La polemica l’ha innescata Flavio Briatore, il noto imprenditore che, quanto a offrire ghiotte occasioni...
Santiago, un cammino per ricominciare
Adam, un adolescente dalla vita turbolenta, e Fred, una professoressa che sta attraversando un periodo difficile, non si conoscono. Eppure, grazie a un’associazione, intraprendono insieme il cammino di Santiago di Compostela. Lei ha bisogno di rimettere ordine nella sua vita, lui tenta di incanalare la sua rabbia e il suo sentimento di abbandono. Chilometro dopo chilometro, tra scontri, stanchezza e momenti felici, tra i due nasce a poco a poco un legame delicato. Di fronte alle difficoltà del cammino, entrambi impareranno che ogni passo può essere una rinascita e che, a volte, gli incontri più improbabili sono quelli che cambiano davvero la strada.
Dopo l’ubriacatura di “Buen Camino” di Checco Zalone a Natale, ecco che arriva un nuovo bellissimo (ma per davvero!) film sul cammino di Santiago del regista Yann Samuell, totalmente diverso e incredibilmente più performante e profondo. Molti si erano sperticati nell’affermare che il film di Zalone parla di Gesù, probabilmente perché alla fine l’amica/suora gli fa il predicozzo benevolo... .
Qui non c’è nessuna predica, ma quello che vediamo e ascoltiamo è vangelo puro.
Il nome del protagonista, Adam, dice già tutto: lui deve ancora formarsi, crescere, “crearsi”, ha tutto davanti e quello che si lascia alle spalle è poco più di polvere che pur se dannosa e insidiosa, può ancora inceppare il cammino. Resta ormai solo un velo leggero che lui può soffiare via, se troverà il coraggio di farlo.
Ma anche lei, Fred, ha i suoi fantasmi e i suoi problemi: “Chi aiuta chi?”, verrebbe da chiedersi.
Il film ha la straordinaria capacità di mostrarci come non sono tanto gli errori e le intemperanze, più di una qui e pure belle toste, a determinarci, ma l’essere in cammino. E in cima a tutto la responsabilità e la libertà personale. L’associazione francese che organizza questi “cammini di rottura” con il passato si chiama La Soglia e mai nome sarebbe più appropriato. Gli altri stanno sulla soglia, ma sei tu che devi decidere, sei tu che devi prendere le tue decisioni. La vita e la scelta sono solo e sempre tue.
La storia di Adam e di Fred è una storia vera, con l’ovvio cambio dei nomi rispetto ai veri protagonisti della vicenda. Senza fare spoiler, mi sembra si possa dire che una scena su tutte forse merita l’intera visione del film, quella dove i due protagonisti lasciano vicino a una croce di ferro il loro passato simboleggiato da due piccoli oggetti, importanti e pericolosi allo stesso tempo.
Il silenzio commosso di Adam e Fred, mentre lasciano sul serio il loro passato alle spalle, è lo stesso che ha accompagnato me e credo ogni spettatore alla fine della proiezione, assieme al ricordo di questo ragazzo e di questa donna che, come succede per i migliori film, non usciranno facilmente dalla mia, dalla nostra vita.
Il film sarà visibile in anteprima nazionale nell’arena estiva del Cinema Busan (nel chiostro dell’abbazia di Mogliano), giovedì 16 luglio alle 21.30. È necessario acquistare il biglietto in anticipo su www.cinemabusan.it. (don Elio Girotto, responsabile Cinema Busan , presidente Acec Triveneta)



