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Onigo, prima messa di don Maurizio Castellan, nella sua comunità di origine
È stata la Corale liturgica di Onigo ad animare la prima messa celebrata da don Maurizio Castellan domenica 31 maggio nella chiesa arcipretale di Onigo. Accompagnato da una decina di confratelli sacerdoti, don Maurizio ha fatto il suo ingresso tra due ali di folla di amici e parrocchiani, che attendevano con trepidazione questo straordinario momento.
A ripercorrere il suo cammino vocazionale è stato don Giancarlo Pivato, assistente di Azione cattolica e già educatore di Maurizio in Comunità vocazionale. “La parrocchia di Onigo è stata la vera linfa vocazionale di Maurizio - ha esordito don Giancarlo all’omelia - e qui ha intuito il dono di una vita completa per il Signore, nonostante le sorprese amare e il peso della solitudine sperimentato (ha perso ancora giovane i suoi genitori, Raffaela e Mario). Oggi la chiesa di Onigo è in festa con la chiesa celeste, dove Raffaela e Mario hanno un posto speciale nel cuore di Maurizio.” Don Giancarlo ha poi illustrato le caratteristiche salienti del sacerdote, che sicuramente farà di tutto affinchè il popolo a cui è inviato possa diventare popolo di Dio per camminare insieme al suo pastore. All’offertorio la comunità di Onigo gli ha fatto dono di un calice appartenuto alla parrocchia e di un camice bianco. Visibilmente commosso anche il parroco di Onigo, don Lino Bertollo, che gli ha rivolto un caloroso saluto anche a nome di don Luigi Mattiazzi, parroco precedente, che ha voluto essere presente alla celebrazione nonostante problemi di salute. “Siamo tutti qui a tifare per te - ha detto don Lino - e a restarti vicino perché tu possa essere un audace seminatore di speranza”.
Prima del saluto dei parenti, è intervenuto anche il sindaco di Pederobba, Marco Turato, dichiarando di essere orgoglioso di avere un concittadino come Maurizio, da sempre a servizio della comunità nella Protezione civile, nell’Azione cattolica e nel Comitato festeggiamenti Onigo.
A rivolgersi al nuovo sacerdote come “don geometra Maurizio” è stato Fabio Pandolfo, a nome del Consiglio pastorale. Utilizzando il linguaggio metaforico dell’edilizia ha ricordato come il Vescovo “gli abbia finalmente dato il certificato di fine lavori”, augurandogli di “ampliare il volume del cantiere di Dio”. Alla fine ha preso la parola don Maurizio per ringraziare con affetto tutti quelli che lo hanno accompagnato nelle sue tappe, a cominciare da mamma e papà.
Non è mancata una nota di colore alla fine della messa, prima del pranzo in oratorio: un trattore guidato dal sindaco ha accompagnato don Maurizio seduto sul carretto, a ricordargli le sane origini contadine nella sua amata terra di Onigo.
A festeggiare con lui, oltre ai familiari, anche i sacerdoti onighesi, don Ado Sartor rettore della Madonna di Rocca e don Davide Menegon parroco di Zero Branco, oltre al parroco di Scorzè, don Stefano Vidotto, dove don Maurizio ha prestato servizio come diacono (foto Comaron).



