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Camposampiero: molta partecipazione per celebrare Sant’Antonio
Prima il grande pellegrinaggio diocesano, in basilica, a Padova, venerdì 12 giugno, poi, il giorno dopo, il culmine delle celebrazioni per la festa del 13 giugno, al santuario della Visione, a Camposampiero: le iniziative per sant’Antonio sono state vissute con particolare intensità, quest’anno, a motivo del giubileo per gli 800 anni dalla morte di san Francesco, che proprio in Antonio riconobbe il dono della sapienza, tanto che fu il primo a cui concesse di studiare Teologia e, poi, anche di insegnarla agli altri frati.
Il Vescovo Michele ha presieduto entrambe le celebrazioni. Nell’omelia in basilica ha richiamato il valore della sapienza cristiana, indispensabile per orientare la vita personale e la costruzione del bene comune. Prendendo spunto dalla preghiera di Salomone, che chiese a Dio “un cuore docile” capace di ascoltare e discernere il bene dal male, il vescovo ha sottolineato come sapienza e prudenza siano virtù necessarie per affrontare le sfide del nostro tempo. In particolare, ha evidenziato la necessità di collocare il progresso tecnico e scientifico all’interno di un orizzonte etico e spirituale che metta al centro la dignità della persona e la ricerca della giustizia, della pace e della fraternità, come sollecita papa Leone nella sua enciclica Magnifica humanitas.
Mons. Tomasi ha ricordato che la vera sapienza nasce dalla consapevolezza di essere amati da Dio e conduce a vivere con maggiore profondità il rapporto con gli altri, superando la ricerca del successo, del potere e dell’interesse personale. La forza della Parola e l’annuncio di Antonio produssero concreti frutti di conversione e riconciliazione tra le persone, autentici segni di vita: “La forza della sua predicazione nasceva dall’armonia tra studio, preghiera, annuncio e vita”. Una testimonianza che continua a parlare anche oggi e che rende sant’Antonio una figura particolarmente attuale.
Il pellegrinaggio, ha ricordato il Vescovo, nasce dal desiderio di seguire Cristo con la radicalità evangelica di Antonio e di Francesco: “Chiediamo a sant’Antonio di intercedere, affinché cresca tra noi e per mezzo nostro la riconciliazione, la solidarietà, la giustizia, la condivisione dei beni, la cura dei piccoli, la pace: segni di una Parola viva, di un battesimo di salvezza, di fede vera e salda”.
Anticipata dalla tredicina dedicata ai vicariati di un esteso circondario, e a varie realtà associative, sabato 13 giugno, ai Santuari Antoniani di Camposampiero, si è celebrata la festa di Sant’Antonio, con la messa, in mattinata, presieduta dal vescovo. Tra i concelebranti anche padre Fernando Spimpolo, rettore dei Santuari Antoniani.
Nell’omelia mons. Tomasi ha incentrato la riflessione sui “segni” promessi da Gesù ai discepoli quando li manda in tutto il mondo a proclamare il Vangelo ad ogni creatura, mettendo in evidenza come Antonio abbia tenuto un bellissimo sermone proprio su questo brano evangelico offrendo una lettura spirituale e morale dei cinque segni: scacciare i demoni, parlare lingue nuove, prendere i serpenti in mano, bere il veleno senza danno e imporre le mani ai malati e guarirli.
“Sant’Antonio ci ricorda - ha affermato il vescovo - che in un tempo di fede matura i segni fisici non sono necessari; ciò che conta è la trasformazione interiore della persona. I segni non sono in primo luogo manifestazioni esteriori, ma il sigillo che Cristo pone sul cuore di ogni uomo e di ogni donna che a lui si affidano, per trasformare il loro mondo interiore e il mondo delle loro relazioni”.
“Questa lettura di Sant’Antonio - ha continuato il vescovo - apre un fecondo dialogo con le indicazioni dell’enciclica Magnifica humanitas di Leone XIV, dove il Papa indica cinque “piste di responsabilità” per costruire la civiltà dell’amore: disarmare le parole dicendo la verità, costruire la pace nella giustizia, assumere lo sguardo delle vittime, coltivare un sano realismo, rilanciare il dialogo e la diplomazia.
I “segni” di Antonio e le “piste” di papa Leone hanno la stessa fonte spirituale: l’unione con Cristo nell’Eucaristia, che ci apre alla giustizia e alla condivisione con un’attenzione preferenziale verso chi porta il peso della povertà e dell’emarginazione. “Chiediamo per intercessione di Sant’Antonio, che ci dischiude questi misteri di sapienza, di poter vivere nelle nostre relazioni, nel nostro tempo, l’esigenza di verità, di giustizia, di solidarietà e di pace che ci indica Papa Leone”.
La festa è proseguita nel pomeriggio con l’affidamento a Sant’Antonio dei bambini e delle donne in attesa.
Alla sera, messa presieduta da don Giovanni Bortignon, parroco di Borgoricco, con la tradizionale offerta dell’olio e accensione della lampada votiva a cura del Comune di Borgoricco rappresentato dal sindaco Gianluca Pedron. È seguita la processione molto partecipata per le vie del centro di Camposampiero con la statua e la reliquia del Santo.



