Purtroppo, questi sono anni calamitosi, nei quali più di qualche potenza e gruppo armato sono animati...
Infermiere aggredito in pronto soccorso a Treviso: la compagna era stata accolta in Codice rosa
Alle ore 03:15 di ieri notte un infermiere in servizio alla postazione Triage n. 1 del Pronto Soccorso dell’ospedale di Treviso ha accolto una donna che riferiva di aver subito violenza fisica da parte del compagno, provvedendo a farla accomodare in sicurezza all’interno dell’area rossa. Con il supporto del medico in servizio la paziente ha potuto esporre la dinamica dell’aggressione e i traumi subiti.
Contestualmente si è presentato allo sportello n. 1 del Triage il presunto compagno, chiedendo informazioni circa la presenza della donna. In ottemperanza al protocollo aziendale per i Codici rosa, l’operatore non ha fornito alcun dato. Dopo un momentaneo allontanamento dalla postazione del Triage, l’uomo si è riavvicinato, e dopo aver insistito per avere informazioni, reiterando la richiesta, l’uomo ha prima assunto un atteggiamento minaccioso e alterato, urlando e accusando l’operatore di mentire, poi ha varcato la postazione del Triage n. 1, afferrando l’operatore per il collo, spingendolo violentemente contro la porta scorrevole, provocando traumi localizzati al collo e alla nuca. L’aggressione è stata interrotta grazie al tempestivo intervento del servizio di vigilanza che è riuscito ad allontanare l’individuo. Rientrato nei locali interni, l’infermiere ha immediatamente attivato le procedure d’emergenza: azionamento del braccialetto anti-violenza, contatto tempestivo con le Forze dell’Ordine e allerta dei colleghi presenti in turno. All’arrivo delle Forze dell’Ordine, l’operatore ha fornito un resoconto dettagliato dell’accaduto: l’aggressore è stato portato via dagli agenti intervenuti sul posto. L’infermiere è stato visitato e dimesso con una prognosi di sette giorni.
“All’infermiere vittima dell’aggressione va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. A lui come a tutti i nostri operatori che si trovano ad affrontare utenti immotivatamente aggressivi, va la comprensione e il grazie nostro e di tutti gli assistiti che quotidianamente plaudono alla qualità dell’assistenza che il nostro personale garantisce, con professionalità e dedizione. Non possiamo tollerare che chi applica rigorosamente i protocolli a tutela delle persone e dedica la propria professionalità alla cura diventi bersaglio di una violenza così cieca e brutale”, dichiara il direttore generale, Giancarlo Bizzarri. “L’Azienda si è già attivata per offrire il massimo supporto all’infermiere coinvolto, che ha agito con grande correttezza e senso del dovere. Ringraziamo il personale di vigilanza e le forze dell’ordine per il tempestivo intervento coordinato. Stiamo facendo e continueremo a fare tutto il possibile sul fronte della prevenzione, della formazione e dell’utilizzo della tecnologia per proteggere chi lavora nella nostra Azienda. Gli operatori sanitari sono al nostro servizio per tutelare la nostra salute” conclude Bizzarri.
Solidarietà è giunta anche dal governatore del Veneto, Alberto Stefani: “Ancora un inaccettabile atto di violenza contro un operatore della sanità che sta svolgendo il suo lavoro, già difficile anche senza i comportamenti assurdi di persone prive di controllo e di senso civico. L’infermiere aggredito la scorsa notte al Pronto soccorso di Treviso ha tutta la mia solidarietà, con l’augurio di una pronta guarigione”. Stefani ha ricordato che si tratta di episodi “troppo frequenti”: “un malvezzo che deve finire, con l’impegno di tutta la società civile e anche con forme di deterrenza più incisive”.
Non si è fatta attendere l’analisi di Nursing Up Treviso, il sindacato degli infermieri, attraverso la voce di Annarita Secchi: “l’episodio descrive con chiarezza il rischio quotidiano a cui è esposto il personale sanitario impegnato in prima linea, spesso solo, nel gestire situazioni di estrema delicatezza e tensione. In questo caso specifico, l’operatore ha agito con scrupolo professionale, applicando correttamente il protocollo aziendale per i Codici rosa a tutela della vittima di violenza, e proprio per questo è stato fatto oggetto di un’aggressione fisica. Pur apprezzando lo sforzo dell’Ulss 2 di introdurre il braccialetto antiaggressione, questa misura si rivela inefficace”.
In concreto, Nursing Up Treviso chiede con fermezza all’azienda Ulss 2 Marca Trevigiana un rafforzamento immediato delle misure di prevenzione e sicurezza nei Pronto Soccorso del territorio, a partire dalle postazioni di Triage che devono essere chiuse e rese inaccessibili all’utenza a tutela del professionista all’interno.
È significativo che la compagna dell’aggressore fosse entrata poco prima in pronto soccorso con Codice rosa, quello dedicato alla violenza sulle donne. Proprio in questi giorni, l’Ulss 2 ci aveva condiviso i dati relativi a tali richieste: al 16 giugno 2026, gli accessi con Codice rosa all’Ospedale di Treviso erano 71; nel 2025 erano stati 163, 184 nel 2024 e 199 nel 2023. La fascia più colpita quella 18-49 anni di età. L’episodio ci ricorda, ancora una volta, come la violenza di genere sia un problema sociale a tutti gli effetti, e quanto sia importante, tra le altre cose, lavorare di prevenzione sull’educazione alla gestione delle emozioni.



