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Il nuevo tango di Marcelo Nisinman incontra i talenti dello Steffani
A Buenos Aires, il tango era solo un ballo. Nelle mani di Astor Piazzolla è diventato un grido urbano, una sintesi tra la malinconia del bandoneón e l’energia tagliente del jazz. Oggi, l’eredità di quel “Tango Nuevo” non è un pezzo da museo, ma una materia viva plasmata dal talento di Marcelo Nisinman, compositore e bandoneonista capace di decostruire la tradizione per traghettarla nelle avanguardie contemporanee.
Un respiro profondo. Poi, il mantice del bandoneón si apre come una ferita nel silenzio. È questo il suono che ha cambiato la storia della musica argentina. Se Astor Piazzolla è stato il demiurgo che ha strappato il tango alle balere per portarlo nei teatri di tutto il mondo, il suo connazionale Marcelo Nisinman ne è oggi l’erede più anticonformista. Insieme, passato e presente del tango si fondono, offrendo un viaggio che parte dalla “musica porteña” e si perde nel contrappunto colto e nell’espressionismo moderno.
Proprio così: il tango non ha mai smesso di camminare, ma ha semplicemente cambiato passo. Negli anni ‘50, Astor Piazzolla ha osato sfidare i puristi introducendo dissonanze e contaminazioni, creando un genere che ha fatto epoca. A distanza di decenni, il compositore e bandoneonista Marcelo Nisinman raccoglie questo testimone . Nelle sue opere, le radici di Buenos Aires si scontrano e si uniscono con influenze europee, dando vita a un “Nuevo Tango” che guarda al futuro senza dimenticare da dove è partito.
Marcelo Nisinman è uno dei più grandi virtuosi contemporanei del bandoneón. Nato a Buenos Aires nel 1970, oggi vive a Basilea, in Svizzera.
Marcelo è oggi il ponte perfetto tra la rivoluzione di Piazzolla e i giorni nostri. Il legame tra i due non è solo accademico, ma profondamente personale ed emotivo. Nel 1987, un giovanissimo Nisinman scrisse una lettera a Piazzolla. I due si incontrarono, e il grande maestro, colpito dal suo talento sul bandoneón, lo incoraggiò a studiare composizione. Il rapporto divenne così stretto che lo storico sestetto di Piazzolla si ritrovava a provare proprio a casa della famiglia Nisinman. Nisinman ha preso la malinconia e l’energia elettrica del Nuevo Tango e le ha spinte oltre, verso l’avanguardia contemporanea, con un linguaggio ironico, a tratti tagliente, teatrale e orchestrale. È, a tutti gli effetti, la voce del tango del ventunesimo secolo.
«La chitarra all’interno del mondo della musica da camera fa fatica a entrare per una questione di repertorio- spiega Alberto Mesirca- grazie ad Astor Piazzolla la chitarra ha potuto fare il suo ingresso nella musica da camera di alto rango. Questo concerto, frutto di uan conoscenza ventennale tra me e Marcelo Nisinman, è stato il modo per coinvolgere alcuni degli archi più interessanti dell’Istituto in un programma che esplora l’evoluzione del tango»
Il concerto vede in esecuzione musiche di Astor Piazzolla e Marcelo Nisinman. In scena
Marcelo Nisinman, bandoneon Vikram Francesco Sedona, violino I Greta Manzardo, violino II
Mario Paladin, viola Walter Vestidello, violoncello Filippo Andrisani, contrabbasso Alberto Mesirca, chitarra Olga Gavryliuk, pianoforte
Ingresso libero. prenotazioni a preoduzione2@steffani.it



