giovedì, 09 aprile 2026
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Costi della guerra, l’allarme di Coldiretti Treviso: “L’Europa intervenga”

Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso, esprime tutta la sua preoccupazione di fronte alle stime su questo primo mese di conflitto

L’aumento incontrollato di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori di produzione legato alla guerra in Iran sta costando fino a 200 euro a ettaro alle aziende agricole e con i principali input di produzione che sono lievitati di oltre il 30% rispetto al periodo per conflitto, mettendo a rischio le coltivazioni agricole e la sovranità alimentare del Paese”. Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso, esprime tutta la sua preoccupazione di fronte alle stime su questo primo mese di conflitto del Centro Studi Divulga destinate a diventare ancora più pesanti. Coldiretti chiede misure urgenti dall’Europa per evitare che la crisi dilaghi. Alla Ue gli agricoltori sollecitano un segnale forte rispetto a un atteggiamento che sino ad oggi ha visto la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen e alcuni commissari scaricare di fatto sui singoli Paesi il compito di affrontare una crisi che rischia di mettere in ginocchio interi comparti produttivi.

“L’Europa deve dimostrare – sottolinea Polegato – di esistere economicamente e soprattutto politicamente. In un mese di guerra i costi per il settore dell’olio d’oliva sono cresciuti di 205 euro a ettaro di uliveto, secondo le stime di Divulga, mentre per i cereali sono balzate mediamente di almeno 65-80 euro ad ettaro, con picchi fino a 200 euro per la coltivazione del mais, che si ripercuote anche sugli allevamenti incidendo sull’alimentazione del bestiame. “Anche produrre una tonnellata di latte costa alle stalle 40 euro in più rispetto a prima, mentre per il comparto suinicolo i costi aggiuntivi di queste settimane di guerra si aggirano sui 25 euro a capo allevato – continua Polegato - Bilanci in rosso anche nei frutteti dove gli incrementi stimati nelle prime settimane di guerra si stanno traducendo in aumenti fino a 35 euro a tonnellata. Ma a soffrire sono anche il florovivaismo e il vino”.

I listini dei fertilizzanti sono saliti alle stelle, come nel caso dell’urea, che è arrivata a toccare quota 815 euro a tonnellata (ben 230 euro in più rispetto a fine febbraio, +40%), avvicinandosi pericolosamente ai livelli segnati con scoppio della guerra in Ucraina. Sono “esplosi” anche i prezzi del gasolio agricolo passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,38 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario. “Uno scandalo che ha portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni – continua il Presidente di Coldiretti Treviso - Aumenti di energia e trasporti rischiano di ridurre i margini delle imprese agricole e trasferirsi sui prezzi al consumo, come già avvenuto dopo l’inizio della guerra in Ucraina, considerato che l’88% dei cibi viaggia su gomma.

In tale ottica è importante il recupero di 10 miliardi di fondi della Pac, la Politica agricola comune che il Governo, sulla spinta delle mobilitazioni della Coldiretti è riusciti a riportare a casa scongiurando i tagli previsti dalla Commissione Ue. Ma con la crisi che rischia di aggravarsi è necessario mettere in campo urgenti misure di sostegno alle imprese agricole, impegnate a garantire la produzione alimentare in condizioni sempre più complesse e a prezzo di grandi sacrifici.

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