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Marcon, festa per la prima messa di don Francesco Tesser: “A servizio di Parola e Pane”

Grande partecipazione per la comunità parrocchiale. Don Giancarlo Pavan ricorda la connessione tra la Parola e l’altare eucaristico

Domenica scorsa è stata una giornata di festa e di grande partecipazione per la comunità parrocchiale dei santi Patroni d’Europa di Marcon, in occasione della prima messa del novello sacerdote diocesano don Francesco Tesser.

Allietata da un coro davvero vivace e ben preparato, c’è stata una lunga processione, guidata dai parroci in solido, don Silvano Filippetto e don Dario Magro, con i tanti amici presbiteri che non hanno voluto mancare alla sua prima celebrazione nella sua parrocchia di origine.

Don Giancarlo Pavan, docente e collaboratore pastorale di Sambughè e Preganziol, nonché originario di Marcon come il novello sacerdote, nella sua omelia ha detto: “Molti, entrando in chiesa, sono rimasti perplessi dalla disposizione dell’ambone e dell’altare. Questa nuova sistemazione dello spazio celebrativo è un unicum nella nostra diocesi. Oggi, proprio in questa chiesa, nella solennità della SS. Trinità, don Francesco presiede per la prima volta l’Eucaristia e quindi mi permetto di usare questo spazio per fare la mia omelia. Mi piace pensare a questo spazio come un’ellisse che ha due fuochi, la Parola e l’altare, che si guardano: la mensa della Parola e quella eucaristica sono intimamente connesse, non ci può essere l’una senza l’altra. Pensateci: quando ci sediamo a tavola per pranzare, ci vuole il cibo, ma sarebbe triste e incompleta anche una tavola imbandita ma silenziosa... quindi senza la Parola di Dio fatta carne non avremmo il Pane eucaristico. Caro don Francesco - l’invito di don Giancarlo - mettiti a servizio quotidianamente della parola e del pane dell’Eucaristia, ma, ricordati, che questi due non sarebbero due fuochi di questo speciale “ellisse” se non ci fosse attorno il popolo di Dio, tutti noi. Il dono della Parola e dell’Eucaristia sono per noi, per la Chiesa, per nutrire ogni comunità. Tutti siamo chiamati a nutrirci dell’ascolto della Parola e dell’Eucaristia: tu sei chiamato a farlo nel mistero del sacerdozio e con quel Dio che è Trinità”. Ha concluso il sacerdote, rivolgendosi a don Francesco: “Cammina con lui al tuo fianco e riempiti del suo amore; diventane strumento per il mondo, per una Chiesa, fatta di cristiani, che non è perfetta, anche se vorrebbe esserlo, ma fatta di uomini e donne imperfetti, ma pienamente amati dal Signore, perdonati e riconciliati. Ricordati che, quando celebri l’Eucaristia, ci sono anche i santi in questo mistero straordinario e quanti sono già in cielo, come tuo padre Adriano, che oggi è in mezzo a noi”.

Don Francesco, prima della benedizione finale, ha salutato e ringraziato anzitutto il Signore e la sua famiglia, la madre, il fratello e la sorella, suor Giuliana, per averlo sostenuto durante tutto il suo cammino, i sacerdoti e i seminaristi presenti, tra cui anche il rettore del Seminario diocesano, don Luca Pizzato, e il sindaco di Marcon, Matteo Romanello. Con un lungo applauso finale non sono state dimenticate due figure straordinarie che hanno segnato la storia pastorale della comunità: lo storico parroco don Domenico Trivellin e don Claudio Girardi che, con la loro opera pastorale sapiente e appassionata, hanno sicuramente sostenuto e contributo a far nascere le tante vocazioni al presbiterato di questa comunità.

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