Mauro Corona è noto al pubblico anche per la sua partecipazione, in qualità di opinionista e tuttologo,...
Fiamma olimpica nella Marca, le foto più belle
Grande emozione e partecipazione in occasione del passaggio della Fiamma Olimpica a Treviso, accolta con entusiasmo da migliaia di cittadini e dalle istituzioni.
Il convoglio ufficiale ha attraversato la città partendo dalla Palestra CONI di viale Vittorio Veneto prima di effettuare un seguitissimo passaggio sul Put per poi entrare nel centro storico da Porta Calvi. Un lungo abbraccio collettivo ha accompagnato poi il transito della Fiamma in centro storico, dal Calmaggiore verso Piazza dei Signori, cuore della Città.
A portare la fiaccola e ad accendere il braciere è stato il cantautore Red Canzian, autore dell’inno del viaggio della fiamma, insieme alla moglie Beatrice e ai figli Chiara e Phil. Red Canzian, nel suo intervento ha voluto lanciare un appello all’unione fra i valori olimpici e la pace. A fare gli onori di casa per il Comune di Treviso è stato il vicesindaco con delega allo sport Alessandro Manera, che ha sottolineato come il passaggio della Fiamma rappresenti «un’emozione grandissima per chi, come Treviso e la sua comunità, ama e vive lo sport».
Sono intervenuti anche il Delegato Provinciale del CONI Mario Sanson e la Fiduciaria CONI Antonella Stelitano, che ha richiamato l’importanza della memoria sportiva e del contributo femminile nella storia olimpica. Stelitano è anche l’autrice del volume “Le donne di Cortina 1956”, dedicato alle protagoniste dei Giochi Olimpici Invernali di Cortina.
In Piazza dei Signori anche Lilla Rigatti, la più giovane delle “guardiane” della Fiamma Olimpica nel 1956. All’epoca aveva solo 16 anni. “Una volta per questo tipo di avvenimenti non c’era un grande seguito e continuavo a chiedermi perché avessero scelto proprio me», le sue parole. «Oggi, come allora, vivo però una grande gioia e altrettanta emozione”.
E sono stati le studentesse e gli studenti delle scuole trevigiane ad accogliere festosamente presso la Camera di Commercio, in Piazza Borsa a Treviso, la Torcia Olimpica. I ragazzi di GenerAZIONE2026 già nella mattinata sono stati impegnati, in Camera di Commercio, nella visione del docufilm “Il Sesto Cerchio” prodotto dalla Camera di Commercio e nella lezione interattiva con i tutor della FICTS Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs a cui aderiscono 130 Nazioni. Ha affermato il presidente della Camera di commercio di Treviso e Belluno, Mario Pozza: “Il passaggio della torcia olimpica non è solo un evento istituzionale celebrativo, ma un momento di forte valore simbolico che richiama i temi del passaggio, della continuità e della responsabilità verso il futuro. Per questo la Camera di Commercio di Treviso – Belluno Dolomiti ha scelto di essere parte attiva di questo percorso, riconoscendo nella torcia olimpica un segno concreto dei valori che guidano ed ispirano il mondo dell’impresa. Le Olimpiadi e paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 rappresentano un’occasione storica per il Paese e in particolare per i territori della montagna. In questo contesto, la Camera di Commercio di Treviso – Belluno Dolomiti rappresenta un sistema economico che unisce Treviso, Belluno e Cortina quale riferimento naturale e identitario delle Olimpiadi e Paralimpiadi, in un unicum rappresentato della Camera di Commercio che dalla pianura alla montagna mette in relazione imprese, territorio e comunità”.
Ieri, invece, il passaggio in altre importanti località della Marca, come Asolo, Castelfranco e Montebelluna.
La fiamma nella capitale dello Sportsystem
Montebelluna ha accolto nel primo pomeriggio di ieri, 22 gennaio, la Fiamma Olimpica, protagonista di una giornata carica di emozione e partecipazione. Partita da Schio e dopo aver fatto tappa anche a Bassano del Grappa e Asolo, la Fiamma è arrivata in città intorno alle 14.00, accolta da una vera e propria moltitudine: oltre 10.000 persone di tutte le età hanno affollato le strade del tragitto, dallo stadio San Vigilio, fino a via Monte Valbella, passando per il centro e l’ospedale San Valentino.
Famiglie, scolaresche, persone affacciate sulle terrazze, associazioni sportive e culturali, insieme alla Banda cittadina e, alle majorettes, alle Contrade del Palio hanno accompagnato il passaggio dei 13 tedofori.
Tra i protagonisti della staffetta anche Francesca Pavan, giovane di Povegliano, appassionata di corsa e figlia di Romano, ex tedoforo che partecipò alla storica staffetta olimpica del 1956: è stata lei a impugnare la fiamma olimpica nel cuore della città, davanti alle autorità, al sindaco Adalberto Bordin, al consigliere regionale Claudio Borgia, raccogliendo il testimone ad Alessandro Mavolo (57 anni) di Villa del Conte.
Particolarmente toccante il momento vissuto sul palco allestito in centro, dove passato e presente olimpico si sono incontrati. Tra gli ospiti d’onore anche Franco Trinca, montebellunese, classe 1937, che partecipò come tedoforo alla staffetta delle Olimpiadi di Cortina 1956 e che oggi, a 88 anni, ha voluto essere presente per salutare il ritorno della Fiamma in città.
Sono stati ricordati anche gli altri sei tedofori montebellunesi di allora tra i quali Edoardo Sartor, scomparso alcuni anni fa all’età di 103 anni: la sua fiaccola, custodita come preziosa testimonianza storica, è esposta in questi giorni in Municipio e, per l’occasione, è stata mostrata anche in piazza durante il passaggio della Fiamma Olimpica.
Una manifestazione che si è svolta in un clima ordinato e sicuro, grazie al lavoro coordinato delle forze dell’ordine, in particolare della Polizia locale, con 13 agenti dedicati agli eventi e il supporto di 20 volontari della Protezione civile.
«Il passaggio della Fiamma Olimpica – ha commentato il sindaco Adalberto Bordin – rappresenta un momento altamente simbolico e di riflessione. I valori dello sport parlano di pace, rispetto e partecipazione, messaggi di cui oggi abbiamo un bisogno profondo. Allo stesso tempo, questa tappa è un riconoscimento al ruolo di Montebelluna nel mondo dello Sportsystem e della calzatura sportiva, ambito in cui la nostra città è un punto di riferimento a livello internazionale. Un ringraziamento sentito va a tutti gli organizzatori, alle scuole e in particolare ai bambini, la cui presenza è stata davvero bellissima e significativa. È stata una tappa storica, perché l’ultima volta che la Fiamma Olimpica era passata da Montebelluna risale a settant’anni fa. Oggi Montebellunesi e non solo hanno avuto l’opportunità di essere testimoni di qualcosa di veramente epocale. Grazie a tutti».
La fiaccola sulla Rocca
Un momento di straordinaria partecipazione collettiva ha accompagnato stamattina l’atteso passaggio della Fiaccola Olimpica sulle strade di Asolo in vista delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Migliaia di persone – cittadini, turisti, studenti e famiglie – si sono radunate per salutare il simbolo dei Giochi trasformando il centro storico ed il percorso della staffetta in un vero e proprio abbraccio di comunità.
La fiaccola, parte del lungo viaggio che porterà il fuoco olimpico verso le cerimonie di apertura dei Giochi Invernali il prossimo 6 febbraio, sta difatti attraversando l’Italia toccando centinaia di città in un percorso di oltre 12.000 km. E in questi giorni protagonista è proprio la Marca trevigiana, motivo per il quale a rendere oggi omaggio alla staffetta c’era schierata l’intera Amministrazione comunale di Asolo impegnata nell’accoglienza e nell’organizzazione dell’evento per garantire sicurezza e partecipazione attiva.
«La presenza della Fiaccola Olimpica ad Asolo rappresenta un onore per la nostra comunità oltre che un’occasione per celebrare i valori di inclusione, sportività e unità che lo sport porta con sé – sottolinea il Sindaco di Asolo, Franco Dalla Rosa - Vedere così tante persone lungo le vie della nostra città è la dimostrazione di quanto lo spirito olimpico possa unire generazioni e storie diverse. Ecco perché questo passaggio resterà nella memoria di tutti noi».



