martedì, 04 agosto 2026
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A Bibione la Settimana integrata dell’associazione Tonino Bello

“Condividiamo ciò che siamo e faremo splendere l’amore di Dio”: apertura con la messa insieme al vescovo Michele

Con le parole del canto “Mani, prendi queste mie mani, fanne vita, fanne amore” si è conclusa la celebrazione della messa presieduta dal vescovo di Treviso, Michele Tomasi, insieme al vicario generale, mons. Mauro Motterlini, sabato 1° agosto nel giardino della Stella Maris, la casa per ferie della Diocesi di Treviso, che in questi giorni accoglie l’esperienza della Settimana integrata dell’associazione Tonino Bello.

Come da tradizione, anche quest’anno il Vescovo ha voluto dare personalmente avvio a questo importante appuntamento, condividendo con ragazzi, volontari e famiglie un momento di preghiera, incontro e fraternità, seguito da un momento conviviale che ha rafforzato il clima di amicizia e condivisione che caratterizza l’intera esperienza.

Durante l’omelia il Vescovo ha posto l’attenzione sui valori che da sempre animano la Settimana integrata: la condivisione, la fratellanza, l’accoglienza e l’aiuto reciproco. Valori che trovano concretezza nei gesti quotidiani vissuti dai ragazzi con disabilità, dai volontari e da tutti coloro che partecipano a questa speciale esperienza di comunità. “Quello che abbiamo basta per tutti – ha detto il Vescovo, commentando il brano del Vangelo con il racconto della divisione dei pani -. Se lo teniamo per noi stessi, per paura che qualcuno ce lo rubi, sparisce, muore, se invece ce lo diamo gli uni gli altri diventa tantissimo. È la divisione che aumenta la gioia, la possibilità di vivere assieme. Per questa settimana proviamo a dividere ciò che abbiamo, a condividere quello che siamo. E così faremo splendere l’amore di Dio nello sguardo e nel sorriso di ciascuno di noi”.

La Settimana integrata è infatti un tempo di comunione, amicizia e semplicità, fatto di incontri, sorrisi e momenti di autentica gioia. Un pensiero è stato rivolto anche a monsignor Fernando Pavanello, a dieci anni dalla sua morte, che proprio così aveva pensato l’associazione al momento della fondazione. Un’esperienza nella quale la quotidianità diventa occasione per costruire relazioni significative, abbattere barriere e riscoprire la bellezza dello stare insieme.

Sono giorni preziosi non solo per i ragazzi che li vivono da protagonisti, ma anche per i volontari che scelgono di donare tempo, energie e cuore in questo servizio. Un’esperienza che lascia un segno profondo e che continua ad arricchire il cammino dell’associazione durante tutto l’anno, custodendo nel cuore di ciascuno la forza di una comunità fondata sull’amore e sulla condivisione.

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