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Patti digitali firmati in 48 comuni veneti
Per qualche giorno si è fatto un gran parlare di limitare l’uso dei social ai minori. La Francia lo ha già fatto. L’Italia, per ora, è imballata, alle prese con inflazione, caro carburanti, acquisto di armi e non ne discute. Intanto, i cellulari, regalati talvolta alla comunione o alla cresima, sono già fedeli compagni dei nostri figli in prima media, o in quinta elementare.
Le conseguenze? Non sono chiare. La ricerca che riportiamo in pagina registra un ritardo di apprendimento, ma cosa accade alla socialità, alla capacità visiva, allo sviluppo etico dei nostri giovanissimi ancora non si sa.
Le domande dei genitori
I genitori si fanno domande: a che età dare il primo smartphone? Quante ore può stare mio figlio al cellulare? Da quando e come usare i social? Ne parlano con gli altri genitori, si chiedono se alle feste o agli allenamenti sportivi devono lasciare il cellulare ai figli. Tanti comportamenti diversi: il bambino di prima elementare che il primo giorno di scuola esibisce il suo smartphone, e chi non lo tocca prima della terza media. Le famiglie sono in emergenza e devono orientarsi o perlomeno essere aiutate a farlo.
I “Patti” sono in crescita
Da dicembre 2025, si è costituita la fondazione Patti digitali ets, facendo emergere una realtà italiana con più di 200 Patti già sottoscritti. Cosa sono i Patti digitali di comunità? È un accordo informale tra famiglie che, per darsi reciproco sostegno educativo, scelgono di seguire nella quotidianità le stesse prassi con lo scopo di promuovere un utilizzo sicuro, attivo, creativo e consapevole della tecnologia. Così, in una stessa scuola, in uno stesso istituto comprensivo, a volte in uno stesso comune, le regole sono condivise, l’unione fa la forza. Nella provincia di Treviso, il primo Patto digitale di comunità è stato avviato nel territorio di Silea nel 2022, coinvolgendo l’Amministrazione comunale e l’Istituto comprensivo. Con il passaparola e la condivisione i Patti avviati, a oggi, in Veneto sono 48.
A Treviso sono 15 (Casier, Cordignano e Orsago, Mareno di Piave e Vazzola, Mogliano Veneto, Oderzo, Quinto e Morgano, Resana, Riese Pio X, San Polo di Piave - Cimadolmo - Ormelle, Segusino, Silea, Treviso IC3, Treviso IC Serena, Vidor, Zero Branco), con almeno altri 5 in partenza.
Tre incontri a Treviso
Tra settembre e ottobre, hanno organizzato l’evento “Crescere bene insieme nel digitale”, tre giornate dedicate all’uso consapevole dei device, cioè telefonini, computer, smartphone e videogiochi, al Centro della Famiglia di Treviso.
Il primo appuntamento, sabato 5 settembre, ha visto uno scambio di buone pratiche fra i genitori coinvolti nelle diverse esperienze. Si sono confrontati tra loro per far emergere le istanze da presentare agli incontri successivi. Il 19 settembre le richieste sono state fatte alle istituzioni, in primis quella di istituire una campagna informativa regionale che coinvolga tutte le famiglie del Veneto, per rendere noti i rischi dell’esposizione precoce dei bambini ai device.
In questo giocherebbero un ruolo fondamentale i pediatri di libera scelta: gli appuntamenti obbligatori dei bilanci di salute sono, infatti, occasioni preferenziali per verificare la sensibilità verso l’educazione digitale. Sul tavolo anche la proposta di iniziare la sensibilizzazione fin dai corsi pre-parto, al fine di disincentivare comportamenti che interferiscono con la relazione madre-figlio, come l’utilizzo del cellulare durante l’allattamento.
Sono necessarie risorse specifiche per la creazione di nuovi Patti digitali di comunità. Infine, bisognerebbe individuare i servizi territoriali e le associazioni competenti, evitando che i genitori debbano cercare autonomamente a chi rivolgersi in caso di difficoltà legate alla gestione del digitale con i propri figli.
L’impegno delle Istituzioni
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha risposto con un preciso impegno: “Solo la conoscenza può generare una reazione: per questo la Regione metterà a disposizione dei fondi per la formazione e la sensibilizzazione su questo importante tema, che deve essere affrontato in modo interistituzionale e capillare su tutto il territorio regionale”.
Altrettanto ha fatto Francesca Caccin, assessora a Mogliano Veneto: “Noi, come Conferenza dei sindaci di Treviso, vogliamo fare da ponte tra famiglie, scuola e mondo della salute per costruire regole condivise e restituire ai giovani un tempo di crescita sano e reale”.
La giornata del 3 ottobre è stata dedicata al mondo della scuola, con l’intervento, tra gli altri, della professoressa Luisa Celeghin dell’Ufficio scolastico territoriale di Treviso, la quale ha chiarito come la scuola abbia provveduto a prendere precise contromisure, dopo un monitoraggio delle dipendenze, tra le quali è compresa quella digitale.
Le regole sono state rafforzate. In classe non può mai esserci il cellulare, neppure durante l’intervallo. Le scuole stanno provvedendo ad aggiornare i regolamenti e i patti educativi. Importante novità è che, da quest’anno, ogni scuola ha un docente responsabile per l’intelligenza artificiale e il digitale.



