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Fiere di San Luca: 800 anni di storia, di cammino e di fede

La riflessione del vescovo Michele alla messa con le famiglie dello spettacolo viaggiante: “voi portate la gioia e la pace, e la nostra città vi accoglie!
22/10/2026

Montare e smontare le attrazioni, spostarsi da una città all’altra e ricominciare daccapo ogni volta. Per le famiglie dello spettacolo viaggiante, le fiere sono molto più di un appuntamento stagionale: sono un lavoro che richiede organizzazione, competenza e spirito di adattamento, spesso tramandato di generazione in generazione. È anche attraverso queste storie che le Fiere di San Luca, istituite nel 1226, arrivano nel 2026 all’800° anniversario. Di questa realtà si è parlato venerdì 16 ottobre nella chiesa di Sant’Ambrogio di Fiera, durante la messa presieduta dal vescovo Michele Tomasi e organizzata dall’ufficio diocesano Migrantes, alla presenza dei lavoratori del luna park e dei fedeli della parrocchia. Hanno concelebrato con il Vescovo don Silvano Perissinotto, direttore dell’ufficio Migrantes, don Matteo Volpato, parroco di Fiera, don Marco Carletto, parroco di Santa Maria del Rovere e don Mirko Dalla Torre, responsabile del settore lavoratori degli spettacoli viaggianti per la diocesi di Vittorio Veneto.

Nell’omelia, Tomasi ha ricordato il rapporto tra Treviso e le famiglie che ogni anno arrivano con le proprie attrazioni. “La città ha offerto il suo prato, la sua piazza; voi avete portato la festa”, ha detto, sottolineando l’importanza del rispetto reciproco e di uno scambio che è nella logica dell’ospitalità, la stessa che Gesù insegna ai discepoli inviati a due a due in città e villaggi. Poi, il Vescovo si è rivolto alla città con un invito a superare le diffidenze verso chi vive spostandosi da un luogo all’altro: “Chi viaggia non è un estraneo da tollerare, ma un ospite da accogliere”. Dietro le luci e le giostre c’è, infatti, un’attività che comporta fatica e incertezza. Gli spostamenti continui, il montaggio e lo smontaggio delle strutture e le difficoltà nel garantire ai figli continuità scolastica e relazioni stabili fanno parte della vita delle famiglie itineranti. Per questo, ha ricordato il Vescovo, sono importanti i legami con i familiari e i colleghi, ma anche l’accoglienza delle comunità incontrate lungo il percorso.

Tomasi ha richiamato anche la dignità di questo lavoro, che richiede competenze tecniche, attenzione alla sicurezza e collaborazione: “Non è un lavoro di serie B: è un lavoro che fa crescere chi lo compie e rallegra chi lo incontra”, ha affermato, ricordando quanto la festa possa portare gioia nella vita delle persone. La trasmissione del mestiere da una generazione all’altra emerge anche dalla storia di Eva Torricelli, che dopo la scomparsa del padre Giovanni ha scelto di portare avanti l’attività di famiglia. E proprio in questa occasione a Eva è stata consegnata una targa in memoria del padre.

Durante la celebrazione, la preghiera ha ricordato i bambini e i giovani delle famiglie dello spettacolo viaggiante, con l’auspicio che possano crescere serenamente tra scuola, amicizie e fede. Un pensiero è andato anche a chi non c’è più e ha trasmesso questo mestiere alle generazioni successive.

Al termine, il Vescovo e i sacerdoti, insieme agli agenti della Polizia locale, hanno visitato le attrazioni e incontrato i fieranti, salendo anche sulla ruota panoramica.

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