martedì, 12 maggio 2026
Meteo - Tutiempo.net

Matto a chi?, festival con la cooperativa Sol.Co

12/05/2026

Dieci anni di teatro, arte, cultura e partecipazione. Dieci anni di relazioni che hanno raccontato la fragilità come risorsa creativa creando nuove occasioni di incontro e crescita. Tutto questo è Robe da Mati, il festival ideato e promosso dalla cooperativa sociale Sol.Co., che nel 2026 celebra la sua decima edizione con “Matto a chi?”, un tema volutamente provocatorio, che è più una risposta in grado di mettere in discussione stereotipi e definizioni di normalità. La rassegna si aprirà il 15 maggio con la consueta e attesa anteprima “È quasi Robe da Mati”, nella sede della cooperativa, con talenti emergenti cantautorali, dj set, visite guidate e street food; proseguirà poi il 5 e il 26 giugno all’auditorium Santa Caterina di Treviso con gli spettacoli di Roberto Mercadini e Arianna Porcelli Safonov, in un’edizione simbolica che segna il consolidamento di uno dei progetti culturali più originali e amati del territorio. La conferenza stampa di presentazione del festival si è tenuta oggi al Comune di Treviso.

Robe da Mati 2026 è organizzato dalla cooperativa Sol.Co. con il contributo istituzionale e organizzativo del Comune di Treviso. L’iniziativa si avvale, inoltre, del patrocinio della Provincia di Treviso, della Regione del Veneto, dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, di Confindustria Veneto Est, della Camera di Commercio di Treviso-Belluno-Dolomiti, di Confcooperative Belluno e Treviso, Csv Belluno Treviso e Centro della famiglia. Sponsor del festival sono Labomar, Bigaran, Consorzio Intesa Cca, Colfert, Banca CMB e Contarina Spa, insieme a Carat Servizi, Vettorello, Sumus, Service Vending e Pizzolato. Robe da Mati fa parte del cartello Rete Eventi della Provincia di Treviso e di Treviso Festival, la rete dei festival culturali della città di Treviso.

È nato nel 2017 come evento celebrativo per i 25 anni di Sol.Co., e oggi rappresenta un punto di riferimento culturale, capace di portare al centro del dibattito pubblico nuove narrazioni sulla salute mentale. Stiamo parlando del festival Robe da Mati, la cui missione negli ultimi 10 anni è stata quella di abbattere lo stigma della fragilità per trasformarla in valore culturale e sociale. Una rassegna unica nel suo genere che ha saputo mettere in discussione stereotipi e pregiudizi, rompere i tabù, creare consapevolezze e, soprattutto, occasioni di incontro e crescita con l’intera collettività.

Dal debutto con Natalino Balasso e Giuliano Scabia, senza dimenticare gli spettacoli di grandi nomi come Dario Vergassola, Lella Costa, Patrizio Roversi, solo per citarne alcuni, Robe da Mati ha preso in prestito il linguaggio dell’arte, del teatro, del dibattito per coinvolgere cittadini, istituzioni, servizi sanitari e imprese in un percorso coerente e comune. Ogni edizione ha aggiunto un tassello: dall’introduzione del premio dedicato alle buone pratiche inclusive, ai percorsi urbani, passando per i talk e le mostre di outsider art. Questa, la decima, non è, quindi, solo un traguardo simbolico per la manifestazione, ma per l’intera comunità che negli anni lo ha sostenuto e fatto crescere.

Il tema scelto sintetizza con forza la traiettoria del festival: “Matto a chi?”. Prima ancora che uno slogan, è una presa di posizione che contesta le etichette e interroga il concetto stesso di normalità. Con ironia e profondità, il titolo invita a riflettere su quanto siano labili i confini tra ciò che viene considerato “normale” e ciò che viene definito “folle”, riportando la salute mentale dentro la dimensione quotidiana delle relazioni, del linguaggio e dello sguardo collettivo.

La decima edizione si aprirà venerdì 15 maggio con “È quasi Robe da Mati”, l’ormai tradizionale anteprima ospitata nella sede di Sol.Co., pensata come momento di condivisione aperto a tutti. Ed è proprio questo l’obiettivo più significativo di Sol.Co.: dare l’opportunità a chi ha vissuto il disagio psichico e chi non lo ha vissuto di incontrarsi alla pari e sentirsi parte di una stessa comunità.

A partire dalle ore 19.00, sostenitori, imprese e cittadini potranno vivere una serata di musica dal vivo, entrando nel cuore della cooperativa, visitando le linee produttive e iniziando a respirare lo spirito del festival. Sul palco si alterneranno la trevigiana Ilaria Dens, e da Roma Iraci e Livia Ferri, giovani talenti emergenti della scena cantautorale contemporanea, prima del dj set finale con The Pitch. Non mancherà anche lo street food di Paprika e le birre artigianali dell’azienda agricola Peralba. “È quasi Robe da Mati” non è soltanto una preview, ma un’occasione concreta per conoscere dal vivo i progetti e le persone di Sol.Co..

Il programma proseguirà poi nel mese di giugno all’auditorium Santa Caterina di Treviso con due appuntamenti di grande rilievo: il 5 giugno alle 21.00 riflettori puntati su Roberto Mercadini, autore e divulgatore tra le voci più autorevoli del teatro di narrazione contemporaneo, con il suo “Felicità for dummies – Felicità per negati”, un monologo intenso e ironico che esplora il senso del vivere attraverso la metafora dell’albero, in una riflessione originale sul significato della felicità.

Il 26 giugno, sempre alle ore 21.00, salirà invece sul palco Arianna Porcelli Safonov, scrittrice e performer nota per il suo sguardo satirico e tagliente sulla società contemporanea, con “Sembrava tanto una brava persona”, reading tratto dal libro “Storie di matti” di Fazi Editore. Uno spettacolo che ribalta con intelligenza e sarcasmo l’idea di follia, mostrando quanto il disagio e le contraddizioni siano parte integrante del vivere comune.

L’assessore regionale con deleghe a Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche Abitative, Paola Roma ha voluto dedicare alcune parole al festival e a Sol.Co.: “Un grande in bocca al lupo a Sol.Co. per questa importante opportunità, che permette di vivere la cultura attraverso un festival e, soprattutto, di contribuire a superare lo stigma legato alla salute mentale. Desidero ringraziarli perché, attraverso tutte le attività che promuovono per l’inserimento lavorativo delle persone, rappresentano un vero fiore all’occhiello del territorio. Il loro impegno aiuta anche le aziende ad avvicinarsi a realtà di questo tipo, favorendo percorsi che restituiscono dignità lavorativa e valore alle persone. Ognuno di noi può attraversare momenti di fragilità, ma è proprio in quei momenti che il lavoro e le opportunità offerte dal terzo settore, dalla cooperazione e dal territorio possono fare la differenza, dando alle persone una concreta seconda possibilità. Li ringrazio inoltre perché, unendo alla dimensione sociale anche quella culturale, riescono a trasmettere quanto il progetto di vita di ciascuno sia fatto di tante sfaccettature: dall’arte alla cultura, fino allo sport”.

“Dare dignità, restituire sorrisi, creare inclusione autentica. E’ questo il valore più profondo del lavoro che Luciana Cremonese e tutta Sol.Co. portano avanti ogni giorno con straordinaria sensibilità e concretezza”, dichiara il sindaco di Treviso Mario Conte. “Robe da Mati rappresenta un esempio prezioso di come la cultura possa diventare occasione di incontro, riflessione e condivisione, aiutando la comunità a guardare oltre gli stereotipi e a riconoscere nella fragilità una dimensione profondamente umana. In questi dieci anni il festival è riuscito a costruire un dialogo aperto e sempre partecipato attorno a temi fondamentali per la crescita civile della nostra città”.

“Festival come Robe da Mati sono fondamentali perché creano spazi in cui le persone possono incontrarsi, confrontarsi e riflettere insieme, utilizzando anche l’ironia e la leggerezza come strumenti di consapevolezza, senza mai banalizzare, anzi valorizzando, temi delicati come il disagio psichico e la salute mentale”, aggiunge l’assessore alla Città inclusiva Gloria Tessarolo. “È proprio questa la forza del festival, quella di riuscire a parlare a tutti con un linguaggio accessibile e coinvolgente, stimolando uno sguardo più attento, inclusivo e rispettoso verso l’altro e verso le fragilità che attraversano la nostra società”.

“Dieci anni fa Robe da Mati nasceva con l’obiettivo di aprire uno spazio nuovo di confronto sulla salute mentale. Oggi questo traguardo rappresenta per noi molto più di un anniversario: è la conferma di un percorso che, anno dopo anno, ha contribuito a cambiare lo sguardo sul disagio psichico e sociale, creando occasioni di incontro, consapevolezza e inclusione reale” – dichiara Luciana Cremonese, presidente di Sol.Co. – “In questi dieci anni il festival è cresciuto insieme alla nostra cooperativa e al territorio, grazie al sostegno di istituzioni, partner e cittadini che hanno creduto nel valore di questo progetto. Guardando al futuro, vogliamo continuare a far evolvere Robe da Mati come luogo culturale aperto, contemporaneo e capace di intercettare temi sociali sempre più urgenti, coinvolgendo nuove generazioni, nuovi linguaggi e nuove reti di collaborazione. Perché parlare di salute mentale oggi significa parlare della qualità delle nostre comunità e del futuro della società.”

“Accogliere il ruolo di direttore artistico di Robe da Mati è per me motivo di grande gratitudine ed emozione, soprattutto in un’edizione così significativa come quella del decennale” – dichiara Nicolò Martin – “Il tema scelto per questa edizione, ‘Matto a chi?’, rappresenta perfettamente l’identità del festival. Per celebrare questi dieci anni abbiamo voluto costruire un programma con artisti di rilievo nazionale, figure capaci di affrontare temi complessi con profondità e ironia. Allo stesso tempo, la volontà di aprire sempre di più il festival alle nuove generazioni emerge già dall’anteprima ‘È quasi... Robe da Mati’, con la scelta di coinvolgere giovani talenti della scena musicale contemporanea. Credo che oggi Robe da Mati possa definirsi a tutti gli effetti un festival pop, nel senso più alto del termine: aperto, accessibile, trasversale e capace di parlare pubblici diversi senza rinunciare alla qualità culturale. La sfida già da quest’anno sarà renderlo sempre più diffuso e presente nella vita della città, portandolo anche nei quartieri e costruendo un percorso culturale che non si esaurisca nella primavera. Perché la salute mentale non può essere un tema da affrontare in momenti isolati, ma una conversazione continua che riguarda tutti noi.

“Il Dipartimento di Salute Mentale di Treviso - Ulss 2 Marca trevigiana ha una collaborazione attiva da molti anni con Sol.Co. per l’inserimento lavorativo di persone con disagio psichico. I percorsi, fanno parte della realizzazione del Progetto di Vita di utenti in carico al Dipartimento di Salute Mentale e partono dalla socializzazione fino alla possibile assunzione vera e propria in azienda. Questi strumenti sono importanti perché valorizzano l’empowerment degli utenti, migliorano la loro vita secondo il modello di psichiatria di comunità, oltre a essere fondamentali per la lotta allo stigma. Sol.Co accoglie gli utenti e da loro fiducia ed autonomia, valorizzando le persone oltrepassando le problematiche da cui sono affette e ne permette, attraverso il lavoro, la crescita personale . Pertanto non posso che complimentarmi con Sol.Co. per la sua attività e per la maniera con la quale opera, e augurare il meglio per questa nuova edizione del festival”, dichiara Carola Tozzini, Direttrice Dipartimento Salute Mentale Ulss 2 Marca trevigiana.

“Rinnoviamo il nostro ringraziamento a Sol.Co. per l’impegno ormai ultratrentennale per l’inclusione e l’inserimento attraverso il lavoro di molte persone che spesso sono colpite da pregiudizio e in condizione di svantaggio. Sol.Co esprime al meglio il valore sociale delle aziende con la capacità di essere sul mercato e la cultura imprenditoriale che caratterizza questo territorio. Con il Festival Robe da mati si propone con successo anche come soggetto culturale per la città, dando espressione visibile a quegli stessi contenuti che animano il suo impegno quotidiano. Un esempio anche in questo, per porre al centro il ruolo essenziale del lavoro e dell’impresa nel promuovere la crescita di una comunità in tutte le sue componenti anche quelle più vulnerabili”. Walter Bertin, Vicepresidente di Confindustria Veneto Est delegato per il territorio di Treviso.

“Alla Cooperativa Sol.Co. riconosciamo la grande capacità di lavorare in rete, e far dialogare la cooperazione, il privato profit e le amministrazioni comunali. In tempi non sospetti, Sol.Co. aveva capito che questa era la direzione da prendere, per mettere il lavoro e la persona al centro. Non secondaria è l’importanza di abbattere il pregiudizio sul disagio psichico, e comprendere come, attraverso il lavoro, si crea non solo inclusione ma valore aggiunto per la persona e per la comunità tutta. Infine, l’intuizione di veicolare, attraverso linguaggi diversificati come il teatro, la musica, le performance, il tema della follia, superando lo stigma che da sempre rende difficile affrontare questo tema”. La dichiarazione di Marco Toffoli, presidente di Consorzio Intesa.

“Da dieci anni Robe Da Mati contribuisce a costruire una comunità più consapevole e inclusiva, capace di guardare alla salute mentale senza paura né pregiudizi”, dichiara il presidente del CSV Belluno Treviso, Giancarlo Cavallin. “Siamo orgogliosi di patrocinare questo festival che mette al centro le relazioni, la cultura e il valore della partecipazione sociale. Oggi più che mai è necessario creare spazi di incontro e ascolto: secondo una recente indagine del Censis, oltre il 67% degli italiani ritiene che sui disturbi psichici pesino ancora stigma e discriminazione. Iniziative come questa aiutano a cambiare linguaggio e prospettiva, partendo dai giovani, ricordandoci che la fragilità non è un limite, ma una dimensione profondamente umana”.

“La 10ª edizione di Robe da Mati conferma il valore dell’impegno concreto di Sol.Co. nel promuovere percorsi di inclusione e inserimento lavorativo delle persone con disabilità e disagio psichico - sottolinea Luca Sartorato, Presidente di Federsolidarietà Belluno e Treviso. - Crediamo che il lavoro rappresenti molto più di un’opportunità occupazionale: è uno strumento di dignità, autonomia e partecipazione sociale. Ogni esperienza costruita insieme dimostra che ciò che spesso viene percepito come fragilità può trasformarsi in una risorsa preziosa per la comunità, generando competenze, relazioni e valore condiviso. Il Festival stesso è la prova di quanto il lavoro di rete sia fondamentale. La collaborazione tra cooperative sociali, istituzioni, associazioni, operatori culturali e territorio permette di costruire progetti capaci di produrre risultati concreti, importanti e duraturi. Quando le energie si uniscono, nascono percorsi condivisi che rafforzano la comunità e rendono possibile una cultura autentica dell’inclusione.”

Il vicepresidente di Contarina S.p.A., Massimiliano Spagnol sottolineando il valore della collaborazione tra impresa pubblica, territorio e cooperazione sociale spiega come “Nel nostro Bilancio di Sostenibilità abbiamo scelto di mettere al centro valori molto chiari: oltre alla tutela dell’ambiente, la cura delle persone, lo sviluppo delle comunità e le partnership. In questa direzione, Contarina collabora stabilmente con cooperative sociali, l’86% delle quali è del territorio, per creare opportunità lavorative rivolte a persone fragili e svantaggiate, destinando oltre 10 milioni di euro di rapporti commerciali a questo sistema di economia sociale”.

“CentroMarca Banca è orgogliosa di affiancare anche questa nuova edizione di un’iniziativa che, con sensibilità e visione, pone al centro la persona – evidenzia Claudio Alessandrini, Direttore Generale di CMB –. Come banca di credito cooperativo, crediamo che la salute mentale e l’inclusione sociale rappresentino presìdi essenziali per una comunità capace di crescere insieme, superando stereotipi e pregiudizi. Il sostegno al Festival “Robe da Mati” nasce da questa convinzione: promuovere una cultura autentica dell’ascolto e della prossimità, valorizzando la capacità di andare oltre le apparenze e di aprire nuove strade verso un futuro più equo e condiviso”.

“Siamo orgogliosi di rinnovare il nostro sostegno al Festival ‘Robe da Mati’, una scelta che riflette pienamente la nostra identità di Società Benefit e l’impegno verso il territorio che abbiamo assunto nel nostro statuto. Crediamo fortemente nella continuità dei progetti sociali: sostenere questa iniziativa significa per noi perseguire concretamente le finalità di beneficio comune, promuovendo il benessere della comunità e la valorizzazione della cultura locale attraverso partnership solide e durature”. Le parole dell’amministratore delegato di Colfert, Mirco Zanato.

“Abbiamo deciso di aderire a questo evento perché ci riconosciamo pienamente nei valori di solidarietà e sostenibilità sociale che incarna. Collaborare con la coop Sol.Co significa anche portare un pò di Sumus in un territorio come Treviso che è una eccellenza in termini di gestione ambientale e performance di riciclo”. Dichiara Carlo Lusi, direttore commerciale Sumus Italia

L’invito è a non perdersi nessuno dei momenti della rassegna e a porsi la stessa domanda – “Matto a chi?” – per riconsiderare il proprio punto di vista sull’altro e riconoscere nella fragilità una dimensione profondamente umana, capace di generare possibilità di incontro, relazione e bellezza.

PROGRAMMA:

15 maggio - ore 19.

“E’ quasi...Robe Da Mati” - Sol.Co.

Visite guidate, musica live, street food e dj set

5 giugno - ore 21.

“Felicità for dummies – Felicità per negati” - auditorium Santa Caterina

di e con Roberto Mercadini

26 giugno - ore 21.

“Sembrava tanto una brava persona” - auditorium Santa Caterina

di e con Arianna Porcelli Safonov

SEGUICI
EDITORIALI
archivio notizie
07/05/2026

Scuola e violenza

Sul piano educativo ci si trova, spesso, disarmati perché se la violenza minorile sta...

16/04/2026

Certo è che nessun capo di Stato ha mai osato tanto.

Il Papa ha denunciato quel delirio di onnipotenza...

19/02/2026

Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...

TREVISO
il territorio