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Presentato il bilancio sociale di Caritas di Treviso
Il Bilancio sociale 2025 della fondazione Caritas Treviso è stato presentato il 28 maggio, nella sala conferenze della Casa della Carità, con gli interventi del presidente della Fondazione, mons. Mauro Motterlini, del direttore della Caritas diocesana di Treviso, don Bruno Baratto, della vice direttrice, Paola Pasqualini, e degli operatori Cecilia Gastaldon, Erika Della Bella, Francesco Zanon, Marcello Daniotti.
Per poter operare secondo quanto la legislazione italiana chiede, è stata aperta a fine 2023 la Fondazione Caritas Treviso, tecnicamente un Ente del Terzo settore (Ets).
Anche nella presentazione, si è messo in rilievo quello che è il mandato fondamentale di Caritas: è intervento pastorale con mandato pedagogico, ovvero accompagnare le comunità cristiane ad assumere sempre più uno stile di vita capace di rispondere alla chiamata del Vangelo a “farsi prossimo” in mille modi diversi di coloro che sono in difficoltà, i quali possono manifestare a loro volta mille tipi di necessità diverse (vedi Statuto Caritas art.1).
Centro di Ascolto e Casa della Carità
Nel 2025 hanno usufruito dei servizi della Casa della Carità 777 persone. Sono state offerte 24.301 cene a 591 persone, 5.701 docce a 479 persone, 703 lavaggi a 363 persone, 5.984 notti in accoglienza a 82 uomini, 269 notti a 7 donne, 2.356 ascolti per 567 persone che si sono recate al Centro di Ascolto, 279 delle quali accedevano per la prima volta.
I bisogni emersi dagli ascolti sono legati alla povertà economica, alla mancanza di alloggio, alla mancanza di lavoro e a questioni relative ai documenti. Del totale di persone incontrate l’87% sono uomini, di questi la metà ha tra i 25 e i 44 anni.
Inoltre, il 90% degli uomini in età lavorativa è di origine straniera e, tra questi, 3 su 5 sono portatori di problematiche legate alla mancanza di lavoro o alla precarietà di rapporti di lavoro e a una mancanza di reddito. A questo aspetto si aggiunge la lenta e costosa burocrazia necessaria per l’ottenimento dei documenti e una salute precaria a seguito di soluzioni alloggiative malsane.
Alla luce di questo spaccato, si fa presente, fra le varie e diverse situazioni, quella di giovani migranti che rischiano di sprofondare in una condizione in cui non riescono a riproporre tutto quel che di positivo potrebbero mettere a disposizione del convivere civile e si riducono a una situazione di bisogno sempre più degradante.
Non va dimenticato quel processo attivato già l’anno precedente grazie al progetto “Emmaus”, sostenuto da fondi 8xMille, volto a rendere sempre più coinvolti e partecipi, anche nella progettualità, gli “ospiti della casa”, con attività mirate alla promozione di relazioni attente alle potenzialità e alle ricchezze delle persone.
Il progetto ha permesso la realizzazione di in un percorso di formazione sulla partecipazione attiva di 12 incontri, condotto dalla Federazione italiana organismi per le persone senza dimora. Durante il percorso è stata sperimentata una Suggestion box all’ingresso della mensa serale rispetto al miglioramento del servizio e sono state realizzate 2 serate di discussione presso l’accoglienza notturna, volte a scegliere insieme agli accolti come ripensare nell’uso e nell’arredo alcuni spazi comuni. Sono stati realizzati due murales ai piani dell’accoglienza notturn,a secondo un approccio di arte partecipata, e a partire dalle proposte delle persone in situazione di fragilità, sono state realizzate 2 gite culturali a Bassano del Grappa e a Possagno, laboratori di arteterapia, riuso creativo e di cucina, a cui hanno partecipato persone senza dimora, operatori, volontari. Si è avviato un percorso teatrale in 15 incontri, che ha coinvolto come attori persone in situazione di fragilità che hanno realizzato uno spettacolo, messo in scena 2 volte con un pubblico di oltre 180 spettatori. Al termine dell’anno, un gruppo di accolti e di operatori ha ideato, organizzato e gestito un’esposizione in centro città dal titolo “Poveri...ma”, per narrare l’esperienza del processo partecipativo messo in atto; la mostra è stata visitata da oltre 150 cittadini e 2 gruppi giovani.
Giovani
Da tempo Caritas realizza interventi educativi rivolti agli istituti scolastici di primo e secondo grado del territorio, con moduli laboratoriali relativi a temi tra i quali l’educazione alla pace, al superamento e alla gestione dei conflitti, alla corresponsabilità, all’integrazione delle differenze. Durante l’anno scolastico sono stati realizzati percorsi formativi in 7 istituti secondari di primo grado, coinvolgendo 51 classi in 104 incontri, e in 9 istituti secondari di secondo grado, coinvolgendo 49 classi in 103 incontri. In totale, sono stati incontrati 2.200 studenti.
Si pone inoltre attenzione al proseguimento della progettualità relativa ai “doposcuola territoriali” che fanno riferimento a varie parrocchie della diocesi. Sono 25 le realtà di doposcuola che hanno accompagnato 630 bambini e bambine dai 6 ai 16 anni, grazie all’impegno di insegnanti dedicati e di 215 volontari adulti e giovani universitari. Anche qui Caritas è presente in ottica sussidiaria, con un accompagnamento formativo-pedagogico necessario ad attuare percorsi di Formazione scuola lavoro all’interno dei doposcuola (in collaborazione con il Centro di Servizi per il Volontariato di Treviso-Belluno); questo ha permesso a 150 studenti delle scuole superiori di sperimentarsi in questi servizi ai più piccoli.
Giustizia e carcere
Nel 2025 sono stati sostenuti i detenuti dei due istituti penitenziari (Casa circondariale e Istituto penale per minori) con un totale di 15.000 euro per l’acquisto di indumenti, piccoli aiuti economici (ad esempio per poter telefonare a familiari e avvocati) e per beni di prima necessità, e sono stati predisposti e distribuiti ai detenuti 608 pacchi indumenti. L’operatore di Fondazione Caritas Treviso ha affiancato i volontari dell’associazione La Prima Pietra in 7 ingressi in Casa Circondariale di Treviso per un’attività ricreativa; in collaborazione con la coop Alternativa Ambiente è stato realizzato un laboratorio di manualità per circa 10 persone detenute; è stata realizzata un’attività di studio assistito settimanale nei mesi di luglio e agosto condotta da un gruppo di 6 insegnanti volontari. In Casa della Carità hanno svolto attività di volontariato 14 persone in permesso premio, in misura alternativa alla detenzione, in Lavori di Pubblica Utilità o percorsi di volontariato. In coordinamento con la cappellania penitenziaria della Casa Circondariale e dell’Istituto Penale per Minori, è stato realizzato inoltre, nell’anno del giubileo della speranza, 1 pellegrinaggio a Roma con il Vescovo in occasione del Giubileo dei detenuti con 5 detenuti e 4 funzionari penitenziari, che ha portato anche a un significativo incontro diretto con papa Leone. Sono state organizzate feste con i familiari dei detenuti e numerosi incontri di convivialità all’interno del penitenziario e si è realizzata l’iniziativa “So-starci dentro” che ha permesso a 150 giovani l’incontro con i detenuti.
Grazie a “Taste of justice” (sostenuto dal contributo dell’8xMille di Caritas italiana) sono stati realizzati 8 incontri di formazione sulla giustizia riparativa con 28 partecipanti e 4 incontri di Comunicazione Non Violenta con 34 partecipanti. Sono stati realizzati 11 eventi di diffusione sulla giustizia riparativa e sulla pace che hanno coinvolto oltre 500 cittadini.
Il progetto ha inoltre supportato l’attività della casa “Il Sicomoro”, presso la quale sono accolte persone ex detenute o in misura alternativa alla detenzione. La casa è gestita da 13 volontari della parrocchia di Varago, coordinati da un operatore della Fondazione.
Il volontariato e la solidarietà
La spina dorsale dei servizi offerti dalla Casa della Carità è rappresentata nel 2025 da 136 volontari. Tutte le attività sono sostenute da: contributi 8xMille, erogazioni liberali/offerte di privati, e da altri contributi di soggetti privati. I contributi dell’8xMille sono € 1.022.450 e sono destinati a iniziative di carità e a specifiche progettualità; le offerte liberali nel 2025 ammontano a € 425.433, il 17% in più rispetto all’anno precedente, a cui si aggiungono € 45.000 di un lascito testamentario; gli altri proventi sono pari a € 42.160.
Nel 2025 le donazioni sono state 1.530.
L’entità dei contributi raccolti dice di una credibilità dell’operare Caritas, legato sia alla concretezza degli interventi sia alla trasparenza nella rendicontazione dell’uso dei fondi.
Nel 2025 si è pianificata anche la prima esperienza di crowdfunding, che ha permesso di raccogliere € 26.903 euro per la mensa della Casa della Carità (445 donatori). Anche per questo si è deciso di avviare una formazione specifica in merito al fundraising. E nella campagna avviata nell’Avvento-Natale 2025 si sono raccolti € 163.293 con 361 donazioni.
Significativa, in particolare, la nuova mentalità a cui tale formazione ha aperto: ragionare allo sviluppo di una “cultura del dono”, promuovendo una mentalità che ha a che fare ancora una volta con il mandato fondamentale di Caritas, quello di far crescere nelle comunità cristiane e nella società civile la responsabilità del “prendersi cura” in modo gratuito dei più fragili.



