulle politiche familiari.

Il nodo dell’incontro è stato quello di comprendere come le famiglie custodiscono il proprio benessere e come il benessere delle famiglie sia alimentato. Come fa una famiglia a garantire il benessere dei propri componenti e quale sia il rapporto tra le regole pubbliche e la vita delle famiglie?

I saluti iniziali sono stati portati dal vicedirettore del Centro della famiglia, Roberto Miotto, dal presidente del Forum Veneto, Marco Marseglia, dal sindaco di Treviso, Mario Conte, e dal vescovo Michele Tomasi che, con entusiamo, ha offerto il senso dell’incontro: “È bello ritrovarci qui insieme, perché il Centro della famiglia è un pezzo di Chiesa. Una Chiesa non è concentrata solo su se stessa, ma è a servizio in un mondo del quale si prende volentieri cura”. Ha, poi, proseguito citando papa Leone, nel suo intervento ai docenti e studenti del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia: “L’annuncio del Vangelo che trasforma la vita e la società, ci impegna a promuovere azioni organiche e concertate a sostegno della famiglia. La qualità della vita sociale e politica di un Paese, infatti, si misura in modo particolare da come permette alle famiglie di vivere bene, di avere tempo per sé, coltivando i legami che le tengono unite”. E ancora “In una società che spesso esalta la produttività e la velocità a scapito delle relazioni, diventa urgente restituire tempo e spazio all’amore che si impara in famiglia, dove si intrecciano le prime esperienze di fiducia, di dono e di perdono, che vanno a costituire il tessuto della vita sociale”.

Francesco Belletti, presidente del Cisf, ha presentato significative realtà che affrontano le famiglie attualmente. In particolare, ha colpito il fenomeno della “Famiglia sandwich”: impegnata sul doppio fronte di attenzione sia verso i figli che verso l’accudimento dei genitori anziani non autosufficienti. L’accumularsi di responsabilità e l’incertezza politica ed economica favoriscono, si è evinto dalla ricerca effettuata su circa 1.500 intervistati, una negativa percezione del futuro, una latente negatività sul mondo che stiamo vivendo e che lasceremo ai figli. Questo accavallarsi di impegni toglie tempo e sicurezza alle famiglie amplificando nuove problematiche psicologiche, quali isolamento e solitudine.

Delineate alcune problematiche attuali delle famiglie, l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Treviso, Gloria Tessarolo, e l’assessora al Sociale Regione Veneto, Paola Roma hanno esposto le azioni intraprese grazie, in particolare, alla legge 20 del 2020 (Interventi a sostegno della famiglia e della natalità) e al Dgr 201/2026, che, per la prima volta, ha messo a disposizione un fondo di 4 milioni di euro per sviluppare la realtà dei “Centri per le famiglie”, luoghi dove fare rete, offrire formazione per affrontare preparati le sfide quotidiane, rendere disponibili informazioni operative in sinergia con gli Enti locali, nonché le Asl e gli Ambiti territoriali sociali (Ats).

Infine, l’intervento della ministra per la Famiglia e la Natalità, Eugenia Roccella che si è soffermata sul tentativo di un approccio nuovo alla realtà famiglia, da considerarsi nel suo complesso integrale e non più per specifiche e isolate problematiche: natalità, infanzia, vecchiaia, dipendenze e altro. Ha, poi, espresso la sua contrarietà all’idea secondo cui gli adulti starebbero togliendo il futuro ai giovani, asserendo che, al contrario, il contesto che stanno vivendo offre loro infinite opportunità. Sempre parlando di giovani, ha detto che le nuove generazioni rischiano di perdere l’esperienza della cura: a un convegno di giovani ha chiesto quanti di loro avessero tenuto in braccio un neonato e la grande maggioranza non ricordava di averlo mai fatto. Non ultimo, ha invitato anche a riflettere dell’importante evoluzione del ruolo della donna nella società e le ripercussioni sugli equilibri della vita famigliare.

Adriano Bordignon, presidente del Forum delle associazioni familiari e moderatore del convegno, ha concluso sottolineando l’importanza di realizzare una reale sussidiarietà verticale e orizzontale, attivando le risorse e il protagonismo delle famiglie e rendendo l’ecosistema in cui vivono il più possibile generativo. L’incontro è terminato dandosi un appuntamento di verifica per il prossimo anno, con l’augurio che la strada intrapresa sostenga il maggior numero possibile di famiglie nel raggiungere un equilibrio e nell’avere una prospettiva generativa per il futuro.

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