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Messa crismale in Cattedrale: “Nella comunione tra noi, strumenti e testimoni dell’amore
Molti i sacerdoti, i diaconi, i consacrati, le consacrate e i fedeli laici che hanno partecipato, la mattina del Giovedì santo, 2 aprile, in cattedrale, alla celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Michele Tomasi, tutti insieme a rappresentare quella Chiesa, “popolo di Dio sacerdotale, che tutti ci accoglie, ed è composta di questi membri, proprio di questi: di noi e di tutti coloro che sono rinati dall’acqua e dallo Spirito, ovunque si trovino, quale che sia il loro grado di consapevolezza di far parte della Chiesa – ha ricordato il Vescovo nell’omelia -. Siamo fedeli laici, consacrati e consacrate, diaconi e presbiteri, vescovi. Tutti insieme radicati in Cristo, rinati – davvero rinati – a vita nuova nel Battesimo, inseriti nel Cristo crocifisso e risorto. È così per noi, come per tutti i battezzati e le battezzate. Tutti siamo membra del Corpo di Cristo”. In questa comunità non esiste una differenza di dignità tra presbiteri e laici; il legame del Battesimo unisce tutti, dai fedeli più impegnati a coloro che partecipano solo saltuariamente o affatto alla vita ecclesiale, ha ricordato mons. Tomasi. Una riflessione, la sua, che invita a servire e amare la Chiesa “reale”, fatta di persone concrete con le loro fragilità, e non una Chiesa ideale o sognata. Questo servizio si rivolge a un corpo “povero”, segnato da povertà materiali, morali, spirituali e culturali. “Questa è la comunità che va servita, questa la comunità che prima di tutto deve essere amata. Quella presente, quella reale. Non quella delle prospettive, delle idee o dei sogni. Non quella che non c’è, e che invece piacerebbe di volta in volta ai vescovi, o ai preti, o ai cosiddetti «laici impegnati». A servizio di questa Chiesa, di queste comunità, di queste assemblee liturgiche; di questo Corpo di Cristo, articolato in molte membra generosissime e fragili, preziose e bisognose di cura; a servizio di questo Corpo povero come Cristo e come le sue membra (gravato di innumerevoli povertà)”, la sottolineatura del Vescovo. A concelebrare con il Vescovo Tomasi, oltre a tutti i sacerdoti presenti, anche l’arcivescovo emerito di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato. Insieme hanno rinnovato le loro promesse.
All’interno, e al servizio di questo corpo, lo Spirito suscita diversi ministeri, ha ricordato mons. Tomasi: “A servizio di questa vita, amata da Cristo, lo Spirito suscita capacità e doni, radicati nel Battesimo e messi a disposizione della comunione della Chiesa e della sua missione. Molti ministeri nelle nostre comunità vengono donati e accolti, e senza di essi la nostra Chiesa diocesana non potrebbe vivere il respiro della fede, della speranza e della carità. Sono ministeri battesimali già presenti, alcuni quasi nascosti, altri svolti con un incarico parrocchiale o diocesano, altri che con l’aiuto di Dio riusciremo ad istituire”.
A servizio del Corpo di Cristo che è la Chiesa il Signore suscita il ministero ordinato dei diaconi, ha ricordato il Vescovo, citando la “Lumen gentium”, e poi i vescovi, i presbiteri, chiamati a essere cooperatori del Vescovo, legati a lui da un rapporto di “padre e figli” e legati tra loro da un’intima fraternità sacramentale.
“Insieme siamo questa nostra amata Chiesa di Treviso, fratelli e sorelle; siamo questo concreto popolo in cammino, in uno spirito di “mutua corresponsabilità a favore dell’annuncio del Vangelo”, come papa Leone XIV ha chiesto di recente ai vescovi italiani. Noi non ci siamo scelti gli uni gli altri. Il Signore ha voluto associarci a sé e ha voluto creare solidi legami tra di noi, al di là e prima ancora di ogni merito, desiderio, progetto umano. Legami creati dalla comunione nel Battesimo, che ci possono anche condurre ad assumere alcuni servizi per la Chiesa stessa. E noi, cari fratelli che condividiamo il sacramento dell’ordine, ciascuno nel suo grado siamo, insieme, responsabili di partecipare alla successione apostolica. Siamo cioè i garanti per il nostro tempo e per questa nostra Diocesi del dono della vita di comunione, che è “eco della vita trinitaria, fu di Gesù con i suoi” (G. Frausini). La comunione tra noi è dono, responsabilità e compito. Solo attraverso questa comunione, che fu di Gesù con i suoi apostoli, saremo servitori efficaci e indispensabili della missione della Chiesa. Padri e figli, fratelli, amici: per Cristo, con Cristo ed in Cristo abbiamo ricevuto questa familiarità sacramentale a servizio di quella battesimale di tutto il popolo, a servizio ancora della fraternità universale, che lega tutte le persone umane, create da Dio con amore eterno di Padre.
Prima ancora, e al di là dei compiti che di volta in volta siamo chiamati a svolgere, sono questi legami di “intima fraternità sacramentale” (PO, 8) che dobbiamo ridonare alla Chiesa, che a sua volta ce ne offre la grazia e la possibilità. Solo per mezzo di questa comunione garantiremo con il dono della nostra vita l’annuncio autentico del Vangelo e la possibilità della nostra Chiesa di vivere realmente secondo la Parola di Dio, nello spirito che fu degli apostoli legati indissolubilmente a Gesù, Maestro e Signore. Per vivere questo, affido a noi tutti il compito indicato già da papa Benedetto XVI con l’esortazione apostolica Verbum Domini, sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa: “Vescovi, presbiteri, diaconi non possono in alcun modo pensare di vivere la loro vocazione e missione senza un impegno deciso e rinnovato di santificazione che ha nel contatto con la Bibbia uno dei suoi pilastri. [...] Prima, perciò, d’essere trasmettitore della Parola, il Vescovo, insieme con i suoi sacerdoti e come ogni fedele, anzi come la stessa Chiesa, deve essere ascoltatore della Parola. Egli dev’essere come «dentro» la Parola, per lasciarsene custodire e nutrire come da un grembo materno”.
Trasformati dall’ascolto profondo della Parola, facendo esperienza di comunione con Dio e tra di noi nella celebrazione fedele e obbediente dell’Eucaristia, saremo strumenti e testimoni quotidiani dell’amore che scaturisce dalla vita stessa di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo”.
Durante la celebrazione, il Vescovo ha consacrato l’olio chiamato “crisma” e benedetto l’olio dei catecumeni e degli infermi. Anche quest’anno, come tre anni fa, nelle giare è stato versato l’olio proveniente da Capaci, dono della diocesi di Palermo e dell’associazione “Quarto Savona 15”, coltivato in un terreno vicino al luogo dell’attentato al giudice Falcone. La colletta straordinaria era destinata alle necessità della Terra Santa e, in particolare, del Patriarcato latino di Gerusalemme.
All’inizio della celebrazione, mons. Tomasi ha ricordato tutti i presbiteri che ricordano il loro giubileo di ordinazione:
GIUBILEI SACERDOTALI 2026
70° di Ordinazione presbiterale (1956)
Don Luigi Toffolo, già parroco di San Liberale di Treviso, della comunità della Casa del Clero
Mons. Pietro Vangelista, già Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale dei Pellegrinaggi, Cappellano Ordine della Visitazione di Maria, della comunità della Casa del Clero
Don Giuseppe Vardanega, già Arciprete di Salzano, della comunità della Casa del Clero
65° di Ordinazione presbiterale (1961)
Don Ferruccio Favaro, già parroco di Galliera Veneta, della comunità della Casa del Clero
Don Giovanni Lemesin, collaboratore pastorale a Carbonera, residente a Carbonera
Don Sergio Pellegrini, della comunità della Casa del Clero
Padre Fausto Guazzati, Padri Bianchi, residente a Castelfranco Veneto
Padre Francesco Pavin, Missionari della Sacra Famiglia, della comunità di San Vito d’Altivole
60° di Ordinazione presbiterale (1966)
Don Giovanni Baù, collaboratore pastorale a Noventa di Piave, residente a Noventa di Piave
Mons. Antonio Dal Bo, collaboratore pastorale a Santa Bona e Immacolata, residente a Santa Bona
Mons. Piergiorgio Magaton, già parroco di Mussolente, della comunità della Casa del Clero
Mons. Giorgio Marcuzzo, collaboratore pastorale a S. Maria Ausiliatrice
Don Marcello Zanellato, già parroco di Sandono e Zeminiana, residente a Crespignaga
Padre Armando Bonomi, Camilliani, della comunità di Mottinello Nuovo
Padre Tiziano Lorenzin, Frati Minori Conventuali, della comunità di Camposampiero
50° di Ordinazione presbiterale (1976)
Don Angelo Caon, Rettore Santuario Beata Vergine della Crocetta e collaboratore pastorale a Castello di Godego
Don Bruno Cavarzan, collaboratore pastorale a Cornuda, Covolo e Nogarè
Don Giuseppe Rugolotto, Salesiani, della comunità di San Donà di Piave
25° di Ordinazione presbiterale (2001)
Don Fabio Baracco, parroco di Istrana, di Ospedaletto e di Villanova d’Istrana
Don Silvio Caterino, parroco di Mirano
Don Antonio Martignago, parroco di Vedelago e di Fossalunga
Don Federico Testa, parroco di Santa Bona e Immacolata, Direttore Ufficio diocesano per l’educazione, la scuola e l’università
Don Daniele Vettor, parroco di Castelfranco Veneto – S. Maria della Pieve
ANNIVERSARI DI ORDINAZIONE EPISCOPALE
S.E. Mons. Michele Tomasi – 7° ann. (14.9.2019)
S.E. Mons. Angelo Daniel – 29° ann. (13.12.1997)
S.E. Mons. Andrea Bruno Mazzocato – 26° ann. (09.12.2000)



