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Nuova ala della cooperativa Vallorgana inaugurata a Castelcucco. Un luogo per “lavorare e abitare”
“Lavoro e casa, lavorare e abitare”. Sono le parole chiave che il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, ha voluto affidare ai lavoratori, agli operatori e agli ospiti della cooperativa Vallorgana in occasione dell’inaugurazione della nuova ala della struttura, lo scorso 20 giugno a Castelcucco.
La cooperativa offre lavoro a una trentina di persone con disabilità e negli anni ha sviluppato un ampio progetto dedicato all’autonomia delle persone fragili: dai laboratori occupazionali alle esperienze di vita comunitaria nei fine settimana, fino a percorsi di residenzialità autonoma protratti per diverse settimane.
L’ala è stata ristrutturata grazie all’utilizzo delle agevolazioni del Superbonus 110 per cento e a un finanziamento di circa 200 mila euro ottenuto attraverso il Pnrr.
“Con il lavoro si dà dignità alle persone - ha sottolineato il Vescovo - e attraverso l’abitare si permette al lavoratore di vivere in maniera degna dell’uomo. Nella nostra società entrambe queste parole sono oggi in crisi. Il lavoro è minacciato anche dalla novità dell’intelligenza artificiale. Registriamo tanti lavoratori poveri che spesso non sanno nemmeno dove abitare”.
Mons. Tomasi ha, quindi, indicato la cooperativa Vallorgana come un esempio virtuoso. “Qui la difficoltà viene fatta fiorire. Le persone possono lavorare in contesti seri e protetti, dove si sentono amate come fratelli e sorelle. E chi opera in questi progetti arricchisce profondamente la propria umanità”. E ha richiamato le parole di papa Leone XIV, ricordando come la fragilità non rappresenti un ostacolo all’umanità della persona, ma una via per viverla più pienamente. “Non è malgrado il limite, ma attraverso il limite e la fragilità che diventiamo più umani”.
Ad accogliere il Vescovo sono stati il presidente della cooperativa, l’avvocato Alberto Mascotto, la direttrice Cristina Cremasco, gli operatori e i volontari. Numerosi gli amministratori dei Comuni del territorio, tra cui Castelcucco, Cavaso del Tomba e Monfumo.
Al piano terra della nuova ala trovano posto gli uffici amministrativi, le sale riunioni e gli spazi destinati ai servizi educativi. L’intervento è stato sostenuto direttamente dalla cooperativa attraverso il Superbonus 110 per cento, mentre domotica e arredi sono stati finanziati con fondi del Pnrr.
Il primo e il secondo piano sono, invece, dedicati a due progetti che puntano all’autonomia delle persone con disabilità.
Il primo è la “Casa amica”, iniziativa ormai consolidata che permette a gruppi di persone con disabilità di trascorrere i fine settimana in appartamento insieme agli operatori della cooperativa, sperimentando una progressiva autonomia nella gestione della vita quotidiana.
Al secondo piano trova spazio “Palestra dell’abitare”, progetto che rappresenta un ulteriore passo avanti verso l’autonomia abitativa. Nel corso dell’ultimo anno l’appartamento è stato utilizzato per 25 settimane, dal lunedì al venerdì, da persone che hanno potuto sperimentare una vita semiautonoma. Con l’entrata in funzione del nuovo edificio si conclude un percorso durato circa tre anni, iniziato con il rinnovo dei laboratori del Centro di lavoro guidato e proseguito con la realizzazione degli appartamenti dedicati all’autonomia.
“Il nostro sogno – confessa il presidente Mascotto – è realizzare uno spazio abitativo stabile per il «Dopo di noi», una struttura residenziale, magari in forma di cohousing, dove le persone con disabilità possano vivere in parziale autonomia anche quando non ci saranno più i genitori”.
Un obiettivo ambizioso che richiede il sostegno dell’intera comunità.
“In questi anni siamo stati aiutati da tante persone. Possiamo contare su operatori che credono profondamente in ciò che fanno, ma anche su un territorio che ci sostiene: imprese, amministratori, benefattori. È una rete che ci permette di guardare al futuro con fiducia, pur in un contesto economico segnato da difficoltà crescenti”.



