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Terremoto e neve: la Caritas va in soccorso del Centro Italia in ginocchio

“Il Papa è informato costantemente. So che lui stesso ogni tanto chiama qualche vescovo e qualche realtà, è informatissimo. Non solo invita alla preghiera ma sta stimolando noi come Conferenza episcopale a fare tutto il possibile per far sentire la vicinanza della Chiesa a queste realtà”, afferma mons. Galantino.

“Il Papa è informato costantemente. So che lui stesso ogni tanto chiama qualche vescovo e qualche realtà, è informatissimo. Non solo invita alla preghiera ma sta stimolando noi come Conferenza episcopale a fare tutto il possibile per far sentire la vicinanza della Chiesa a queste realtà” colpite dal terremoto. Lo ha detto al Sir il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, a margine della presentazione, oggi a Roma, del progetto di ricerca “Educarsi alla Bellezza. Indagine sulla formazione del clero e degli artisti in vista della committenza di opere d’arte per il culto cristiano”. Il presule, che tra ieri sera e questa mattina ha contattato telefonicamente i vescovi delle diocesi colpite dalle nuove scosse di terremoto e sepolte sotto la neve, riferisce che a preoccupare i presuli è “il disagio psicologico che sta diventando anche più grave del freddo e della mancanza di beni primari, il disagio psicologico e la fatica che fanno a tenere in piedi un minimo di speranza”.

Secondo i vescovi dei territori colpiti dalle nuove scosse di terremoto il disagio psicologico delle persone è l’emergenza più grave. Al tempo stesso la gente percepisce la vicinanza della Chiesa, prosegue monsignor Galantino, in contatto telefonico in queste ore con i presuli delle diocesi terremotate e sepolte sotto la neve. “Alcuni di loro – riferisce ai giornalisti – mi hanno detto: ‘Senti don Nunzio, noi non sappiamo veramente che cosa fare. La difficoltà è in questo momento quella materiale di arrivare nei posti’”. “La cosa più importante e bella che mi è stata detta non solo dai vescovi – aggiunge però il segretario Cei – ma anche da altri interlocutori che abbiamo costantemente sul territorio – Tv2000, Avvenire, Sir, Radioinblu – è questo sentire la presenza della Chiesa come importante. Sapere che in ogni paesino c’è un punto di riferimento che è il sacerdote o l’istituto religioso, in questo momento tiene accesa un po’ di speranza”. Galantino invita a evitare “colpevolizzazioni semplificatrici” che “non servono a nessuno” e spiega: “Le disponibilità ci sono da parte del governo, e anche attraverso l’8xmille stiamo investendo moltissimo, ma rimane la difficoltà oggettiva di raggiungere luoghi e persone. I vescovi dicono che il problema in questo momento non è il terremoto ma la neve, e che la gente sta apprezzando tutto quello che si sta facendo. Quasi tutti gli uomini del Genio sono sul posto, ma l’ampiezza della situazione di disagio crea gravi difficoltà”.

Sono tante le iniziative messe in campo da Caritas Italiana nei luoghi del terremoto, già dai mesi scorsi. Lo ricorda oggi una nota, dopo le nuove scosse che hanno colpito il Centro Italia. “Dal punto di vista strutturale, per riannodare fin da subito relazioni e rapporti comunitari, si è dato prontamente avvio ad un programma di realizzazione di strutture polifunzionali (‘Centri di comunità’), il primo dei quali è stato inaugurato ad Amatrice il 24 novembre 2016, a meno di cento giorni dal sisma ed è stato subito utilizzato dopo le nuove scosse come punto di primo soccorso – evidenzia la nota -. Sempre nella diocesi di Rieti prima di Natale sono state aperte altre piccole strutture socio-pastorali a Scai, Sant’Angelo (frazioni di Amatrice) e Grisciano (Frazione di Accumoli) e – in base ai bisogni pastorali evidenziati dal vescovo – si stanno valutando ulteriori interventi”. Nella diocesi di Spoleto-Norcia “si stanno attuando le prassi amministrative per poter avviare quanto prima la realizzazione di strutture a Norcia, Cascia e ad Avendita (frazione di Cascia), mentre nella diocesi di Ascoli Piceno a breve dovrebbe iniziare la realizzazione di un centro comunitario ad Arquata del Tronto”. Nonsolo: “Si sono già svolti incontri con le altre diocesi marchigiane per verificare la opportunità/necessità di realizzare analoghi interventi strutturali: ad oggi sono in istruttoria interventi nelle diocesi di Camerino (Camerino, Visso, La Maddalena), Fermo (S. Angelo in Pontano, Amandola, Francavilla), Macerata (Tolentino e Macerata), San Benedetto del Tronto (Cossignano e Force)”.
Relativamente alle risorse, precisa la nota, “grazie alla colletta nazionale del 18 settembre e alla generosa risposta solidale, sono finora pervenuti a Caritas Italiana circa 21,6 milioni di euro, incluso il milione messo a disposizione dalla Cei. Oltre a proseguire con aiuti concreti, la priorità ora è di restare in ascolto delle comunità locali e portare all’attenzione delle istituzioni questo ascolto di tanti che soffrono, sono isolati, disillusi dalle troppe promesse fatte e non mantenute. Un carico di interrogativi che esige doverose risposte, da quelle più immediate alle scelte di ricostruzione, da cui dipende il futuro di queste persone”. Info: www.caritas.it

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