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Nuovi ministeri: “Dio si fida di voi, rispondetegli con fiducia”

Celebrazione eucaristica presieduta da mons. Tomasi nella chiesa Immacolata del Seminario, con il rito di istituzione dei ministeri del lettorato e dell’accolitato per due giovani, studenti del Seminario: Riccardo Perizzolo, neoaccolito, e Gianmarco Mason, nuovo lettore

“San Giuseppe, il «carpentiere di Nazaret» illumina la nostra vita, in un tempo in cui il dominio prepotente di pochi ci fa sentire deboli ed impotenti di fronte alla violenza, al male, alla guerra. Ci illumina mostrandoci strade di «coraggio creativo» per diventare «artigiani di pace» come papa Leone continua ad esortarci a diventare. Lo fa da uomo buono, da uomo giusto, da uomo fedele”: così il vescovo, mons. Michele Tomasi, giovedì 19 marzo, festa di san Giuseppe, nella celebrazione eucaristica nella chiesa Immacolata del Seminario, con il rito di istituzione dei ministeri del lettorato e dell’accolitato per due giovani, studenti del Seminario: Riccardo Perizzolo, neoaccolito, e Gianmarco Mason, nuovo lettore.

“Assumere un ministero nella Chiesa - un ministero radicato nella Grazia del Battesimo, che voi assumete come tappa di un cammino che vede come meta il servizio di tutta la vita nel ministero presbiterale - è una testimonianza che dà consolazione e speranza, e che può essere vissuta come dono proprio in questa luce. Dio si fida di noi - ha detto il Vescovo -. Si fida di voi. Rispondete a Lui con fiducia piena, anteponendo sempre a tutto, come san Giuseppe, la fiducia nella Provvidenza”.

E rivolgendosi ai due giovani, il Vescovo ha spiegato il significato dei due ministeri. “La Chiesa definisce così il ministero di lettore: «Il Lettore è istituito per l’ufficio, a lui proprio, di proclamare la Parola di Dio nell’assemblea liturgica (cfr. Ministeria quaedam, n. 5). In particolare, a partire da un assiduo ascolto delle Scritture, richiama la Chiesa intera alla presenza di Gesù, Parola fatta carne, giacché, come afferma la costituzione liturgica “è Cristo che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura” (cfr. Sacrosanctum Concilium, n. 7)». L’assiduo ascolto delle Scritture, caro Gianmarco, sia il tuo alimento personale, intellettuale e spirituale. Non c’è Parola più efficace, non c’è ascolto più costruttivo, non c’è guida più luminosa. San Giuseppe ha accolto la Parola in sogno, tu veglia e custodisci tempi di lettura, di meditazione, di preghiera e di contemplazione del Cristo che ti parla”.

Rivolto a Riccardo: “«L’Accolito è istituito per il servizio al corpo di Cristo nella celebrazione eucaristica, memoriale della Cena del Signore, e al corpo di Cristo, che è il popolo di Dio, soprattutto i poveri e gli infermi (cfr. Rito di Istituzione degli Accoliti, n. 29). In particolare richiama la presenza di Cristo nell’Eucaristia della Chiesa, per la vita del mondo». Vieni istituito, dunque, per il servizio al corpo di Cristo, al Pane e al Vino eucaristico, e al popolo di Dio, soprattutto ai poveri e agli infermi. Potrai, in un certo senso, portare il Corpo di Cristo al Corpo di Cristo. Per fare questo, il Signore ti donerà di crescere «continuamente nella fede e nella carità per l’edificazione del suo Regno». L’incontro sempre più ravvicinato e intenso con l’Eucaristia farà in modo che, con l’aiuto di Dio, la tua vita diventi essa stessa sempre più «eucaristica». Il tuo ministero richiami «la presenza di Cristo nell’Eucaristia della Chiesa, per la vita del mondo». Illuminato dall’esempio e dall’intercessione di san Giuseppe, che ha ascoltato la Parola che Dio gli rivolgeva e ha custodito la Parola incarnata, il Verbo di Dio fatto uomo, accompagnando, assieme a Maria, la crescita di Gesù - la riflessione di mons. Tomasi -. Custode mite e forte, silenzioso e affidabile di Gesù, ne ha accolto con amorosa dedizione la vita e la storia, è stato il primo generoso servitore del Corpo di Gesù, il Cristo”.

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