Certo è che nessun capo di Stato ha mai osato tanto.
Il Papa ha denunciato quel delirio di onnipotenza...
“Esortiamo l’Ue e i suoi Stati membri a continuare ad agire in modo unito e con determinazione: intensificando il loro impegno diplomatico, politico e umanitario per proteggere la dignità umana, sostenere il diritto internazionale e appoggiare iniziative inclusive di costruzione della pace, garantendo che le voci di tutti, comprese le comunità religiose, siano ascoltate e i loro diritti rispettati”. E’ l’appello, diffuso martedì 28 aprile, dei vescovi dell’Unione europea, riuniti a Cipro dal 22 al 24 aprile per l’assemblea plenaria di primavera della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece), svoltasi a Nicosia nel contesto della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea. I vescovi delegati hanno adottato una Dichiarazione dal titolo “Un appello urgente a cercare la pace e a perseguirla”, in cui esprimono la loro preoccupazione per la sorte di “tutti coloro che soffrono a causa della violenza devastante, dell’instabilità e dell’ingiustizia in Terra Santa, in Libano, in Iran e nella più ampia regione del Medio Oriente”. “Portiamo nei nostri cuori e nelle nostre menti in modo speciale l’Ucraina, il Sudan, così come altre parti del mondo che subiscono il male della guerra e della violenza. Siamo profondamente rattristati da queste tragedie che causano la perdita di innumerevoli vite umane, distruzione diffusa e crisi umanitarie che colpiscono tante famiglie”.
I vescovi richiamano quindi l’Unione europea a un maggiore protagonismo nel campo della diplomazia e dei negoziati. “L’Unione europea - affermano i vescovi -, nata come progetto di pace, ha la responsabilità particolare di agire come forza credibile per la pace e promotrice attiva della stabilità e del dialogo in tutta la regione mediorientale, contribuendo al contempo alla sicurezza marittima ed energetica e agli sforzi di non proliferazione nucleare nell’ambito di un processo di pace globale”. Allo stesso tempo, aggiungono, “l’Unione è chiamata a esercitare solidarietà con gli Stati membri colpiti dall’instabilità regionale e a rispondere adeguatamente alle ripercussioni di questi conflitti all’interno delle società europee, in particolare per quanto riguarda la promozione della coesione sociale e la gestione dell’aumento del costo della vita”.
Nella Dichiarazione i vescovi parlano anche dell’esperienza vissuta a Cipro, “terra caratterizzata da un ricco patrimonio culturale e religioso, ma anche da una storia che continua a portare le ferite della divisione, ci viene ricordata l’importanza di sforzi costanti verso la costruzione della fiducia e la riconciliazione. Siamo stati profondamente commossi dalla testimonianza delle comunità maronite nella parte settentrionale dell’isola, la cui presenza continua è importante per promuovere il dialogo e contribuire a una cultura dell’incontro”.