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Castelfranco, i Due Mulini diventano spazio aperto ai ragazzi
Apre a Castelfranco un posto che, ogni pomeriggio d’ora in poi, si riempirà di ragazzi, c’è da scommetterci: qualcuno con lo zaino ancora sulle spalle oppure con la musica nelle cuffie, all’inizio solo per vedere chi c’è, poi per partecipare a qualche iniziativa o proposta. È DesTEENazione – Desideri in azione, il progetto che ha appena preso il via a Castelfranco Veneto e che vuole diventare un punto di riferimento stabile per gli 11–21enni del territorio. Un luogo semplice, aperto, dove si può entrare senza appuntamento e senza sentirsi giudicati: per stare insieme, crescere, sperimentare idee e acquisire competenze, trovare adulti che ascoltano e altri giovani con cui condividere un pezzo di strada.
Le attività si svolgono ai Due mulini, dal lunedì al venerdì, dalle 14.30 alle 19, in uno spazio che ricorda più un laboratorio creativo che un servizio formale. Una sorta di Progetto giovani 2.0. Qui, i ragazzi trovano proposte, attività educative, momenti di gruppo, orientamento, supporto emotivo e occasioni per scoprire talenti che spesso non sanno di avere. Tutto gratuito, libero, pensato per loro.
Dietro questa quotidianità c’è però un progetto molto più ampio. DesTEENazione è parte di una strategia territoriale che coinvolge l’Ats Ven_08 e che ha ottenuto un finanziamento significativo dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nell’ambito del programma nazionale inclusione e lotta alla povertà 2021–2027, con fondi europei Fse+ e Fesr. La documentazione ufficiale conferma un investimento complessivo di oltre 4 milioni di euro: 3,58 milioni destinati alle attività educative e sociali, e 417 mila euro per la riqualificazione della futura sede stabile del progetto, che sorgerà nell’ex caserma della Guardia di Finanza di via Damini, a pochi passi dal Centro Due mulini.
La scelta di partire subito, prima dell’apertura della sede definitiva, è stata voluta: il territorio aveva bisogno di un luogo per i giovani adesso, non “più avanti”. Negli ultimi anni sono emerse fragilità crescenti: isolamento, difficoltà relazionali, dispersione scolastica, ansia rispetto al futuro. DesTEENazione risponde con una proposta che intreccia aggregazione, educativa di strada, accompagnamento psicologico, sostegno alle famiglie, percorsi di orientamento e tirocini di inclusione. Una rete che vuole essere presente nei momenti quotidiani, non solo nelle emergenze e che vede tutte le principali organizzazioni del territorio a diverso livello coinvolte: l’Rti che lo gestisce, poi, è composta dalla capofila Kirikù, dalla cooperative La Esse, L’Incontro e Cinque più.
“Il progetto punta a costruire una vera comunità educante - si legge nelle nota di presentazione -, coinvolgendo scuole, associazioni, servizi sociali, famiglie e gli stessi ragazzi, che saranno chiamati a progettare attività, proporre idee, immaginare nuovi spazi. Non destinatari, ma protagonisti”. Intanto, ai Due mulini, il progetto accende i motori. C’è chi viene per fare i compiti, chi per suonare, chi per parlare con un educatore, chi per partecipare ai laboratori, chi semplicemente per non stare da solo. E questo, per molti, è già un cambiamento enorme: un luogo dove sentirsi parte di qualcosa, dove la crescita non è un percorso solitario ma condiviso.



