Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Papua Nuova Guinea, una Chiesa "bambina"
Lo ha raccontato il vescovo di Bereina, mons. Otto Separy, recentemente ospite della nostra diocesi
Geograficamente, siamo dalla parte opposta del mondo: Papua Nuova Guinea, il Paese che funge da cerniera tra l’Asia e l’Oceania, della quale fa parte. In mezzo al Pacifico, ricca di foreste, abitata da un crogiuolo di popolazioni e lingue (ben ottocento), Papua Nuova Guinea vive sulla sua pelle gli effetti del cambiamento climatico e, in particolare, dell’innalzamento degli oceani.
E anche dall’altra parte del mondo c’è una Chiesa, una giovane Chiesa, che vive le questioni dell’annuncio del Vangelo, dell’inculturazione, delle vocazioni, della trasmissione della fede, della difesa del creato. Una Chiesa che sentiamo vicina per la presenza di due religiose del nostro territorio diocesano, suor Anna Pigozzo di Noale e suor Giovanna Bordin di San Gaetano, che operano assieme a un’altra trevigiana, suor Anna Piccolin di Bigolino (Valdobbiadene). Tutte sono appartenenti alla Fraternità della Trasfigurazione, che ha sede a Vercelli. Suor Anna, in particolare, è la segretaria del vescovo, mons. Otto Separy, il quale, approfittando della presenza in Italia per la visita ad limina, in Vaticano, della sua Conferenza episcopale (che comprende il territorio di Papua Nuova Guinea e delle Isole Salomone), ha visitato Noale, ospite dei genitori di suor Anna, Guido e Graziana, e poi Treviso (dove ha incontrato il vescovo Michele Tomasi e ha visitato il Centro missionario), San Gaetano e altre località della diocesi, incontrando vari gruppi missionari. “Sono molto contento - ci dice mons. Separy - del servizio che stanno svolgendo le suore, soprattutto a livello educativo e di accoglienza. Qui il 50% dei giovani è analfabeta. L’indipendenza del nostro Paese ha portato con sé una forte fragilità sociale”.
Con mons. Separy parliamo della vita ecclesiale della diocesi di Bereina. “Siamo, per certi aspetti, una Chiesa bambina, rispetto alle Chiese adulte che ci sono in Europa. Stiamo rafforzando la pastorale vocazionale, in Vaticano abbiamo anche parlato di rafforzare i protocolli di prevenzione rispetto a eventuali abusi”.
I battezzati, nel Paese, sono circa 10 milioni, corrispondenti al 40% della popolazione. Quella cattolica è la Chiesa più diffusa, pur convivendo con altre numerose confessioni cristiane: “C’è una forte pluralità, anche a causa della diversità culturale e linguistica. Nella mia diocesi, su 20 mila abitanti, circa 10 mila sono cattolici”. La popolazione vive in villaggi spesso sperduti tra le montagne, e nel territorio esiste una sola strada praticabile per le auto. “Walk, walk, walk”, esclama sorridendo il vescovo, in inglese. “L’unica possibilità per incontrare la gente è camminare tanto, andare a piedi tra le montagne”. Una sfida, quella dell’evangelizzazione, resa più impegnativa dalle difficoltà linguistiche. Sono principalmente quattro i dialetti parlati a Bereina, sugli 800 esistenti nel Paese. “Puntiamo soprattutto sui catechisti e sui giovani, sulla loro formazione”.
Non sono poche le emergenze sociali e ambientali: “L’economia è di sussistenza, ci sono molti poveri. L’unica presenza, per i servizi educativi, sanitari, per la solidarietà verso i poveri, arriva dalla Chiesa. Ed è fondamentale, per garantire il tessuto sociale, il ruolo delle donne, dato che spesso gli uomini non lavorano. Stiamo tentando di cambiare la mentalità diffusa, che favorisce lo sfruttamento delle donne. A livello ecclesiale, il Sinodo si sta rivelando una possibilità per il loro coinvolgimento”.
Tante, come si diceva, anche le sfide ambientali. “In Papua Nuova Guinea e nelle Salomone abbiamo isole che letteralmente spariscono per l’innalzamento degli oceani, avvertiamo sulla nostra pelle il cambiamento climatico - afferma il vescovo -. Inoltre, la popolazione costiera è fortemente danneggiata dalla pesca intensiva portata avanti dai pescherecci illegali provenienti dalla Cina, un problema diffuso nel Pacifico”.



