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Il Consiglio pastorale al lavoro su uno dei nodi del Cammino sinodale
Si è incontrato presso la Fraternità delle Discepole del Vangelo di Castelfranco Veneto il Consiglio pastorale diocesano, lunedì 23 febbraio. I Consiglieri hanno così avuto modo di incontrare una realtà viva, ispirata al carisma e alla spiritualità di Charles de Foucault, e di visitare la Khaima Khaoua (tenda di fraternità), uno spazio interattivo e immersivo sull’esperienza di frère Charles, prima di iniziare la riunione.
La seduta del Consiglio è stata interamente dedicata a una riflessione su come promuovere una reale corresponsabilità nella comunità ecclesiale, in particolare negli organismi di partecipazione.
Nel saluto iniziale, il Vescovo ha collegato il lavoro del Consiglio al Cammino sinodale delle Chiese in Italia, facendo riferimento al documento di sintesi “Lievito di pace e di speranza”, che è stato recepito integralmente nell’ultima assemblea generale della Cei e diventa, quindi, strumento di lavoro per il futuro. Mons. Tomasi ha richiamato la necessità di dare impulso alla “corresponsabilità differenziata”, perché per annunciare e testimoniare il Vangelo è importante che ci sia una corresponsabilità di tutti i cristiani, donne e uomini, che hanno coscienza della portata della loro fede e della loro appartenenza ecclesiale, ma che non si realizza allo stesso modo per tutti. Radicata nel Battesimo, la responsabilità nella vita della Chiesa è chiamata a esprimersi in una pluralità di ministeri, di cui ciascuno partecipa secondo i doni ricevuti e la propria storia.
Nella prima parte della serata, i consiglieri hanno lavorato in piccoli gruppi con la modalità della conversazione nello Spirito, condividendo ciò che favorisce, oppure ostacola, la partecipazione e la corresponsabilità, a partire dalla propria esperienza negli organismi di partecipazione.
Dalla condivisione sono emersi vari “nodi”: la tensione tra la ricchezza di competenze e carismi dei laici e il rischio di un loro “spegnimento” all’interno dei Consigli; la fatica a percepire un chiaro obiettivo del lavoro proposto; tempi, metodi e linguaggi non sempre in sintonia con la vita concreta delle persone; il peso del “si è sempre fatto così” e di contesti parrocchiali talvolta poco formati.
Altri nodi hanno toccato il ruolo decisivo della presidenza dei Consigli nella creazione di un clima costruttivo, la qualità delle relazioni tra presbiteri e laici, la necessità che gli organismi di partecipazione siano veri “laboratori”, capaci di rileggere la realtà e di prendere decisioni concrete. È stata sottolineata l’importanza di ascoltare ciò che arriva “da fuori” la cerchia ecclesiale e di curare collegamenti con persone e realtà che non vi appartengono.
Nella seconda parte, l’assemblea ha cercato insieme alcune “leve” per promuovere una corresponsabilità più reale. Fra queste: la cura delle relazioni, perché la collaborazione chiede di rinunciare a protagonismi e di prendersi il tempo per conoscere le persone, le loro qualità e competenze; l’esercizio del discernimento comunitario, anche con l’aiuto di figure competenti, per gustare il valore del decidere insieme; una maggiore concretezza dell’attività dei Consigli, con obiettivi chiari e verifiche periodiche.
È stato inoltre suggerito di valorizzare competenze che a volte restano inespresse nei contesti intraecclesiali, di esplorare la possibilità di ricorrere allo strumento della delega e di sperimentare occasioni di incontro tra i Consigli parrocchiali e di Collaborazione pastorale che favoriscano confronti capaci di arricchire ed allargare gli orizzonti.
Ringraziando i consiglieri per i contributi offerti, il Vescovo li ha esortati a riconoscere la corresponsabilità quale vocazione dell’intero popolo di Dio, non dei soli membri degli organismi di partecipazione e, riguardo a questi ultimi, ha concluso ricordando che consigliare, nella Chiesa, significa anzitutto esercitare il dono dello Spirito, il consiglio, per leggere la storia alla luce del Vangelo e contribuire a decisioni che aprano la comunità all’annuncio e alla testimonianza.



