mercoledì, 04 marzo 2026
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Francesco: i rifugiati sono nostri fratelli

Sul palco dell'udienza generale il Papa con un gruppo di giovani rifugiati

Per l’ultima udienza generale prima della pausa di luglio – mercoledì prossimo il Papa celebrerà nella basilica di San Pietro la Messa per i santi apostoli Pietro e Paolo – Francesco ha riservato ai 15mila fedeli presenti in piazza una sorpresa: per la prima volta, ha pronunciato tutta la catechesi insieme ad un gruppo di rifugiati, della Caritas di Firenze, che dopo averlo accompagnato nell’ultimo tratto che come di consueto percorre a piedi, verso il sagrato, si sono accovacciati ai lati sul palco e hanno issato il loro striscione, scritta blu in campo bianco: “I rifugiati per un futuro insieme”. I rifugiati “sono i nostri fratelli”, ha detto il Papa, che al termine dell’udienza ha salutato i suoi ospiti uno per uno. Sembra ormai diventata quasi una consuetudine far salire a bordo della “papamobile” i bambini: oggi erano quattro, due maschietti e due femminucce, vestiti con gli abiti della loro Prima Comunione. In piazza san Pietro, infine, hanno fatto la loro comparsa anche le moto: duecento motociclisti, infatti, sono giunti da Cracovia per “consegnare” al Papa il logo della Giornata mondiale della gioventù, a un mese dall’atteso appuntamento. Al centro della catechesi, dedicata al miracolo della guarigione del lebbroso, una “confidenza personale”: “Alla sera, prima di andare a letto, prego con questa breve preghiera: ‘Signore, se vuoi, puoi purificarmi’. E prego con cinque Padre Nostro, uno per ogni piaga di Gesù, perché Gesù ci ha purificato con le piaghe”. “Potete farlo anche voi da casa vostra”, l’invito a braccio: “Fatelo, prima di andare a letto, tutte le sere”. “La grazia che agisce in noi non ricerca il sensazionalismo”, anzi “di solito si muove con discrezione e senza clamore”, spiega Francesco: “Pensiamo alle nostre miserie, ognuno ha la propria”, l’invito finale aggiunto ad una ammonizione: “Quante volte la copriamo con l’ipocrisia delle buone maniere”.

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