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Seminario: il Vescovo presenta alcuni avvicendamenti tra i sacerdoti delle Comunità Ragazzi e giovanile

“Ponti” per l’incontro vivo con Gesù Cristo
28/08/2025

Cari fratelli e sorelle, siamo tutti chiamati per nome a seguire, da discepoli, Gesù Cristo, il Signore, il Crocifisso e Risorto. Tutta la vita dei battezzati e delle battezzate può e deve diventare la risposta concreta a questa chiamata, a questa vocazione. Per poter vivere le proprie scelte di vita, da questo punto di vista è fondamentale potere vivere esperienze di riflessione, di dialogo, di meditazione, di preghiera. Le decisioni, maturate in contesti di vita cristiana comunitaria, si nutrono anche di momenti di sosta, di silenzio. Tutto questo è ciò che si chiama «discernimento», e ha bisogno di persone che accompagnino con pazienza, dedizione e sapienza, di tempi a volte lunghi, di spazi dedicati. Il discernimento vocazionale non si improvvisa certo. Il Seminario in Diocesi è, assieme al Centro diocesano vocazioni (Cdv), il luogo in cui si dedicano i maggiori sforzi e le risorse più dedicate a questo fine.

La Comunità teologica è orientata in maniera più diretta e specifica alla formazione dei candidati al sacerdozio, alla verifica e allo sviluppo delle competenze umane, spirituali, intellettuali e pastorali necessarie per l’esercizio del ministero presbiterale. Ringrazio il rettore, don Luca Pizzato, il padre spirituale, don Giovanni Giuffrida, e gli educatori don Lorenzo Zannoni (direttore anche del Cdv) e la cooperatrice pastorale Maria Elena Menegazzo per il loro impegno, la loro passione, il loro servizio a questo delicato e importante compito. Quest’anno, con l’arrivo di quattro giovani, sarà riattivato l’anno propedeutico, non più nella sede di Cendon, ma negli spazi del Seminario, per permettere a loro e alla Comunità teologica di mantenere più stretti rapporti. Ecco un bel segno di speranza che ci incoraggia.

La nostra Diocesi ha sempre dedicato energie competenti e generose alla vita del Seminario minore, alla Comunità ragazzi e a quella giovanile, che indirizzano i giovani alla scelta di vita del presbiterato, insistendo principalmente sui cammini di ricerca vocazionale. Sono tanti i preti della nostra Diocesi che nel corso degli anni provengono da questa esperienza formativa, e sono tanti anche coloro che hanno seguito la loro vocazione, che li portava altrove, e che in moltissimi casi sono rimasti in contatto tra loro e con il Seminario, vivendo da cristiani maturi e impegnati la loro vita di fede e di servizio.

Il documento della Conferenza episcopale italiana che regola la vita e la missione dei Seminari italiani ricorda le fatiche e le difficoltà riscontrate in molte Diocesi rispetto a tali esperienze, dovute in primo luogo al numero sempre minore di adesioni a questa proposta formativa impegnativa. Sono poche le Diocesi che ancora mantengono questo passaggio. Pur nei numeri certamente diminuiti rispetto al passato, ho visto in questi anni un impegno educativo veramente notevole e competente, e comunità che continuano ad essere esperienze vive per i ragazzi che le vivono.

Mons. Tomasi ricorda, in questa riflessione rivolta a tutta la Diocesi, il valore del Seminario minore e ringrazia tutti coloro che si dedicano, con passione educativa e generosità alla crescita dei ragazzi e dei giovani e al discernimento vocazionale

In stretto contatto di alleanza formativa con le famiglie, le comunità fanno esperienza di fraternità, di studio, di gioco, di preghiera. Guidate dagli educatori e dalle educatrici, esse sono poi punto di riferimento per tantissimi ragazzi e ragazze che in modi e tempi diversi sono invitati a trascorrere dei tempi più o meno lunghi di orientamento vocazionale, e di vita in comune. Così, durante l’anno, vengono offerti ritiri per gruppi di chierichetti e ancelle, catechismo, Acr, scout, durante i percorsi di preparazione ai sacramenti, anche per i genitori. E poi i gruppi vocazionali, i campi estivi promossi dal Seminario e tante possibilità di incontro e di condivisione della fede. Il valore di tutto questo impegno, anche se spesso è nascosto, è tuttavia grandissimo. Come ha ricordato di recente papa Leone in occasione del giubileo dei seminaristi, “la saggezza della Madre Chiesa, assistita dallo Spirito Santo, nel corso del tempo cerca sempre le modalità più adatte alla formazione dei ministri ordinati, secondo le esigenze dei luoghi”. Assieme alla comunità del Seminario, al centro di pastorale vocazionale e a tutta la Diocesi cercheremo sempre anche noi le modalità più adatte ai nostri luoghi, ai nostri tempi. Sono convinto, però, che il rinnovamento dei modi della formazione, sempre auspicato e sempre da compiere, passi necessariamente da chi, in Seminario, in vario modo e a vario titolo, ha la responsabilità di pensare e realizzare forme comunitarie che siano all’altezza dei tempi, per il bene della maturazione umana complessiva dei ragazzi e dei giovani.

Partiamo ancora una volta insieme, dagli educatori e dalle educatrici, dal presbiterio nel suo complesso, dalle famiglie e dalle comunità parrocchiali, per permettere ai ragazzi e ai giovani di trovare al loro fianco tanti “ponti” che permettano il loro incontro personale e vivo con Gesù Cristo. Per questo ringrazio di tutto cuore gli educatori e le educatrici, in particolare all’inizio del nuovo anno di impegno comunitario, in vista del quale le équipe del Seminario minore vedranno alcuni avvicendamenti.

Grazie a don Emanuele Sbrissa e a don Daniele Trentin che lasciano il Seminario (rispettivamente la Comunità ragazzi e la Comunità giovanile), dopo anni di servizio ammirevole e fedele, per nuovi impegni pastorali, che verranno quanto prima comunicati. Grazie a don Angelo Dal Mas, finora padre spirituale della Comunità giovanile, che andrà a Roma per terminare i suoi studi dottorali di Sacra Scrittura. Grazie a don Francesco Bellato, a don Giacomo Crespi e alla cooperatrice pastorale Sara Biscaro, che continuano nel loro servizio. E grazie a coloro che arrivano, che hanno accolto la richiesta di iniziare il nuovo compito: don Samuele Moro, che sarà educatore in Comunità ragazzi, padre spirituale della Comunità giovanile e vicedirettore del Centro diocesano vocazioni, e don Matteo Bettiol, educatore in Comunità giovanile. Insieme continueranno il lavoro, già cominciato, di maggior collaborazione fra le due comunità del minore, e saranno a servizio anche dei cammini vocazionali.

Ringrazio anche tutti coloro che in molti modi aiutano a vivere il Seminario, dai docenti dell’Istituto teologico interdiocesano “Giuseppe Toniolo”, all’economo, il diacono Lucio Zampieri, da tutti i dipendenti ai tanti volontari che accompagnano con concreta generosità la vita del Seminario. Mi permetto di rivolgere agli educatori le parole che papa Leone ha rivolto agli educatori dei Seminari del Triveneto, nel loro incontro giubilare: “E voi, formatori, siate buoni compagni di strada dei seminaristi che vi sono affidati: offrite loro l’umile testimonianza della vostra vita e della vostra fede; accompagnateli con affetto sincero. Sappiatevi tutti sostenuti dalla Chiesa, anzitutto nella persona del Vescovo”.

Anche io accolgo la responsabilità di questo mandato del Papa, assicuro il mio sostegno e chiedo quello di tutta la Diocesi.

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