Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Indice territoriale di rischio evolutivo per allenarsi alla continuità
Nasce il nuovo Indice territoriale di rischio evolutivo (Itre) dedicato a misurare l’evoluzione e a preservare la continuità d’impresa nell’artigianato trevigiano. È l’obiettivo del progetto Evolution On – Misurare Allenare e Costruire la crescita dell’impresa, lanciato da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana con il contributo di Ebav, che sarà presentato il 15 settembre alle ore 18, nell’azienda I.Sens di Fontane di Villorba e prosegue l’iniziativa “Andare oltre – Allenarsi alla continuità”. “Puntiamo ad affrontare la continuità d’impresa”, spiega il presidente Armando Sartori, «in modo sistemico, non limitandoci all’accompagnamento dei singoli casi, ma costruendo un dispositivo territoriale permanente di analisi, prevenzione e attivazione di soluzioni».
L’Indice Territoriale di Rischio Evolutivo sarà uno strumento strutturato di analisi territoriale e prevenzione della discontinuità che misurerà quali competenze non risultano trasferite o documentate, quali imprese non hanno attivato processi di pianificazione, quali settori presentano una concentrazione di imprenditori prossimi a un’uscita dall’attività.
“Si tratta di un modello di autovalutazione - precisa Michele Gorin, ceo di Vitruvio Consulting partner del progetto -, che consente di attribuire livelli di vulnerabilità alle imprese, identificare priorità di intervento, distinguere tra rischio anagrafico, rischio organizzativo e rischio sistemico. Strumenti necessari per strutturare un sistema territoriale capace di prevenire situazioni critiche e di attivare percorsi di accompagnamento in modo tempestivo”.
In provincia di Treviso si stima che oltre 8.000 imprese siano prive di un erede designato o di un piano di continuità strutturato con il rischio di cessazione nei prossimi cinque anni a causa dell’età del titolare. Gli imprenditori / amministratori over 60 rappresentano circa il 25% del totale nel settore artigiano e manifatturiero. Solamente il 7,5% delle imprese trevigiane è attualmente guidato da under 40.
Inoltre, mentre la trasmissione intra-familiare va a buon fine nel 63,7% dei casi, il tasso di successo crolla drasticamente nelle cessioni a dipendenti o a terzi esterni, dove solo il 30% delle aziende porta a termine la trattativa. Il 25,9% delle imprese che chiudono la propria attività nel bacino trevigiano presenta un’età media aziendale inferiore o pari a 5 anni dall’avvio delle attività.
“Quelle 8.000 imprese senza un successore non sono solo un numero - sottolinea il presidente Armando SartorI -, dietro ci sono decenni di relazioni con i clienti, tecniche di lavorazione, reti di fornitori che rischiano di scomparire insieme all’attività. Per questo l’Indice non si limiterà a fotografare il fenomeno, ma sarà la base per un sistema di matching tra imprese in cerca di continuità e potenziali subentranti, giovani, altri imprenditori interessati a rilevare un’attività già avviata, a fondersi”.
“Siamo in ritardo e i dati lo confermano e sono preoccupanti - mette in guardia il presidente Armando Sartori -. La questione investe l’intero sistema imprenditoriale. Probabilmente siamo anche un po’ vittime della passione e dell’amore che investiamo nell’impresa. C’è anche un muro culturale da vincere, per questo sosterremo le imprese in questo passaggio delicato, ma necessario”.



