sabato, 25 maggio 2024
Meteo - Tutiempo.net

7 aprile: celebrazioni con la messa solenne e poi in piazza con le Frecce tricolori

“La memoria dei morti ci lasci affamati di pace vera”: l’auspicio del Vescovo alla messa per l’80esimo del bombardamento su Treviso

Ci sono il ricordo e la preghiera per le vittime di 80 anni fa, ma c’è anche il richiamo a una memoria viva, che sia attuale ed efficace per costruire, oggi, la pace e la concordia, a partire dal Vangelo e dalla Costituzione, nell’omelia del vescovo, Michele Tomasi, alla celebrazione eucaristica di questa mattina, nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice (chiesa Votiva) per l’80° anniversario del bombardamento su Treviso del 7 aprile 1944. Il bombardamento degli alleati, durante quel venerdì santo, devastò la città e costò la vita a 1.600 persone, di cui 123 bambini. Molte le persone presenti, le autorità civili e militari. A concelebrare con mons. Tomasi anche mons. Cesare Bonivento (del Pime), vescovo emerito di Vanimo – Papua Nuova Guinea, e il parroco della comunità di Santa Maria Ausiliatrice, don Paolo Pigozzo. Ha portato il suo omaggio il tenore Francesco Grollo.

Il Vescovo, commentando le letture della seconda domenica di Pasqua, parla dell’opera del “Signore risorto che realizza il suo saluto di pace, dona ai suoi questo Spirito di concordia, di vera e autentica pace”.

Mons. Tomasi, ricordando l’anniversario del bombardamento, invoca “una memoria benedetta che deve farsi viva, attuale ed efficace”, perché non siano stati vani l’impegno per la ricostruzione e l’aiuto reciproci in quel secondo dopoguerra, riscoprendo la comune cittadinanza e la reciproca legittimazione, cittadini di una Repubblica – sottolinea il Vescovo, citando gli articoli 2 e 11 della Costituzione italiana – che riconosce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento dei doveri di solidarietà, e che ripudia la guerra. L’invito, quindi, di mons. Tomasi, ad affrontare i temi della guerra e della pace, del terrorismo e delle grandi contese geopolitiche, guardando “il volto delle vittime, i tratti dei nostri cari, che saluteremo ancora una volta alla fine della celebrazione, e i volti dei caduti di ogni guerra, di ogni atto di violenza. E continuiamo a ricordare che la prossima vittima del conflitto, anche il più lontano e dimenticato, è fratello e sorella. Continuiamo a ricordare che ogni donna e ogni uomo uccisi, anche nelle nostre terre, sono persone amate di amore infinito da Dio, e che ogni vita deve essere custodita e difesa. Non rassegniamoci a una indifferenza selettiva”.

“Con il Crocifisso Risorto non rinunciamo a credere alla possibilità di una società giusta, accogliente, creativa e libera, per costruire la quale valga la pena sacrificarci. Diamo testimonianza della risurrezione del Signore Gesù, accogliendo il saluto che rivolge anche a noi oggi, e assumendo il mandato di cui ci fa protagonisti: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”.

“Siamo inviati a portare la pace di Cristo. Continuiamo a pregare e ad operare per la pace – conclude mons. Tomasi -. La memoria dolorosa e benedetta dei morti nel bombardamento di Treviso continui a lasciarci inquieti e affamati di pace vera, la fede nella Risurrezione di Cristo ci renda “saldi nella speranza contro ogni speranza” (Rm 4,18), operatori di pace, ogni giorno”.

Al termine della messa, la preghiera del Vescovo nella cappella – ossario annessa alla chiesa di Santa Maria Ausiliatrice (distrutta anch’essa 80 anni fa), dove sono sepolti i soldati caduti e le vittime civili del bombardamento del 7 aprile 1944.

Le celebrazioni sono proseguite in piazza dei Signori. Trecento bambini degli istituti comprensivi di Treviso si sono riuniti in piazza dei Signori dove, in attesa dei rintocchi dalla campana della torre civica, sono state lette dagli alunni alcune testimonianze di quei tragici momenti di ottant’anni fa. Ad accompagnare le letture, la musica degli studenti dell’istituto comprensivo 5 “Luigi Coletti”. Inoltre, il tenore Francesco Grollo, accompagnato dal maestro Antonio Camponogara, ha eseguito l’Inno nazionale e l’Ave Maria di Gounod. Al termine dei sette minuti di raccoglimento, la Pattuglia acrobatica nazionale dell’Aeronautica militare ha sorvolato la città.

Oltre al sindaco di Treviso, Mario Conte, erano presenti tante istituzioni, tra cui il ministro Carlo Nordio e l’assessore regionale Federico Caner. La giornata è stata occasione per lanciare un messaggio di pace e solidarietà ai popoli vessati dalla guerra.

SEGUICI
EDITORIALI
archivio notizie
25/01/2024

Per questo, più volte (anche l’8 gennaio scorso al Corpo diplomatico accreditato presso la s. Sede),...

11/01/2024

La morte di don Edy ha sconvolto tutti, sia noi sacerdoti che i laici e le comunità cristiane che egli...

TREVISO
il territorio