mercoledì, 12 agosto 2026
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A luglio Confartiginato registra +12% in bolletta

È la stima di Confartigianato imprese Marca Trevigiana. Per il presidente Sartori serve una strategia a lungo termine: “Chiediamo che una parte consistente dei 14 miliardi di euro richiesti all’Europa per lo scostamento di bilancio fino al 2028 sia destinata a sostenere l’autoproduzione di energia da parte di imprese e famiglie”

Il caldo record di questa estate non pesa solo sulla salute, ma anche sui conti di famiglie e imprese. A luglio le bollette elettriche registrano un aumento medio del 12%, un dato che non tiene ancora conto dei maggiori consumi legati a condizionatori e impianti di raffrescamento. A spingere in alto i prezzi, come noto, sono le tensioni internazionali e il blocco dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale da cui transita un quinto del gas naturale liquefatto mondiale.

“Gli effetti di questa crisi si vedono ogni giorno: nella spesa, al distributore di benzina, in bolletta – dichiara Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana –. Per misurare l’impatto reale sulle imprese, il Caem, il Consorzio che negozia le tariffe energetiche per le aziende associate, ha messo a confronto i costi mese per mese. Il quadro che emerge è allarmante”.

Solo nel mese di luglio, rispetto a giugno, un’azienda metalmeccanica pagherà il 10,3% in più per l’energia elettrica, un’impresa del legno il 10%, un salone di acconciatura l’8,7%. Allargando lo sguardo al periodo aprile-luglio, l’aumento medio sale al 15-20%, con effetti analoghi anche sulle bollette delle famiglie.

Nonostante l’andamento instabile dei mercati, nel 2025 le 7.500 imprese aderenti al Caem in tutta Italia hanno risparmiato complessivamente 5,4 milioni di euro, circa 800 euro per azienda: l’8% in meno sui costi medi di mercato e il 15% in meno sul costo della materia prima. Per le sole imprese trevigiane il risparmio sfiora il mezzo milione di euro, a cui si aggiungono altri 350mila euro risparmiati dalle famiglie del territorio grazie all’accordo, attivo da anni, tra Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Magis Energia. “Risorse che restano sul territorio”, sottolinea Sartori.

Per Sartori negoziare le tariffe non basta più: “Serve una visione di lungo periodo. Nell’immediato è indispensabile un intervento emergenziale per abbassare le tariffe elettriche. Ma il vero nodo da sciogliere è un altro, e lo ripetiamo da tempo: bisogna superare il meccanismo del prezzo marginale, che oggi fa pagare l’elettricità di tutti al costo della centrale più cara, quasi sempre quella a gas. Sarebbe molto più equo calcolare il prezzo sulla media ponderata di tutte le centrali che immettono energia in rete. Sappiamo che il tema divide, ma non è accettabile che il prezzo dell’energia sia agganciato al sistema di produzione più costoso”.

Accanto a questo, Confartigianato chiede di accelerare su rinnovabili ed efficienza energetica: “Chiediamo che una parte consistente dei 14 miliardi di euro richiesti all’Europa per lo scostamento di bilancio fino al 2028 sia destinata a sostenere l’autoproduzione di energia da parte di imprese e famiglie.”

Sartori ricorda che la strada è già tracciata: “Lo dimostra l’interesse suscitato dai contributi del PNRR, che negli ultimi anni ha spinto molte piccole imprese e famiglie a dotarsi di fonti rinnovabili, in particolare impianti fotovoltaici, per abbattere i costi energetici. Come Paese dobbiamo puntare sull’autonomia energetica, non solo con i grandi impianti, ma valorizzando anche la forza dei tanti piccoli impianti installati sui tetti di aziende e abitazioni”.

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