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Donazioni, Avis e Aido in assemblea: esercizio di cittadinanza attiva
Fine settimana di bilanci per le associazioni di donatori trevigiani. Nella giornata del 28 marzo, infatti, si sono tenute le assemblee di Avis e Aido provinciali. Due momenti importanti in cui fare il punto su un sistema del dono che sostiene la nostra sanità e che promuove i valori della solidarietà e della cittadinanza attiva.
Avis, donazione del sangue
L’assemblea provinciale Avis ha riunito i delegati che rappresentano gli oltre 31.500 soci aderenti alle 88 Avis comunali della Marca Trevigiana.
Il bilancio segna, per il 2025, una lieve flessione nella donazione di sangue intero (-1,9% rispetto all’anno precedente), ma dall’associazione spiegano come il dato non sia da leggere in negativo: a questa flessione, infatti, fa da contrappunto un aumento delle donazioni di plasma (+2,8%) e di piastrine (+0,6%), due componenti sempre più richiesti per la produzione di farmaci plasmaderivati, con l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza a livello nazionale, e non dipendere da Paesi che raccolgono sangue e componenti con logiche a volte eticamente discutibili, mentre in Italia, la raccolta di sangue è frutto di un dono e non di logiche di mercato.
“L’aumento della raccolta di plasma è un segnale importante e va nella direzione indicata dal sistema sanitario - spiega Paolo Zanatta, presidente di Avis provinciale Treviso -, ma non è ancora sufficiente a garantire l’autosufficienza. Per questo è fondamentale rafforzare la collaborazione con l’Ulss 2. Rendere il percorso di donazione più semplice, efficiente e accessibile significa valorizzare davvero la disponibilità dei cittadini e trasformarla in una risposta sempre più efficace del nostro sistema sanitario ai bisogni di salute della comunità”.
Durante l’assemblea sono emersi anche altri nodi chiave, come la carenza di personale sanitario nei centri trasfusionali e l’importanza strategica del ricambio generazionale e del coinvolgimento dei giovani come donatori e parte attiva della vita associativa.
Aido, donazione di organi e tessuti
Sono poco più di un milione e quattrocento mila i cittadini veneti che hanno espresso il consenso alla donazione di organi e tessuti, si tratta del 72,5% del totale delle persone che hanno effettuato una dichiarazione, il che significa che altri 780 mila cittadini, il 27,5%, si è opposto in forma scritta alla donazione. Stesse percentuali, pressappoco, si riscontrano anche in provincia di Treviso, con 254 mila trevigiani che hanno dato il consenso (72,1% di chi ha espresso una scelta). Gli iscritti all’Aido, inoltre, nel 2025 sono stati quasi 1.200 in più rispetto al 2024.
“Nonostante i risultati positivi - analizza Angelino Tronchin, presidente di Aido provinciale Treviso -, resta centrale la sfida di raggiungere quella parte di popolazione che si trova a esprimere una scelta senza un’adeguata informazione. Proprio per questo Aido intende rafforzare ulteriormente le proprie attività di sensibilizzazione, puntando su comunicazione, formazione e presenza capillare sul territorio, capace di sottolineare il valore del dono, ma anche la conoscenza del nostro sistema trapianti, che finora in Italia ha salvato 84 mila persone grazie al trapianto d’organo”.
A questo proposito, durante l’assemblea è stato sottolineato il valore del lavoro portato avanti con le scuole, che ha coinvolto 4.200 studenti tra primarie, secondarie e superiori.
Aido ha, infine, ricordato che tutti i cittadini maggiorenni hanno la possibilità di dichiarare la propria volontà riguardo la donazione di organi e tessuti, dichiarandolo tramite l’Ulss o gli Uffici Anagrafe dei Comuni che hanno aderito al progetto “Una scelta in Comune”, nonché grazie all’Aido con un atto olografo o in modalità digitale, tramite Spid e tramite firma digitale, direttamente dal sito internet www.aido.it e dall’app di Aido. Le dichiarazioni raccolte sono registrate all’interno del Sistema informativo trapianti (Sit) e sono consultabili in tempo reale in presenza di un potenziale donatore per verificare l’esistenza della volontà espressa in vita e potrà dare un’opportunità di sopravvivenza a uno degli 8.000 pazienti in attesa di trapianto in Italia.



