giovedì, 27 agosto 2026
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Alluvione in Nepal, numeri ancora incerti

L’impatto reale sulle comunità più colpite dalla devastante alluvione in Nepal e Tibet rimane ancora incerto

L’impatto reale sulle comunità più colpite dalla devastante alluvione in Nepal rimane ancora incerto: le informazioni “sono frammentarie”, l’emergenza è in corso e non ci sono dati precisi, anche se fonti locali parlano di 165 morti e oltre 1.300 dispersi. Le devastanti alluvioni e le frane hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet, travolgendo interi villaggi, strade e infrastrutture. Operatori dell’organismo pastorale della Chiesa nepalese stanno raggiungendo le zone colpite con la propria Emergency Response Team, ma molte aree “restano difficili da raggiungere; al momento solo il distretto di Nuwakot è accessibile, mentre Rasuwa e altri distretti non lo sono ancora”, spiegano al Sir dal dipartimento di risposta alle emergenze di Caritas Nepal.

In questa fase – sottolineano – è “essenziale non congestionare l’area delle operazioni e prepararsi a rispondere ai bisogni che emergeranno quando le squadre saranno pienamente sul terreno”. Caritas Nepal, come sempre, interviene “senza alcuna distinzione di religione, nazionalità, genere o condizione socio‑economica, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili, povere ed emarginate”.

L’organismo si sta inoltre preparando a fornire supporto alimentare alle comunità che vivono in aree montane molto esposte e prive di protezione, organizzando cucine comunitarie per circa 15 giorni e distribuendo coperte e materiali di protezione. “È ancora troppo presto – spiegano – per definire le priorità operative urgenti: per tutte le necessità e i bisogni della popolazione la Caritas agirà in coordinamento con le agenzie governative e non governative presenti nel Paese e con Caritas Internationalis”.

La Caritas Italiana è in “costante contatto con Caritas Nepal sin dai primissimi momenti dopo l’emergenza”. Lo dichiara al Sir Beppe Pedron, Coordinatore Regionale per l’Asia di Caritas Italiana, trevigiano di origini e pilastro della Caritas Tarvisina. Caritas Nepal – spiega Pedron – si coordina, come avviene in tutte le emergenze, con i partner membri della rete di Caritas Internationalis, per garantire una risposta adeguata e coordinata. Anche Caritas Italiana sta raccogliendo informazioni dal territorio: “un territorio che conosciamo bene, avendo avuto progetti e presenza per anni nel post-terremoto del 2015. L’importante è avere informazioni precise sui bisogni e quindi assicurare un supporto, per ora finanziario e in futuro anche di altro tipo, se ci sarà necessità”. Come in ogni emergenza, Caritas Italiana invita a non raccogliere vestiario, cibo o medicinali: “la situazione logistica è già molto complessa e qualsiasi aiuto non coordinato o non necessario aggraverebbe ulteriormente le difficoltà, peggiorando la risposta umanitaria. Le prossime ore e i prossimi giorni saranno cruciali per comprendere i bisogni immediati e iniziare a pianificare una risposta di medio periodo”.

Il soccorso dei feriti e il recupero delle salme – precisa il referente di Caritas Italiana per l’Asia – rappresentano “l’urgenza delle prime ore e competono alle agenzie governative. Il post-emergenza richiederà pianificazione e coordinamento accurati. Ora è presto per fare qualsiasi previsione perché mancano dati precisi”. Caritas Nepal – conclude Pedron – “si sta mobilitando e coordinando proprio per ottenere informazioni più dettagliate e poter strutturare, insieme a Caritas Internationalis e alla sua rete, una risposta efficiente ed efficace”.

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