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Artigiani e imprenditori trevigiani: “Vicinanza al Cardinale Pizzaballa dopo i fatti di Gerusalemme”
La comunità degli artigiani e degli imprenditori della Marca Trevigiana esprime solidarietà e vicinanza al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, dopo quanto accaduto nei giorni della Domenica delle Palme nella Città Santa. A farsi portavoce di questo sentimento sono Cna Mandamento di Treviso e Unimpresa Treviso, che hanno indirizzato una lettera a Michele Tomasi, chiedendo di trasmettere al cardinale il sostegno delle comunità produttive del territorio. Nella lettera indirizzata al vescovo di Treviso, gli artigiani e gli imprenditori sottolineano il legame umano e culturale con la figura del Patriarca e ribadiscono la necessità di tutelare la libertà di culto nei luoghi santi. Un richiamo che nasce, spiegano, da una sensibilità concreta: quella di una comunità abituata al lavoro quotidiano, alle radici e al valore delle tradizioni. L’immagine del cardinale costretto a rinunciare all’accesso al Santo Sepolcro nei giorni più solenni dell’anno liturgico viene letta come un segnale che interroga anche chi, pur lontano geograficamente, riconosce nella libertà religiosa un principio fondamentale. Da qui la richiesta rivolta al vescovo Tomasi di farsi interprete di questo messaggio di vicinanza, in un momento segnato da tensioni ma anche da tentativi di ricomposizione istituzionale e diplomatica. La lettera è sottoscritta dal presidente di Cna Treviso Stefano Camarotto, dalla presidente di Unimpresa Treviso Lucia De Bortoli e dal direttore Cna Area Treviso Fabrizio Geromel. Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera:
A Sua Eccellenza Reverendissima, mons. Michele Tomasi, vescovo di Treviso,
Eccellenza Reverendissima, Con rispetto e con il peso di quanto accaduto in questi giorni santi, ci rivolgiamo a Lei per manifestare, a nome della comunità degli artigiani e degli imprenditori della Marca Trevigiana, la nostra piena solidarietà e la nostra sentita vicinanza al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme e Capo dei cattolici in Terra Santa. In questa Domenica delle Palme, per la prima volta da secoli, la polizia israeliana ha impedito al Cardinale di raggiungere la Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, nemmeno in forma privata e senza alcun carattere cerimoniale. Le giustificazioni offerte dal governo israeliano ci appaiono profondamente irragionevoli e del tutto sproporzionate: come ha rilevato lo stesso Patriarcato, impedire l’ingresso al massimo rappresentante ecclesiastico cattolico in Terra Santa costituisce una misura ingiustificabile, che contraddice i principi fondamentali di libertà di culto e di rispetto dello status quo dei luoghi santi. Noi, artigiani e imprenditori trevigiani, siamo uomini e donne abituati al lavoro concreto, al fare quotidiano. Conosciamo il valore delle radici, della tradizione, della fede come tessuto profondo di una comunità. L’immagine del Cardinale Pizzaballa costretto a tornare sui propri passi mentre si recava, in silenzio e senza clamore, alla chiesa più sacra della cristianità, nei giorni più solenni dell’anno liturgico, ci ha colpito nel profondo e ha toccato quella parte di noi che sa distinguere un sopruso da una necessità. Il Cardinale Pizzaballa è parte viva della nostra terra veneta. La sua voce che, nonostante tutto, ha voluto portare dal Monte degli Ulivi preghiera e speranza come strumento di riconciliazione, è la voce di un pastore che non si piega all’arroganza del potere. Sentiamo che quella voce parla anche per noi. La preghiamo, Eccellenza, di farsi portavoce di questa solidarietà e di questa vicinanza presso il Cardinale Pizzaballa: le nostre comunità produttive sono al suo fianco, con affetto fraterno e con la speranza che la libertà di preghiera nei luoghi santi possa essere pienamente ristabilita nel più breve tempo possibile. Con sentimenti di profondo rispetto e deferente ossequio, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti, accompagnati dai migliori auguri per questa Settimana Santa.



