sabato, 13 luglio 2024
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All’istituto Besta di Treviso tanti progetti per contrastare la dispersione scolastica

Grazie a fondi Pnrr e docenti preparati. “Non guardiamo solo alla didattica, ma lavoriamo anche sulla persona, sugli aspetti psicologici e relazionali”, spiega la dirigente scolastica, Renata Moretti

Quando parliamo genericamente di scuola, nei discorsi al bar, spesso tendiamo a enfatizzarne le carenze e le debolezze. Eppure esistono molte esperienze positive nelle scuole, anche del nostro territorio, che meriterebbero di essere raccontate di più. Come nel caso dell’istituto professionale Fabio Besta di Treviso, dove oggi esistono molteplici indirizzi (Servizi commerciali per la web community, Servizi commerciali design per la comunicazione visiva e pubblicitaria, Servizi per la sanità e l’assistenza sociale, Servizi culturali e dello spettacolo, Servizi socio-sanitari), istituto che, grazie ai fondi del Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza, è riuscito a mettere in campo il “Progetto Abc - A better chance, per prevenire la dispersione scolastica”, che sta dando ottimi risultati.

“Grazie a questi fondi e a questa progettualità ampia – dichiara la dirigente del Besta di Treviso, Renata Moretti – stiamo svolgendo molte attività: dai doposcuola a incontri individuali di orientamento, compresi laboratori innovativi che spaziano dalla robotica, alla mindfulness, danceability, ora anche un corso di murales. Inoltre, in queste settimane abbiamo aperto uno sportello di riorientamento per chi deve cambiare scuola superiore dopo un anno, che ha riscosso da subito un grande apprezzamento. Perché, come istituto, non guardiamo solo all’aspetto didattico in senso stretto, ma lavoriamo anche sulla persona, sugli aspetti più prettamente psicologici e relazionali, per aiutare gli adolescenti a rafforzarsi e avere più strumenti e frecce al proprio arco, per costruire bene il proprio progetto di vita, cominciando dalla scelta della scuola giusta. Se riusciamo a proporre un’offerta formativa così ampia e qualificata, lo facciamo in virtù dei fondi che ci sono stati assegnati, ma anche grazie al valido staff di docenti che ho la fortuna di coordinare”.

Lo sportello di riorientamento scolastico

L’iniziativa è rivolta agli studenti di classe prima delle scuole superiori del territorio, che hanno compreso di aver sbagliato la scelta della scuola secondaria. Lo sportello, che ha già registrato il tutto esaurito, è gestito da esperti orientatori e psicologi, è gratuito e aiuta i ragazzi, ma anche le loro famiglie, che hanno la necessità di cambiare istituto scolastico.

“Lo sportello ha iniziato a funzionare il 30 maggio scorso e proseguirà per tutto il mese di giugno, nella sede dell’Istituto Besta di Treviso, - spiega la dirigente Moretti -, in borgo Cavour 33. Fornisce una serie di colloqui, con esperti orientatori e psicologi, per sostenere gli studenti che nel primo anno di scuola secondaria di secondo grado, abbiano riscontrato difficoltà scolastiche o vissuto situazioni di fatica e disagio e stiano ripensando alla loro scelta. In questa fase conclusiva dell’anno scolastico, per alcuni di loro, si potrebbe rendere necessario progettare un riorientamento verso altri istituti. Gli incontri con gli esperti dello sportello aiutano i ragazzi ad affrontare e approfondire le proprie difficoltà, decidendo con maggiore consapevolezza e serenità il proprio percorso scolastico-professionale. Una serenità che si trasmette anche ai genitori”.

Laboratori di danceability e murales

Fra le altre varie proposte extracurricolari, alle quali gli studenti del Besta possono accedere in modo spontaneo e volontario, ci sono anche i laboratori di danceability, avviati già lo scorso anno, e quello di murales.

“La danceability è una tecnica di danza che si rivolge a tutti, con o senza disabilità. Nata negli Stati Uniti a inizio anni ’90 - commenta la responsabile del progetto del Besta, Laura Ragazzo - è una disciplina che coinvolge persone con e senza disabilità, offrendo loro possibilità d’incontro e di scambio nella danza, grazie alla tecnica dell’improvvisazione. Si basa sul rispetto e sull’ascolto dell’altro, attraverso il dialogo fisico. Qui da noi il corso dura una decina di incontri, di un’ora e mezzo ciascuno, per un gruppo di massimo 22 fra ragazze e ragazzi. E’ una proposta gestita da docenti qualificati e abbiamo potuto apprezzare i vantaggi che offre, poiché è una disciplina che aiuta a prendere consapevolezza del proprio corpo e della relazione con l’altro, aiutando a gestire meglio le emozioni e le ansie, che dopo il Covid si sono amplificate”.

Un altro progetto scolastico interessante è quello del murales, che si sta svolgendo in queste settimane, grazie al quale gli studenti stanno decorando una parete della sede del Besta di via Medaglia d’oro. “Dalla progettazione, allo sviluppo della creatività, al lavoro di gruppo - aggiunge la docente responsabile Ragazzo - è una opportunità aggiuntiva che offriamo ai nostri studenti, per apprendere, imparare a collaborare e scoprire qualcosa in più di sé”.

Insomma, tante attività pensate per una scuola attenta ai ragazzi, ai loro bisogni e alle loro specificità, il più possibile inclusiva, che diminuisce lo spettro della dispersione scolastica.

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