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Arte e chirurgia si incontrano a Treviso
Lectio magistralis di Goldin prologo della celebrazione dei venticinque anni del Meeting che il 15 e 16 giugno vedrà riuniti al Centro studi Lorenzon specialisti da tutto il mondo
Cos’hanno in comune la pennellata di Van Gogh sulla tela e la sutura del chirurgo su una ferita? Entrambi lasciano un segno. Entrambi, in modi diversi, possono essere cura. È da questa intuizione che nasce l’evento speciale che inaugurerà, raccontando la bellezza che cura, il XXV Meeting Internazionale di Chirurgia Epatobiliopancreatica di Treviso, in programma a Treviso il 15 e 16 giugno.
Per celebrare il traguardo dei venticinque anni del congresso e gli importanti risultati raggiunti in termini di ricerca, innovazione e confronto scientifico internazionale, l’Unità operativa complessa della Chirurgia 1 dell’ospedale Ca’ Foncello, diretta dal dr Marco Massani, ha scelto di aprire i lavori con una riflessione sul significato più profondo della cura, affidandola alla voce di Marco Goldin e alle note del maestro Remo Anzovino.
Domenica 14 giugno alle 17.30, nell’auditorium dell’Istituto Pio X, andrà in scena “ANIMA UNA. Arte e Chirurgia. Raccontare la Bellezza che cura”, incontro aperto alla cittadinanza che vedrà protagonista uno dei più autorevoli storici dell’arte italiani, in una collaborazione di particolare valore culturale e simbolico. Goldin guiderà il pubblico nella lectio magistralis “Van Gogh e il disegno. Segno e sutura come cura”, un percorso originale e coinvolgente che esplora le sorprendenti affinità tra il gesto artistico e quello chirurgico, tra la ricerca della bellezza e la ricerca della guarigione. Ad accompagnare il racconto sarà il pianoforte del maestro Remo Anzovino.
“L’iniziativa - spiega il dr Massani - nasce dalla volontà di sottolineare come la medicina contemporanea debba continuare a custodire una profonda dimensione umana, nella quale la cura della persona passa anche attraverso l’attenzione alla sensibilità, alle emozioni e alla bellezza”.
Il congresso, oltre a proporre in apertura l’inedito quanto coinvolgente evento culturale, rappresenterà un momento di confronto importante a livello scientifico. Avviato venticinque anni fa grazie all’intuizione del professor Nicolò Bassi, in collaborazione con il professor Leslie H. Blumgart del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York e con il professor Davide D’Amico dell’Università di Padova, il Meeting è diventato negli anni uno degli appuntamenti più autorevoli del settore a livello internazionale.



